Panoramica:

domenica 20 marzo 2011

Marsili: rischio Tsunami

Posted by GUARDIAMO A 370° 21:09, under | 1 comment

S’è risvegliato il Marsili, vulcano sommerso nel Tirreno: coste a rischio tsunami
Il Marsili, uno dei vulcani sommersi nel mar Tirreno, s’è risvegliato: è alto il rischio di tsunami in tutto il Tirreno meridionale a causa di possibili eventi franosi lungo i versanti dello stesso vulcano.
L’allarme è lanciato dal prof. Franco Ortolani, ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio, Università di Napoli Federico II. Ma non bisogna lasciarsi prendere dal panico, anzi, “bisogna al più presto organizzare sistemi di difesa dei litorali” come spiega lo stesso geologo in uno studio approfondito pubblicato sul MeteoPortale del Mediterraneo, Meteoweb, con cui collabora.





Il Marsili è il vulcano più vasto d’Europa ma è nascosto sott’acqua, nel centro del mar Tirreno. Dal fondale di circa 3.500 metri si alza per 3.000. La vetta del suo cratere è a meno di 500 metri dalla superficie del mare. La sua imponente struttura lunga 70 chilometri e larga 30, rende il Marsili un mostro nascosto di cui i rilievi sottomarini hanno registrato emissioni idrotermali con frequenza elevata, unite alla debole struttura delle sue pareti che potrebbero causare frane sottomarine e una violenta eruzione.
All’interno della montagna sottomarina si è formata una camera di magma incandescente, che ad oggi raggiunge i 4 chilometri per 2. Una sorta di pentola a pressione ribollente col coperchio ben tappato. Condizione di un vulcano vivo che potrebbe svegliarsi all’improvviso e generare tsunami di dimensioni disastrose nel Tirreno, che in pochi minuti si abbatterebbero sulle coste italiane da Salerno a Palermo, lungo la dorsale orientale della Sardegna e della Corsica, lungo il Lazio, la Toscana, la Liguria, il Nord Africa fino alla Spagna.

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sabato 12 marzo 2011

Esplosione centrale nucleare Fukushima durante il terremoto Giapponese

Posted by GUARDIAMO A 370° 13:58, under | No comments

TOKYO / Un’esplosione è stata udita alla centrale nucleare di Fukushima, uno dei centri più colpiti dal violento sisma che ha scatenato lo tsunami che ha devastato il Giappone. La notizia era precedentemente circolata in rete, su Twitter e Facebook. Ora è stata confermata in via ufficiale, ma non si comprende la reale estensione e gravità del problema. Ancora non è chiaro cosa sia esploso: LE PRIME IMMAGINI
Dal sito di Fukushima n1 si sta alzano una nuvola di fumo. La notizia è stata confermata anche dall’agenzia di stampa Jiji. Altre fonti parlano anche di feriti.
Raggiungere da Tokyo Fukushima è diventato pressoché impossibile. Le autostrade in uscita da Tokyo sono interrotte.
Si è intanto appreso che l’esplosione ha riguardato uno dei quattro edifici che compongono la centrale. Si tratta della gabbia del reattore.




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mercoledì 9 marzo 2011

Facebook, ecco il testamento digitale

Posted by GUARDIAMO A 370° 12:42, under | No comments

In Italia si discute da anni di una legge sul testamento biologico, il documento scritto per garantire il rispetto della propria volontà in materia di trattamento medico (somministrazione di farmaci, sostentamento vitale, rianimazione, etc.) anche quando non si è in grado di comunicarla. Proposte di legge, lunghi dibattiti in Parlamento e fuori, campagne di informazione e mistificazione. Senza giungere ad alcuna conclusione. Alla Camera il testo della legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento è in discussione in questi giorni, ma i deputati voteranno solo ad Aprile. Poi si passerà al Senato. Nel frattempo, l’ Associazione Luca Coscioni lancia una provocazione: in caso di morte, cominciamo a far valere la nostra volontà almeno su Facebook.

Realizzata in collaborazione con Ninja Lab e la web agency Mikamai, arriva quindi una applicazione dal nome esaustivo, The Last Wish (ovvero l’ultimo desiderio), che garantisce il controllo sul proprio profilo anche post mortem. Grazie a questa applicazione, l’utente può scegliere due esecutori testamentari che, in caso di morte dell’utente, possono attivare la pubblicazione di un messaggio prestabilito che comparirà sul profilo del deceduto. Si possono anche scrivere messaggi privati a una serie di persone, per dare l’ ultimo saluto.

Del resto, con 500 milioni di iscritti, Mark Zuckerberg e compagni farebbero bene a porsi il problema. Tuttavia, Facebook non ha ancora preso una posizione precisa in merito, limitando a fornire agli utenti un servizio di segnalazione per il decesso di un utente.

The Last Wish, che nasce come una provocazione ironica, vuole in realtà sensibilizzare su temi importanti e attuali come quello del testamento biologico e dell’ identità digitale post mortem ai tempi di Internet. Una volta scaricata la app, l’utente viene indirizzato al sito dell’Associazione Luca Coscioni dove si ha la possibilità di depositare il proprio testamento biologico in forma cartacea.

E intanto nel Regno Unito è partita un'iniziativa che vede la collaborazione tra Facebook e l'associazione Samaritans per ridurre il numero di suicidi annunciati sul Web. Il social network di Zuckerberg ha creato sia una sezione apposita per il supporto a persone che hanno intenzione di togliersi la vita (anche se forse è di cattivo gusto inserirla nell'ambito della segnalazione degli abusi) e un modulo che permette di comunicare i contenuti che fanno riferimento al suicidio. Una volta ricevuta la segnalazione, Facebook valuta quanto i segnali siano preoccupanti e in caso avverte autorità o associazioni del paese da cui proviene l'avvertimento. Come, nel caso del Regno Unito, l'associazione Samaritans o altre con cui ci sia un accordo.

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Il National Geographic ricrea la casa volante di Up

Posted by GUARDIAMO A 370° 12:38, under | No comments

Una casa con vista dal cielo. È questa l'ultima trovata del National Geographic, che ha costruito a Los Angeles una casa ispirata al film Up, prodotto dalla Pixar.
Si tratta di una piccolissima abitazione di 5 metri per 5 che è portata in volo da circa 300 sonde atnosferiche piene di elio. Provate ad immaginarla come una piccola casetta, tirata su dai palloncini che spesso si comprano ai bambini durante le fiere.

Tale cifra ha consentito a National Geographic di segnare un nuovo record. In realtà, la casa di Up!, sarà parte di una nuova serie TV di National Geographic chiamata “How Hard Can It Be?”, cioèo “Quanto può essere difficile?”.
Una sfida dell'uomo contro la natura, o meglio contro le leggi della fisica.

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martedì 8 marzo 2011

Molto sesso, siamo animali

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:40, under | 1 comment

Per anni ce li siamo immaginati così: campioni di selfcontrol, caparbiamente schivi, abilissimi a evitare ogni imbarazzo. Del resto quel “niente sesso, siamo inglesi” ci aveva convinto che non si addicesse a un gentleman argomentare in pubblico di questioni di “letto”. Dobbiamo ricrederci.

Ora ci mostrano fotografie e film su amplessi di coppia, di gruppo, tra individui dello stesso sesso, esplicite descrizioni di performance erotiche, non usano giri di parole e chiamano le cose con il loro nome: pene, vagina, sperma, stupro, orgasmo, erezione. Siamo a South Kensington nel cuore di Londra dove il Natural History Museum ospita, fino al prossimo 2 ottobre, la “Sexual Natural Exhibition”, una mostra sul sesso nel mondo animale, senza trascurare le abitudini umane.

Un viaggio nell’infinita varietà di soluzioni ideate dalla natura per perseguire il suo scopo principale: mantenere in vita se stessa. Assicurare infatti la sopravvivenza della specie sembra essere l’obiettivo principale di tutti gli animali. E per garantire un futuro ai propri geni, l’evoluzione ha affinato tecniche infallibili, aiutando soprattutto i maschi nella loro missione: alle giraffe ha dato in dotazione peni a forma di cacciavite per facilitare la penetrazione e il rilascio di mezzo litro di sperma, all’ariete una punta del pene rotante, ai porcospini un sistema per sigillare con un tappo l’organo femminile dopo la penetrazione e assicurarsi così la paternità della prole, ai pesci tropicali la possibilità di produrre spermatozoi in stock da consegnare alle femmine, lasciandole libere di servirsene a loro piacimento.

È tutto descritto nei pannelli con fotografie, video e testi sobri e rigorosamente scientifici. Non c’è nulla di “vietato ai minori”, per intenderci. I genitori possono farsi un’idea chiara dei contenuti della mostra da un elegante volantino scaricabile sul sito. All’attrice Isabella Rossellini il compito di introdurre lo spettatore nel verde mondo pornografico con otto cortometraggi dedicati alle ineguagliabili performance erotiche degli animali. Da far impallidire le più ardite fantasie umane.

Sì, perché la mostra ci fa capire che noi, Homo sapiens, non abbiamo inventato nulla: definiamo trasgressioni comportamenti già lungamente rodati da delfini o bonobo, utilizziamo tecniche di corteggiamento vecchie di milioni di anni, scegliamo i nostri partner con criteri non molto differenti da quelli di un fagiano, compriamo strumenti erotici che molti animali hanno in dotazione sin dalla nascita. Insomma ci dobbiamo accontentare: poco sesso, siamo umani.

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Così gli inglesi bevevano nei teschi

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:37, under | No comments

Crani umani di 14.700 anni fa usati come tazze dopo essere stati puliti, raschiati del cuoio capelluto, eliminati di occhi, naso e parti fastidiose. Questa macabra abitudine è stata messa in luce da un team di ricercatori del Natural History Museum di Londra guidati dalla paleontologa Silvia Bello, che hanno studiato i resti provenienti dalla Grotta di Gough nel Somerset, in Inghilterra, rinvenuti durante gli scavi effettuati nel 1920 e poi tra il 1987 e il 1992. Si tratta del più antico esempio finora documentato di ossa craniche utilizzate come tazze, e le uniche note nelle isole britanniche.

Gli studiosi, come descritto sulle pagine di PloS One, hanno analizzato cinque crani - appartenenti a un bambino di 3 anni, a due adolescenti, a un adulto e a un anziano. Che presentano segni di tagli, incisioni e ammaccature tali da suggerire la presenza di un abile lavoro manuale dell’essere umano. Secondo lo studio, i teschi venivano privati dei capelli, raschiati e puliti dalla carne e dalla pelle attraverso l’uso di strumenti in selce. Venivano poi rimosse le ossa della faccia, mentre la base del cranio veniva meticolosamente scheggiata e lavorata per raddrizzare e smussare i bordi rotti e spigolosi.

Come riportato dagli stessi autori, non si tratta del primo e unico esempio della produzione di questi recipienti così particolari. Accanto a casi moderni, come i membri della setta Aghori dell’India, che praticano ancora oggi questi rituali, troviamo l’esempio descritto da Erodoto secondo il quale gli Sciti, popolazione dell’VIII secolo a.C., erano avvezzi a bere dai crani dei nemici morti. Questo della grotta del Gough rimane tuttavia l’esempio più antico conosciuto e datato.

I ricercatori hanno ipotizzato che questi contenitori venissero utilizzati durante cerimonie. Sebbene il tipo di rottura di altre ossa ritrovate sul luogo suggerisca che queste venissero rotte per arrivare al midollo osseo - e quindi per praticare atti di cannibalismo - sembra che ci sia stata comunque cura nel non distruggere la volta cranica, adatta per essere trasformata in recipiente. Secondo Bruno Boulestin, archeologo dell’Università di Bordeaux in Francia, con ogni probabilità si trattava di teschi di nemici, piuttosto che di amici e familiari, e le bevande consumate in questo contenitore potevano essere di qualsiasi specie, anche sangue o offerte simboliche di cervelli. Un esempio di tazza-cranio dell’adulto rimarrà esposto al Natural History Museum di Londra fino a fine maggio.

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lunedì 7 marzo 2011

Quanto vale la Terra? "Tre milioni di miliardi di euro"

Posted by GUARDIAMO A 370° 18:26, under | No comments

Quanto vale la Terra? Se una società aliena volesse comperare il nostro pianeta a quale prezzo potremmo venderlo, ammesso di accettare l'idea per il bene dell'umanità? A non meno di tre milioni di miliardi di euro, parola di Greg Laughin, un astrofisico che ha trovato una formula che permette di calcolare il valore dei pianeti del nostro e di altri sistemi solari. La formula tiene conto dell'età del pianeta, della temperatura media, della sua massa e di altri valori di particolare interesse per un pianeta in quanto tale. E la Terra risulta essere il pianeta più costoso. Se si volesse mettere in vendita Marte, invece, la spesa per un civiltà aliena che desiderasse comperarlo scenderebbe a soli 10.000 euro o poco più, mentre Venere lo si potrebbe vendere a non più di un centesimo di euro. E gli altri pianeti?

Il ricercatore, che lavora alla University of California di Santa Crus degli Stati Uniti, ha poi spostato l'attenzione anche sugli altri pianeti scoperti orbitanti attorno ad altre stelle che, ad oggi, ammontano a circa 1800 (solo 1230 circa sono stati scoperti recentemente dal telescopio spaziale della Nasa Kepler). Alla maggior parte di essi comunque, è stato dato un valore molto basso perché si trovano o molto lontano o molto vicino alla loro stella e quindi non permettono in alcun modo la nascita di forme di vita così come noi la conosciamo né tanto meno potranno essere colonizzati.

"L'idea di dare un valore ai pianeti - spiega Laughin - mi è venuta nel momento in cui venne

scoperto il pianeta Gliese 581 c che ancora ad oggi è considerato quello più simile alla Terra. Così ho cercato di quantificare i parametri più importanti di un pianeta, quelli cioè che lo rendono abitabile. Da ciò è nata una formula che ora può essere applicata a qualsiasi oggetto che ruota attorno a una stella. Nel caso di Gliese 581 c, il valore che ne uscì fu sorprendentemente basso, solo 100 euro, perché nonostante avesse dimensioni paragonabili alla Terra non permette in alcun modo di ospitare la vita, né dovrebbe permetterlo in futuro". Il pianeta extrasolare il cui valore ha superato tutti gli altri è KOI 326.01, ai cui è stato dato un valore di 150,000 euro.

Nella formula dell'astrofisico la distanza dalla stella madre è solo uno dei parametri considerati importanti. Anche l'età della stella risulta di grande valore, perché anche se un pianeta si trova alla distanza giusta per ospitare la vita, ma la stella è troppo vecchia per permettere alla vita stessa di evolversi o di sostenersi, il pianeta risulterà non diverso da un asteroide.

Ma che valore scientifico può avere tale formula, al di là del fascino in sé? "Secondo me - ha detto Laughin- avrà un senso puntare le ricerche per cercare vita extraterrestre intelligente solo verso i pianeti il cui valore supera i 60 milioni di euro. Gli altri, per un motivo o per l'altro non dovrebbero in alcun modo permettere ad essa di svilupparsi". E forse pensando al valore della Terra rispetto a tutti gli altri pianeti, ci permette di riflettere quanto essa sia preziosa.

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Forme di "vita aliena" fossile in un meteorite? Risposta alla vita sulla terra

Posted by GUARDIAMO A 370° 18:23, under | No comments

Forme di vita fossili e molto primitive simili a batteri sono state scoperte in un meteorite dall'astrobiologo Richard B. Hoover, del Marshall Space Flight Center della Nasa, che le ha descritte nell'edizione online del Journal of Cosmology. Consapevole dell'impatto rivoluzionario che potrebbe avere la scoperta, Hoover ha invitato la comunità scientifica ad analizzare i suoi risultati e a commentarli. I fossili sono stati scoperti in tre meteoriti molto primitive (condriti carbonacee) chiamate Alais, Ivuna e Orgueil. I batteri, secondo il ricercatore, sono simili alle cosiddette "alghe azzurre" primitive chiamate cianobatteri e sono state individuati immediatamente al di sotto della superficie delle meteoriti utilizzando tecniche di microscopia molto avanzate. Secondo Hoover la presenza dei batteri fossili non è il risultato di una contaminazione avvenuta sulla Terra: il ricercatore è convinto che i microrganismi siano di origine extraterrestre. Ritiene inoltre che nemmeno i batteri alieni abbiano potuto in alcun modo contaminare la Terra. Si tratta, ha osservato, di resti fossili di organismi viventi che una volta vivevano nei corpi celesti dai quali hanno avuto origine le meteoriti. L'unica possibile conclusione, secondo il ricercatore, è che la vita è ovunque nel cosmo e che la vita sulla Terra potrebbe avere avuto origine da altri pianeti.










Alcuni ricercatori, come Seth Shostak, astronomo presso l'Istituto SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), ha detto che è davvero difficile credere ad una simile scoperta. "Se ciò che sostiene Hoover fosse vero, le implicazioni sarebbero di vasta portata in tutto il campo della scienza e dell'astronomia", ha detto Shostak. Ora le ricerche di Hoover verranno sottoposte a test indipendenti e se troveranno conferma avremo la certezza che gli alieni sono davvero scesi sulla Terra.

Va ricordato che questa scoperta si affianca a quella del meteorite di origine marziana trovato in Antartide noto come ALH84001, da Allan Hills, il luogo ove venne scoperto nel dicembre 1984 da Roberta Score.  Nel 1996  David McKay della Nasa sosteneva di aver trovato al suo interno tracce di vita. Tra le sue pieghe infatti, vennero trovate strutture a catena di probabile origine biologica. Con un diametro compreso tra i 20 e 100 nanometri, le loro dimensioni erano simili a quelle di alcuni  nanobatteri terrestri. La scoperta è sempre stata contestata, ma al momento la spiegazione biologica è quella che prevale.

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sabato 5 marzo 2011

E domani si riprende!

Posted by GUARDIAMO A 370° 13:26, under | No comments

Pensavate che ci fossimo dimenticati di voi... eh?

Non preoccupatevi, da domani il sito riprende il suo aggiornamento quotidiano e ci sarà anche una grandissima novità!
Che dire... A domani!