Panoramica:

sabato 19 febbraio 2011

Grandissime novità sul sito tra poco tempo!

Posted by GUARDIAMO A 370° 17:40, under | 2 comments

Allora... Forse vi sarete accorti che gli aggiornamenti del sito vado un po' a rilento...
Non disperatevi perchè tra poco tempo una grande novità arriverà su Guardiamo a 370°!
Una novità che potrebbe facilitare dei compiti a tanti di voi e che potrebbe anche farvi risparmiare del tempo prezioso!
Quindi a presto e continuate a leggerci e a commentare!
Staff
Guardiamo a 370°

venerdì 11 febbraio 2011

La memoria del mondo? Parte dalla Terra e arriva alla Luna

Posted by GUARDIAMO A 370° 10:34, under | No comments

Una lunga strada fino alla Luna e oltre. È quella che formerebbero tutti i cd rom necessari a contenere il diluvio di informazioni che il genere umano ha memorizzato nei vari dispositivi di storage nel 2007. L'esercizio di calcolo è stato fatto da due ricercatori della USC Annenberg School for Communication & Journalism in California, Martin Hilbert e Priscila López While, che hanno valutato la capacità tecnologica mondiale di conservare, comunicare e processare informazioni dal 1986 al 2007.

In questo periodo, la capacità mondiale di computing è cresciuta del 58 per cento all'anno (dieci volte la crescita del Pil degli Stati Uniti), le telecomunicazioni sono cresciute del 28 per cento e la capacità di storage del 23 per cento. L'inizio dell'era digitale viene fatto risalire al 2002, anno della prima tecnologia di storage omonima. In meno di 5 anni, nel 2007, il 95 per cento dell'informazione era conservata in dispositivi di questo tipo e solo il 5 per cento attraverso tecnologie analogiche.

“ Viviamo in un modo dove l’economia, la libertà di esercitare la politica e la crescita culturale dipendono ogni giorno di più dalle nostre abilità in ambito tecnologico. E questa è la prima volta che uno studio quantifica la capacità del genere umano di maneggiare le informazioni”, ha commentato Hilbert.

E le cifre emerse dallo studio, pubblicato su Science, sono davvero da capogiro. Prendendo in esame sia le tecnologia digitali sia quelle analogiche a disposizione, nel 2007, l'umanità è stata in grado di memorizzare 295 exabyte di informazioni, ovvero 295 trilioni di byte (295 000.000.000.000.000.000 byte), ha comunicato 2 triliardi (2 000.000.000.000.000.000.000) di byte e ha processato 64 trilioni di informazioni al secondo (a farlo a mano ci sarebbero volute 2.200 volte il tempo trascorso dal Big Bang a oggi).

Per guardarla da un'altra prospettiva, i ricercatori suggeriscono una metafora astronomica: se ogni bit fosse una stella, esisterebbe una galassia di informazioni per ogni singolo essere umano. Il che vuol dire anche 315 volte il numero di granelli di sabbia presenti sul pianeta.

E tuttavia, questa montagna di informazioni è equivalente ad appena l' 1 per cento di quelle contenute nel dna di un singolo essere umano. “ Questi numeri, per quanto impressionanti, sono ancora niente rispetto alla capacità della natura di gestire e usare le informazioni”, conferma Hilbert. “Tuttavia, mentre la capacità della natura rimane costante, quella dell'essere umano cresce a ritmo esponenziale”.

Fonte

10 feb 2011 Telecamera sul Vesuvio riprende un curioso bagliore di luce

Posted by GUARDIAMO A 370° 10:30, under ,,,,, | No comments

Un cuorioso video spunta in rete suscitando dibattito. Sullo sfondo del Vesuvio una telecamera riprende un bagliore di luce che dura circa mezzo minuto e sembra sparire misteriosamente. Il fenomeno che per ora resta inspiegabile è finito su YouTube scatenando i dubbi e le curiosità di molti, anche sulla semplice autenticita del filmato. In questo caso non è propriamente l'Ufo il punto della discussione, ma l'origine del bagliore, che alcuni collegano a un semplice riflesso altri addirittura ad un fulmine globulare.
Guardando il filmato tuttavia sembra evidente che sia una piccola goccia d'acqua che distorcendo la luce crea l'effetto che si intravede nel filmato. Non tutti però sembrano concordare.

Sole: dalla Nasa le prime immagini in 3D

Ammirare il Sole come non abbiamo mai fatto. Si deve alla Nasa la prima visione in 3D della nostra stella. Grazie alla missione STEREO (Solar Terrestrial Relations Observatory) partita il 26 ottobre 2006 con l'invio due sonde a zonzo nei pressi del sole, oggi è finalmente possibile osservarlo per intero, avendo a disposizione anche l'altra faccia, a noi terrestri celata.

Le sonde, che si sono posizionate a 180 gradi l’una dall’altra, sono riuscite a fotografare l'attività solare. In questo modo, gli studiosi potranno sapere più esattamente cosa avviene sulla stella che garantisce la nostra vita.

In primo luogo, ciò che gli scienziati potranno capire è il movimento delle macchie solari, il quale influenza in maniera evidente le telecomunicazioni sulla terra. Prima, infatti, non si poteva prevedere l'andamento di tale fenomeno visto che spesso iniziava nella parte oscura del sole.

Secondo quanto riporta la Nasa in un nota "adesso stanno ininterrottamente inviando a Terra immagini della stella vista frontalmente e dal retro, in più si è certi che il Sole è davvero una sfera di plasma incandescente e intessuta di intricati campi magnetici".

È possibile vedere le immagini visitando il sito www.nasa.gov.it/stereo.

Fonte

Pulce d'acqua: ha 8 mila geni in più dell'uomo

È un microscopico crostaceo, apparentemente del tutto anonimo, ma molto speciale. Il suo genoma è stato appena sequenziato e ha rivelato sorprendenti novità. È la pulce d'acqua o 'Pulex Daphnia'.

Oltre ad essere il primo crostaceo di cui è stato sequenziato il genoma, il minuscolo esserino, il cui aspetto è simile a quello di un gamberetto, vanta ben 31 mila geni, una cifra immensamente grande, che supera del 25% quella dell'uomo, ma anche quella di tutti gli esseri invertebrati analizzati finora.

Perché è così importante? Secondo gli esperti, lo studio dei geni che la pulce ha in comune con l'uomo, potrebbe aiutare a comprendere come gli esseri umani rispondono alle minacce ambientali.

La pulce d'acqua, infatti, è in grado di trasformarsi in risposta alle sollecitazioni esterne. Ad esempio, può sviluppare spine, caschi o denti sul collo per difendersi dai predatori. Inoltre, secondo gli scienziati che hanno partecipato al progetto di sequenziamento, il gran numero di geni sarebbe proprio alla base di tali capacità.

Ora che gli scienziati sanno a che cosa somiglia il suo genoma, potranno cominciare a studiare gli effetti dell'ambiente sulla salute umana. Ne è convinto anche James E. Klaunig, presidente del dipartimento di salute ambientale dell'Indiana University, secondo cui la pulce d'acqua aiuterà gli scienziati a capire come i fattori ambientali possano influenzare i processi cellulari e molecolari negli animali.

Ancora un'altra sorpresa. Oltre un terzo dei geni della pulce non sono mai stati visti in nessun altra creatura e sono del tutto 'inediti' per il mondo scientifico. 'Tutto questo può aiutare gli scienziati a capire come gli organismi, compreso l'uomo, siano in grado di rispondere ai cambiamenti che avvengono nei loro ambienti', ha detto Joseph Shaw, co-autore e della ricerca e un biologo presso l'Indiana University's School of Public and Environmental Affairs.

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