Panoramica:

venerdì 26 agosto 2011

Scoperto pianeta di diamante nella Via Lattea

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:13, under | No comments

E' composto da carbonio e ossigeno, si trova a 4 mila anni luce dalla Terra


Nella Via Lattea, a circa 4.000 anni luce dalla Terra, c'é un diamante immenso: è un pianeta dalla massa più grande di Giove, fatto interamente di questa gemma. La scoperta, preziosa, è proprio il caso di dirlo, è annunciata su Science da un gruppo internazionale al quale partecipa l'Italia con Osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e università di Cagliari.

Il pianeta è circa 20 volte più denso di Giove e orbita intorno a una stella morta, della quale resta solo il nucleo densissimo: è una pulsar millisecondo che ruota a una velocità incredibile, compiendo circa 173 giri su se stessa ogni secondo. A differenza di Giove, il pianeta di diamante non è fatto di idrogeno ed elio ma di carbonio e ossigeno, allo stato cristallino.

Il pianeta è affascinante non solo per la sua composizione, ma per la sua storia: si pensa che in passato sia stato una stella massiccia, che si è trasformata in un pianeta. La materia gassosa della stella, secondo i ricercatori, sarebbe stata travasata per oltre il 99,9% verso la pulsar durante un processo, ormai concluso, che ha riaccelerato la pulsar fino all'elevatissimo ritmo di rotazione attuale. "In quella fase la pulsar doveva essere una potente sorgente di raggi X, con caratteristiche simili alle cosiddette Binarie a raggi-X Ultra Compatte di Piccola Massa, di cui PSR J1719-1438 e il pianeta compagno dovrebbero dunque rappresentare dei discendenti", ha spiegato Andrea Possenti, direttore dell'Osservatorio di Cagliari e fra gli autori della ricerca con Marta Burgay, Nichi D'Amico e Sabrina Milia (D'Amico e Milia insegnano anche all'università di Cagliari).

Secondo lo studio, coordinato dall'università australiana Swinburne University of Technology, il pianeta impiega solo 2 ore e 10 minuti per ruotare intorno alla pulsa. Ha una massa di poco superiore a quella di Giove, ma un raggio inferiore alla metà rispetto. Ciò fa supporre che la densità del pianeta sia molto più elevata di Giove. Sono state queste evidenze che hanno fatto concludere ai ricercatori che il pianeta dovrebbe essere composto in gran parte di carbonio e di ossigeno allo stato cristallino e che dovrebbe avere dunque una struttura simile a un diamante.

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Per scoprire il sesso del nascituro con un semplice esame del sangue

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:05, under | No comments

I test sul feto durante la gravidanza stanno per essere rivoluzionati dalla diffusione di un nuovo tipo di esame: un'analisi del sangue della madre consente di predire con un'accuratezza di oltre il 90 per cento il sesso del nascituro, già a 7 settimane di gravidanza. Il sesso del feto viene così determinato molto prima che con metodi come l'ecografia.
Inoltre la procedura non è invasiva, a differenza per esempio dell'amniocentesi, che comporta un rischio per quanto piccolo di aborto spontaneo. Finora non erano stati pubblicati dati attendibili sull'efficacia dei test, disponibili già da alcuni anni sia su Internet che in alcune farmacie.
Ora a garantirli è uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association, la rivista scientifica dell'associazione dei medici Usa. Secondo l'analisi condotta su 57 studi che hanno preso in esame 6.500 diverse gravidanze, i test del sangue per determinare il Dna del feto hanno predetto il sesso accuratamente nel 95 per cento dei casi a 7 settimane e nel 99 per cento a 20 settimane. I test che si basano sul prelievo di alcune gocce di sangue dalla madre. In Europa sono più diffusi che in America, dove i medici generalmente non li prescrivono perché non sono regolati dalla Food and Drug Administration, l'autorità federale sui farmaci.
Che tuttavia sta cominciando a indagare sul settore che sembra avviato a un'esplosione commerciale. La diffusione dei test non è esente da dilemmi etici: il New York Times, che ha dato ampio spazio ai risultati dello studio, osserva che in alcune culture molte donne abortiscono volontariamente quando scoprono di avere feti di sesso femminile.
Alcune aziende produttrici dei test non li vendono, per questo motivo, in India e Cina: e secondo uno studio negli Usa, presso alcune gruppi di americani di origine asiatica il tasso di maschi sulle nascite totali fa pensare che i test vengano usati per selezionare il sesso dei figli.

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Le spettacolari aurore sugli esopianeti

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:02, under | No comments

Le aurore sono indubbiamente dei fenomeni naturali molto spettacolari, e forse ancor di più quelle che avvengono sugli altri pianeti. Alcuni ricercatori dell’Harvard Smithsonian Centre for Astrophysics hanno effettuato una simulazione fondata su un modello che cerca di prevedere le possibili conseguenze su un pianeta gigante gassoso che orbita molto vicino alla sua stella, come molti dei pianeti extrasolari finora individuati.
Tra i vari risultati - come riporta Media Inaf - c’è stata anche la comparsa di aurore da 100 a 1.000 volte più intense delle nostre.
Sulla Terra si verifica un’aurora boreali quando, a causa delle eruzioni solari, dei flussi intensi di particelle cariche colpiscono il nostro campo magnetico, che le incanala verso i poli: qui le particelle si scontrano con le molecole dell’atmosfera, e ne scaturisce una luce simile a quella dei neon. Più le eruzioni solari sono intense, più nasceranno aurore luminose e spettacolari.

La vicinanza alla stella e la forza del fenomeno non provocherebbero alcun danno al pianeta, perché protetto dal suo campo magnetico, ed è proprio questo il risultato più interessante per i ricercatori, oltre naturalmente alla spettacolarità delle aurore. I ricercatori sono già al lavoro su una nuova simulazione, per scoprire se anche i pianeti rocciosi vicini alla propria stella - sui quali potrebbe anche svilupparsi la vita - potrebbero sopportare una forza d’urto del genere.

Marte: due brevetti italiani per colonizzarlo

Posted by GUARDIAMO A 370° 15:59, under | No comments

Colonizzare l'universo, portando l'uomo e la civiltà al di fuori del pianeta Terra sembra essere la prospettiva dell'esplorazione futura dello spazio. Lo sanno bene gli americani che dopo l'addio agli space shuttle stanno valutando, tra le tante possibilità, quella di portare l'uomo su Marte. Ma anche l'Italia crede in un progetto simile, che coinvolge il Pianeta Rosso. Dal Centro di ricerca del Parco tecnologico della Sardegna, infatti, è stata resa nota una nuova metodologia per la produzione di acqua, cibo e beni di prima necessità, per garantire in futuro la vita su Marte.
Partendo dagli elementi presenti nel suolo di Marte, ma anche sulla Luna o sugli asteroidi, il progetto del CRS4 intende ricerare le condizioni favorevoli alla vita, dall'atmosfera e al suolo. E proprio al nostro paese si devono due brevetti, nati dal progetto Cosmic, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana, che consistono nella realizzazione di elementi strutturali sulla Luna, su Marte o su un asteroide, piccoli rifugi costruiti utilizzando il suolo lunare o quello marziano,tra cui l’ilmenite sulla Luna e gli ossidi di ferro su Marte.

Dopo l'approvazione dei brevetti, si spera che quanto realizzato dalla ricerca possa essere messo in atto nel corso dei prossimi viaggi nello spazio.
Spiega Cao: "L'umanità sarà sempre più spinta a trovare nuovi spazi fuori dalla Terra per ricercare su pianeti vicini, come Luna, Marte e asteroidi, punti di appoggio e soluzioni di sopravvivenza per la futura colonizzazione di queste nuove dimore per l'uomo. La ricerca si sta muovendo in questa direzione, noi abbiamo già messo a punto nuove tecnologie per affrontare questa sfida e oggi ne abbiamo depositato i brevetti".

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giovedì 25 agosto 2011

MISTERO SULLA COMPARSA DI UN CERCHIO NELLA SABBIA AL CONFINE TRA CINA E TIBET


La notizia era apparsa sul sito Awaker.net, dove testimoni raccontano di aver visto questo enorme cerchio sulla sabbia, del diametro di 1,5 -2 km, il 17 Agosto 2011. Si dice che l'enorme cerchio è composto da linee e cerchi pressati sulla sabbia e profonde circa 5 cm. Guardando la foto (sotto) della mappa, esso si trova in una posizione remota a circa tre ore da Xining verso il Tibet sulla strada per Qinghai. Il tipo di terreno, misto sabbia e sale, si trova a circa 200 km da Madoi (mezzo cerchio rosso) la città più vicina, a sud ovest di Xining. Quest'ultima potrebbe essere la regione dove è comparsa la formazione di sabbia.  Il confine del Tibet è di colore arancione - rossa è la linea di confine sud di Madoi. Lhasa, in Tibet, è il cerchio rosso in basso a sinistra.


LA MAPPA


Nella foto sopra, si può notare il solco profondo circa 5 cm

Ribadiamo che le ipotesi sono molteplici, ma secondo il Maestro Chow nessuno fino ad oggi ha rivendicato la formazione (man-made), il che fa pensare che sia di origine Extraterrestre. Nessuno essere umano sarebbe in grado di creare una cosa del genere. Sappiamo inoltre che tale formazione è comparsa il 17 Agosto 2011, giorno in cui è stato avvistato un disco volante sull'aeroporto Internazionale di Chongqing, bloccandone il traffico aereo. Prima del 17 Agosto, questa grandiosa formazione non c'era, dato che alcuni colleghi del maestro Chow erano passati per quella strada e non avevano visto nulla.

Il mistero del crostaceo artico ritrovato sulle Alpi. Come ha fatto ad arrivare fin lì?

La presenza della Daphnia middendorffiana nei laghi alpini del parco nazionale del Gran Paradiso rappresenta un enigma scientifico ancora da risolvere. Si tratta di una specie di crostaceo d'acqua dolce appartenente all'ecosistema della tundra artica.
Il mistero del suo lungo viaggio fino all'Italia sara' probabilmente risolto dalle analisi effettuate sul Dna degli esemplari raccolti.
E' stato Rocco Tiberi, dottorando dell'Universita' di Pavia, che dal 2006 collabora con il Centro Studi Fauna Alpina del Parco nell'ambito del programma di ricerca internazionale Acqwa, ad effettuare il ritrovamento, e a pubblicare un articolo sulla scoperta nell'ultimo volume della rivista scientifica internazionale "Journal of Limnologo".
Lunga appena tre millimetri e mezzo, la Daphnia middendorffiana puo' essere considerata una specie gigantesca, se confrontata con le altre forme di zooplancton presenti nel Parco.

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mercoledì 24 agosto 2011

Perché la polvere si riforma subito dopo essere stata rimossa?

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:57, under ,, | No comments

Tutta colpa dell'elettricità.

 

Quando con lo straccio togliamo la polvere, con lo sfregamento generiamo anche un campo elettrico (come quello che si forma quando strofiniamo una penna di plastica su un maglione). Le particelle di polvere, elettricamente cariche, sono perciò nuovamente attratte sulla superficie dalle particelle con carica opposta.

Spruzza e separa. Per evitare questo inconveniente, può essere efficace l’utilizzo di uno spray antistatico: esso forma un sottile strato isolante tra le cariche opposte, riducendo la loro attrazione e il conseguente nuovo deposito della polvere.

Ma perché la polvere di casa è grigia?
Per quanto incredibile possa sembrare, la polvere che si produce nelle nostre case è composta in larga parte dalle cellule morte della pelle umana (oltre a sabbia, peli, acari morti e altro). La pelle secca è di colore grigio e, di conseguenza, lo è anche la polvere.
Altre forme di polvere, composte principalmente da sabbia o da terreno portato dal vento, possono naturalmente avere colori differenti.

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Sono passati 100 anni da quando si ipotizzo: "probabile vita su Marte"

Posted by GUARDIAMO A 370° 10:48, under ,,,,,, | No comments

Osservare Marte è sempre interessante. È vero da Kepler a oggi, cioè da almeno 400 anni, passando dall’astronomia a occhio nudo a quella col telescopio a quella «in situ», fatta con le sonde inviate su Marte.
Usando osservazioni a occhio nudo del moto di Marte visto dalla Terra (una cosa per niente semplice) all’inizio del Seicento Kepler capì che l’orbita del pianeta non era una circonferenza, come aveva pensato Copernico, ma una ellissi. Si rimane sempre ammirati delle capacità dell’astronomo imperiale che, partendo da queste osservazioni, arrivò a formulare le sue famose leggi. Se l’orbita di Marte fosse stata più circolare, o se Kepler si fosse concentrato su Venere, molto più rotonda, la storia dell’astronomia sarebbe stata diversa. Il professor Giovanni Bignami spiega in un articolo la storia sempre affascinante della ricerca di vita nel pianeta rosso. Era l'agosto 1911 e il magnate americano Percival Lowell diffondeva la notizia di una civiltà marziana. Sono passati 100 anni da allora.  

Semplice: arrivò il telescopio. Francesco Fontana, avvocato napoletano e astrofilo, nel 1636 fu il primo a vedere delle disuniformità sulla superficie di Marte: non più un disco omogeneo, ma con zone chiare e scure. Trent’anni dopo, Giovanni Domenico Cassini sfrutterà quelle macchie per determinare il periodo di rotazione di Marte in 24 ore e mezza, per caso simile a quello della Terra. Cassini fu il primo, e fece un errore di solo un paio di minuti.

L’«annus mirabilis» per lo studio di Marte è il 1877, quando l’astronomo americano Asaph Hall scopre l’esistenza delle due lune marziane (Phobos e Deimos) e Giovanni Schiaparelli, direttore dell’osservatorio milanese di Brera, inizia sul pianeta una serie di osservazioni che continuerà fino al 1890.

Le osservazioni di Schiaparelli, pubblicate in italiano negli Annali dell’Accademia dei Lincei, hanno eco mondiale. L’ottimo telescopio (tedesco) di Schiaparelli gli permette di vedere alcune strisce che sembrano collegare vaste macchie scure sul pianeta, attribuite a mari o distese d’acqua. Non c’è ancora la fotografia astronomica, e l’astronomo disegna a mano quello che vede, o che crede di vedere.

Schiaparelli chiama le strisce «canali», le disegna belle dritte, e capendo che devono avere ampiezza di molti chilometri per poter essere viste dalla Terra, le attribuisce a vegetazione lungo corsi d’acqua. Dà ai canali nomi di fiumi terrestri (Nilo, Gange), ma nota che da un’osservazione alla successiva si vedono delle differenze. I suoi lavori vengono letti in tutto il mondo: Camille Flammarion, il grande divulgatore, li fa arrivare al suo vastissimo pubblico con parole di ammirazione per l’astronomo italiano.

Il lettore più appassionato di Schiaparelli è però un ricco americano: Percival Lowell. Viste le mappe marziane, nel 1896 fa costruire un osservatorio su una montagna dell’Arizona: il Lowell Observatory, che esiste ancor oggi. Ma Lowell, folgorato dalle mappe di Schiaparelli, prese una terrificante cantonata di traduzione. Tradusse «canali» con «canals», parola simile ma di significato alquanto diverso. Mentre in italiano «canale» può essere artificiale (Villoresi) o naturale (Canale di Sicilia), in inglese non c’è dubbio: «canal» è solo artificiale.

Lowell, scrittore dotato di ottima fantasia, si convince così che quello che vede, o crede di vedere, sono canali scavati da una civiltà avanzata, al lavoro su Marte. Insomma, i marziani, tipi straordinariamente tosti e intelligenti per sopravvivere in un ambiente così ostile, nascono da un errore di traduzione. I canali sono per loro essenziali: sono l’unico mezzo per trasportare l’acqua della fusione dei ghiacci polari fino alle zone equatoriali.

Anche Lowell fa mappe di Marte, addirittura costruisce un mappamondo marziano, con canali dritti, lunghissimi, che si incrociano in punti che sembrano città. Ho avuto la fortuna di tenere in mano uno dei globi di Lowell e, guardandolo, ho capito quanto reali dovessero sembrare i marziani. Anche Lowell crede di vedere diversità nella ragnatela di canali confrontando disegni fatti durante due successive opposizioni. Non pensa di essersi sbagliato: si convince che i marziani hanno costruito due immensi canali in due anni.

Manda la notizia al «New York Times», che la pubblica con grande risalto proprio cent’anni fa, il 27 agosto 1911. Nessuno allora dubitava della vita su Marte, tutti erano pronti ad accettare che non fossimo soli nel Sistema solare, anzi, si fanno complimenti ai nostri vicini planetari per le loro capacità ingegneristiche. Stava partendo lo scavo del Canale di Panama: ridicolo, rispetto a quelli marziani…

Sarà la fotografia astronomica a togliere poco dopo l’elemento di fantasia dai disegni degli astronomi. Ma la vera parola fine ai canali (e alle civiltà marziane) verrà messa dalla sonda Mariner 4, nel 1965. Le prime foto prese da vicino non mostrano canali, ma crateri, canyon e letti secchi di grandi fiumi. L’acqua su Marte c’è stata, oggi ne siamo sicuri, ma se n’è andata, forse insieme con gran parte dell’atmosfera di un pianeta troppo piccolo per trattenerla.

Attualmente, l’atmosfera di Marte è così sottile che l’acqua non può scorrere liquida in superficie: evaporerebbe istantaneamente. Eppure, confrontando le immagini catturate durante sei anni di attività dalla sonda Mro, ancora oggi in orbita, la Nasa ha appena pubblicato su «Science» immagini di colate scure sulle pendici esposte al sole durante l’estate marziana. Sorgenti su Marte? Non certo «incanalata», ma forse un po’ di acqua (salata?) ogni tanto scorre liquida sul pianeta rosso.

Mistero su UFO avvistato in Cina da piloti nei cieli di Shanghai

E' fitto il mistero su un oggetto volante non identificato che e' stato avvistato sabato sera nel cielo di Shanghai. Secondo quanto riferisce lo Shanghai Daily, diversi piloti hanno riferito alla Commissione per il traffico Aereo di aver notato un grande oggetto circolare di colore bianco.
Nessun volo tuttavia e' stato ritardato o ha subito cambiamenti. "Quando il nostro aereo e' uscito dalle nuvole - ha raccontato un pilota su un microblog - ho visto questo enorme oggetto che si trovava a circa 10.700 metri di altezza e che diventava sempre piu' grande man mano che passava il tempo".
"All'inizio - ha proseguito il pilota - pensavo fosse una mia illusione ottica ma poi anche il mio copilota ha detto di aver visto la stessa cosa; circa 10 piloti hanno poi detto di aver visto lo stesso oggetto". Nel frattempo anche a Pechino molte persone hanno riferito di aver visto un oggetto volante nel cielo nello stesso momento in cui veniva avvistato a Shanghai.
"La bianca e grossa bolla bianca che e' apparsa nel cielo per poi scomparire dopo poco - ha commentato Yu Jun, ex editore di una rivista scientifica e appassionato di astronomia - credo non sia stata solo un fenomeno astronomico ma qualcosa che e' successo intorno alla terra, causato forse dal lancio di satelliti o di razzi".
Ma Jing, un ingegnere dell'Osservatorio Astronomico nazionale, ha fatto sapere di aver fatto delle foto all'oggetto mentre saliva nel cielo espandendosi. Secondo Zhang Xiang, funzionario del Planetario di Pechino, la bolla potrebbe essere stata causata da sostanze emesse da dispositivi militari o da satelliti. Alcuni astronomi hanno aggiunto che l'oggetto potrebbe avere a che fare con un satellite andato perduto.
La China News Service ha riportato la notizia che un satellite russo, l'Express-AM4, e' scomparso dopo il decollo giovedi' scorso. Intanto su internet si diffondono le foto della bolla bianca dietro i grattacieli di Shanghai mentre la settimana scorsa l'avvistamento di un oggetto volante non identificato ha obbligato alla chiusura per oltre un'ora l'aeroporto di Chongqing.

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martedì 23 agosto 2011

Galassie a corto di gas, meno stelle

ROMA - Le galassie hanno meno gas di quanto ne avessero quando l'universo era più giovane e questo spiega perché nascano meno stelle. Lo hanno scoperto astronomi australiani che hanno scrutato l'universo dal radiotelescopio Mopra presso Coonabarabran. Guidati dall'astronomo Robert Braun dell'Ente nazionale di ricerca Csiro, gli studiosi hanno confrontato le galassie attuali con quelle di 3 e 5 miliardi di anni fa ed hanno concluso che le galassie più antiche contenevano molto più idrogeno.

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Harry vuole divenatre il primo "Principe Spaziale"

Posted by GUARDIAMO A 370° 10:50, under ,,,, | No comments

Sogni spaziali per il principe Harry. Descritto dagli amici come un appassionato astrofilo e fan di Star Trek, il figlio minore di Carlo e Lady Diana vuole passare alla storia come il primo principe di sangue reale ad essere andato nello spazio. Almeno cosi' raccontano i suoi amici al Sun.
Secondo le fonti, l'"intrepido" principe ha gia' chiesto al figlio di Richard Branson un posto su uno dei primi voli della Virgin Galactic, la societa' che portera' turisti (e non solo) oltre l'atmosfera terrestre. E non solo: secondo il tabloid, il principe vuole diventare membro onorario del programma spaziale statunitense.
Per essere almeno preso in considerazione dalla Nasa, in realta', Harry avra' bisogno di un minimo di 1.000 ore di volo su un jet super-sofisticato e comunque sottoporsi ai training avanzati.
"Il servizio nell'esercito e' stato esemplare ed e' quindi ben piazzato", ha osservato la fonte. A giugno il Sun ha sostenuto che il prossimo anno, ad aprile, il principe tornera' in Afghanistan come pilota di Apache. Clarence House ha detto di non saperne niente dei nuovi progetti. Nel frattempo, Harry e' andato in vacanza a Maiorca.

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Napoli, allarme fantasmi al museo Archeologico

Prima l'allarme di alcuni operai: "In questo cantiere succedono cose strane". Poi, cose strane per davvero: oggetti spostati, secchi che dovevano essere pieni e che sono stati trovati vuoti. Poi, una foto che proverebbe che nel Museo archeologico Nazionale di Napoli ci sono in fantasmi.
Fatto sta che a breve dovrebbero arrivare dei veri e propri 'ghostbuster' e far luce, così, su una storia che ha parecchi lati oscuri. Secondo quanto racconta il quotidiano Il Mattino, la vicenda dura già da qualche mese. A 'raccontarla' è l'architetto Oreste Albarano, nominato dal ministero per i Beni Culturali come responsabile dei lavori al Museo. Lui, ai fantasmi, dice di non credere. Dopo le sollecitazioni di alcuni operai, si è recato personalmente al Museo. Ha fatto alcune foto con il suo cellulare e, da qui, la 'sorpresa': sullo sfondo la sagoma di una bimba che, secondo quanto è stato accertato, non è la figlia di nessuno degli operai. Da qui il coinvolgimento di alcuni esperti, docenti universitari, che a settembre dovrebbero arrivare a Napoli: a caccia di fantasmi. Ma tanto clamore è probabilmente insensato: Immagini di bambine e spettri del genere sono facilmente manipolabili sull'applicazione "Ghost capture" per Iphone e affini.


La foto del "fantasma" La foto del "fantasma"
Ma la direttrice smentisce. "Altro che fantasmi, qui aspettiamo solo turisti in carne ed ossa" commenta Valeria Sampaolo, la direttrice  dell'Archeologico di Napoli. "Sono notizie prive di qualsiasi fondamento, pura fantasia - racconta abbastanza divertita l'archeologa che appena rientrata dalle ferie si è trovata  a gestire la più imprevista delle 'emergenze' mediatiche - faremo un comunicato ufficiale di smentita anche se ci farebbe piacere se del Museo si parlasse per la sua attività".

"Nonostante la crisi del turismo che sta vivendo Napoli abbiamo avuto una buon affluenza in agosto, il 14, 15 e 17 circa mille presenze al giorno, manteniamo i dati dello scorso anno quando siamo stati visitati da 300mila persone - aggiunge - Siamo ottimisti, la città sta risalendo la china ed oggi è pulita, a breve annunceremo un ricco programma di iniziative.
Posso aggiungere solo che questa famosa foto è in giro da più di un anno, tempo fa me l'hanno anche mostrata: per me non ha alcun significato. D'altra parte con le tecnologie oggi si può fare di tutto. E naturalmente smentisco assolutamente che siano in arrivo degli acchiappafantasmi, ci mancherebbe...".

Intanto giornalisti e telecamere affollano il Museo, forse alla ricerca di un effetto 'Belfagor' Fantasma del Louvre o della versione femminile del tradizionale 'monaciello', il dispettoso fantasmino delle antiche case napoletane: "Chissà cosa sperano di ripredendere....Al momento nessun turista ci ha chiesto del fantasma, qui di cose davvero meravigliose da vedere ce ne sono tante", conclude la Sampaolo.

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L'ammasso di Pandora ripreso da Hubble, Chandra, VLT e Subaru

Una delle più complesse e drammatiche collisioni tra ammassi galattici è effigiata in questa splendida immagine composita realizzata dal telescopio Chandra, dal telescopio Hubble, dal Very Large Telescope (VLT) dell'ESO ubicato a La Silla, in Cile e dal telescopio giapponese Subaru. Questo «cocktail» di osservazioni a diverse lunghezze d'onda hanno dato vita a quest'immagine mozzafiato che rappresenta Abell 2744, conosciuto anche come Ammasso di Pandora per la grande varietà di oggetti visibili al suo interno.
Abell 2744
Abell 2744 ripreso ai raggi–X
Il «nucleo» dell'immagine mostra una struttura visibile solo all'occhio ai raggi–X di Chandra, che separa lo strato superiore di colore rosso (ossia gas surriscaldato) dallo strato inferiore con sfumature blu e viola, che si suppone essere materia oscura. Questa separazione è causata dal fatto che alcune forze elettriche generate dalla collisione fra particelle nelle nubi di gas caldo creano attrito che le rallenta, mentre la materia oscura non è influenzata da tali forze.

Abell 2744
L'immagine in luce visibile dell'ammasso in questione.
In alto a destra nell'immagine è visibile una separazione ancor più accentuata, dove – sorprendentemente – il gas caldo è ben 500 mila anni luce più vicino a noi rispetto alla materia oscura. Questa sorprendente scoperta potrebbe far nascere uno scenario a «catapulta», dove, in un'interazione passata, il gas è stato letteralmente lanciato fuori dal complesso. Sono visibili altre separazioni in alto e centro-destra.
Gli scienziati che hanno creato queste immagini hanno dedotto che, in questa suggestiva interazione paragonabile ad una lenta danza galattica, sono stati chiamati in causa ben quattro ammassi galattici provenienti da luoghi diversi. Per meglio capire questa violenta storia, è bene conoscere la materia che compone Abell 2744. Nonostante siano estremamente brillanti, le galassia compongono solo il 5% dell'ammasso. Il resto è gas caldo visibile solo ai raggi–X, che compone il 20%, e materia oscura, che compone il restante 75%.
Dietro a questa storia violenta si nasconde però un panorama spettacolare come quello ripreso da questi quattro telescopi.

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lunedì 22 agosto 2011

Il GEL delle Mummie Egiziane

Pettinature elaborate e capelli curati, lucidi e impomatati: una moda alla Grease che spopolava in Egitto migliaia di anni fa, con i ricci particolarmente quotati. Lo racconta, su Journal of Archeological Sciences, Nathalie McCreesh, a capo di un gruppo di archeologi presso il KNH Centre for Biomedical Egyptology dell’Università di Manchester. Studiando un campione di 18 mummie risalenti a un periodo fra 2.300 e 3.500 anni fa, McCreesh e colleghi hanno infatti scoperto che gli antichi egizi utilizzavano un gel a base di grasso per modellare i propri capelli, sia in vita, sia per preparare il corpo all’aldilà.
Le mummie, la maggior parte ritrovate nell’oasi di Dakhleh nel deserto egiziano, sono donne e uomini di età compresa tra i 4 e i 58 anni. Dopo dettagliate analisi al microscopio ottico ed elettronico, gli archeologi hanno trovato il misterioso gel in nove esemplari di entrambi i sessi. Successive analisi di spettrometria di massa e gascromatografia hanno rivelato che questo gel è composto da lunghe catene di acidi grassi, come l’acido palmitico e l’acido stearico. Dal momento che alcune di queste mummie sono il prodotto di una mummificazione naturale nelle sabbie del deserto, gli autori ritengono che il gel fosse utilizzato anche in vita, come prodotto per la cura dei capelli.
Purtroppo non ci sono testi che parlino di sostanze per i capelli, ed è quindi arduo capire esattamente di cosa si tratti, nonostante ne siano stati identificati alcuni componenti. L’unico indizio sono le parrucche ritrovate in alcune tombe, nelle quali i capelli sono modellati con cera d’api. È tuttavia improbabile che la cera d’api, pur contenendo acido palmitico e stearico, sia la sostanza gelatinosa usata dagli egizi; per McCreesh si tratterebbe piuttosto di un gel a base di grasso animale, perché la cera d’api è troppo difficile da lavare.
Lo studio mostra inoltre che questo gel era spesso usato nella mummificazione, fornendo così nuovi importanti dettagli su questo complesso trattamento. Al contrario, sui capelli non vi è traccia delle resine e dei balsami usati specificatamente per la prearazione del corpo, il che suggerisce che la capigliatura venisse curata separatamente. Secondo quanto riporta su Nature John Taylor, a capo della collezione di mummie del British Museum di Londra, nella cultura egizia le acconciature erano uno status symbol: più erano elaborate e più elevato era il ruolo sociale. È quindi probabile che venissero mantenute nella mummia.

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Come lo stress danneggia il Dna

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:50, under ,,,, | No comments

Dai capelli grigi alla comparsa dei tumori, da tempo lo stress è ritenuto alla base di una serie di danni a carico del Dna. Ma qual è il meccanismo che spiega la relazione di causa-effetto? Per la prima volta, prova a rispondere a questa domanda uno studio pubblicato su Nature da Robert J. Lefkowitz del Duke University Medical Center: lo stress cronico sembra abbassare i livelli della proteina p53, un’importante barriera antitumorale.
I ricercatori hanno creato una condizione di stress cronico in alcuni topi, somministrando loro, per quattro settimane, un composto simile all’adrenalina; questa molecola si lega a specifici recettori, chiamati beta adrenergici, posti sulle membrane delle cellule (si tratta di recettori accoppiati a proteine G, identificati negli anni Ottanta dallo stesso Lefkowitz). I biologi hanno poi osservato che questa sostanza innesca due meccanismi molecolari: uno attraverso questi recettori beta adrenergici, l’altro attraverso altre proteine, chiamate beta-arrestine. Ebbene, il risultato finale di queste due vie biochimiche è la degradazione della p53, che, infatti, si è mantenuta a livelli bassi per tutto il periodo di somministrazione, durante il quale il Dna ha accumulato difetti.
Lefkowitz e colleghi hanno anche mostrato che i topi geneticamente modificati per non produrre la beta-arrestina 1 non hanno sviluppato irregolarità nei cromosomi: la perdita di questa proteina avrebbe infatti stabilizzato i livelli di p53 sia nel timo (una ghiandola del sistema linfatico che risponde allo stress acuto e cronico) sia nei testicoli, dove lo stress del padre può avere degli effetti sul genoma della prole.
Il prossimo passo sarà capire se la reazione fisiologica di stress (e non un modello ottenuto per somministrazione di un composto) può innescare altri processi che portino a ulteriori danni a carico del Dna.

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sabato 20 agosto 2011

Nuovo avvistamento a Loch Ness

Un nostro lettore ci ha invitato a leggere un suo articolo, una sua esperienza durante un suo viaggio in scozia.
Ecco l'articolo originale tratto dal suo sito.

Durante il mio ultimo viaggio in Scozia, ho avuto modo di osservare "qualcosa" nelle acque del famoso Loch Ness! Voglio subito chiarire che non sto dicendo di aver sicuramente fotografato il famososo Mostro di Loch Ness, ma di essere stato testimone di un quantomeno singolare evento.





Ho scattato queste foto (in totale cinque, ma le due che pubblico sono forse le più rappresentative) qualche kilometro più a Sud del Castello di Urquarth, più o meno a metà del lago. La figura scura che si vede è comparsa improvvisamente dal fondo e è rimasta visibile per circa un minuto, muovendosi piuttosto lentamente verso Nord, per poi scomparire verso il fondo. Il movimento era deciso e lineare, senza interruzioni.

Ho stimato la lunghezza della figura intorno ai 5-7 metri, ma la mancanza di punti di riferimento chiari potrebbero falsare il mio giudizio, in più potremmo anche aggiungerci una certa dose di suggestione..

Per chiarimenti, domande o interpretazioni lasciate un commento o contattatemi via email, sarò lieto di ascoltare le vostre opinioni!
Vorremo sapere il vostro parere sia per toglierci una grande curiosità, sia per aiutare a capire cosa ha fotografato 

venerdì 19 agosto 2011

Torna il terremoto a Fukushima, allerta tsunami

Posted by GUARDIAMO A 370° 12:31, under ,, | No comments

Giappone, timori per una nuova emergenza nucleare. Ma rientra l'allarme per un nuovo devastante maremoto

 

MILANO - Torna la paura a Fukushima e in tutto il Giappone per un sisma del grado 6,8 della scala Richter registrato alle 7,36 ora italiana al largo delle coste nord orientali, proprio in corrispondenza con la centrale nucleare devastata dal terremoto dell'11 marzo scorso.


ALLARME TSUNAMI - Il sisma, ha reso noto la Japan Meteorological Agency (Jma), è avvenuto alle ore 14.36 locali (le 7.36 in Italia) e ha registrato un'intensità di 5 sulla scala nipponica di valutazione di 7. L'epicentro, invece, è stato individuato nelle acque dell'oceano Pacifico a 80 km dalle coste di Fukushima e alla profondità di 20 km, non lontano dall'area da cui ebbe origine il devastante tsunami di marzo. La Jma ha lanciato inoltre l'allerta per un possibile maremoto sulle coste di Miyagi e Fukushima, poi rientrato nell'ora successiva al sisma. La tv pubblica nipponica, la Nhk, ha riferito che non si hanno al momento notizie di danni a persone o cose, mentre i «treni proiettile» Shinkansen da Tokyo per Niigata e Yamagata si sono fermati, seguendo le procedure di sicurezza. Il fenomeno è stato così potente che a Tokyo gli edifici più alti sono oscillati a lungo.
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USA: I REPUBBLICANI DETTANO L'AGENDA POLITICA, "SOLO GLI ALIENI CI POSSONO SALVARE DALLA CRISI"


Washington, 17-08-2011- Ormai i Repubblicani dettano l'agenda politica, solo gli alieni ci possono salvare dalla crisi. Un Paul Krugman ironico al limite del sarcasmo evoca Orson Wells perché solo sbarco degli alieni sulla terra, dice, suggerirebbe la giusta ricetta per battere la recessione.

Nell'intervista alla Cnn Krugman ricorre al paradosso degli ufo per inistere sul suo chiodo fisso: per far ripartire l'economia servono forti investimenti pubblici, non possiamo affidare la ripresa alla sola iniziativa privata, così come vuole la destra repubblicana.
"Se un giorno scoprissimo che gli alieni stanno pianificando un attacco sulla terra - ha osservato Krugman - saremmo costretti a costruire enormi strutture per difenderci da questa minaccia. A quel punto l'inflazione e il deficit di bilancio
sarebbero problemi secondari rispetto al rischio di finire vittime dei marziani. E questa crisi continua potrebbe concludersi nel giro di 18 mesi. Sarebbe come l'episodio di Twilight Show, quando la minaccia degli extraterrestri viene costruita ad arte per assicurare la pace nel mondo".
Quella di Krugman è l'ultima provocazione dei liberal fortemente critici con le scelte economiche dell'amministrazione Obama, alle prese con un Congresso in mano ai repubblicani. Proprio ieri Obama ha annunciato un piano specifico per il rilancio dell'economia quando il Congresso riprenderà i lavori a settembre, nel corso del suo tour di tre giorni a bordo di un bus nel Midwest.

CINA, UFO SU AEROPORTO BLOCCA IL TRAFFICO AEREO CON VOLI IN RITARDO


Un ufo ha sorvolato l'aeroporto di Chongqing, bloccando per un'ora il traffico aereo. Lo scrive lo Shanghai Daily.  Intorno alle 12.30 un oggetto volante non identificato è stato avvistato sulla pista dell'aeroporto internazionale Jiangbei di Congqing. L'evento sarebbe stato confermato anche da alcune fonti ufficiali dello scalo.

UFO IN CINA BLOCCA AEROPORTO INTERNAZIONALE

Le autorità smentiscono subito asserendo che si trattava di aquiloni e lanterne ampiamente conosciute come lanterne Kongming, dal nome del suo inventore. Ma molto strano tutto ciò, anche perchè le lanterne cinesi durano molto poco e non stazionano in aria per un ora. Infatti l'allarme UFO è cessato alle 13.30 e i voli presso altri scali, hanno ripreso il loro corso. In quel momento diversi aerei erano già pronti per decollare e sono stati fermati e altri voli dirottati su altri aeroporti. Le autorità municipali e locali della città di Chongqing non hanno voluto confermare l'evento, confermato invece dalle autorita' dell'aeroporto internazionale Jiangbei di Congqing.
Queste ultime hanno annunciato una indagine in merito, anche se si propende per una lanterna aerea, come quelle usate durante le cerimonie di preghiera o funebri, o un grande pallone. La notizia dell'avvistamento dell'Ufo ha fatto il giro della rete creando molto interesse.

Non è la prima volta che viene avvistato un Ufo a Chongqing, la più popolosa città cinese.

L’ Africa si sta letteralmente spaccando in due

Milioni di anni fa apparvero le prime grosse fenditure, ma negli ultimi mesi nel nord Africa l’attività sismica ha subito un repentino incremento provocando una accelerazione delle spaccature del suolo con un’evoluzione dei movimenti tellurici. I geologi e i vulcanologi asseriscono che la lava nella regione è in linea con il magma presente normalmente sui fondali marini e che l’acqua coprirà definitivamente il deserto.
Il dottor Cynthia Ebinger, geologo presso l’Università Rochester di New York, è rimasto quasi incredulo quando un impiegato, presso una società di mineralogia, lo ha informato di quello che stava accadendo nel deserto etiope: il famoso vulcano Erta Ale , situato nell’area nord orientale dell’Etiopia, era in piena attività eruttiva. A quel punto il dottor Cynthia Ebinger, che ha studiato per anni il vulcano Erta Ale, è stato colto alla sprovvista. Il cratere del vulcano era sempre stato pieno di una ‘zuppa’ ribollente di lava argento-nero, ma dopo la sua ultima eruzione era sempre rimasto per decenni in uno stato di bassa attività.
Lo scorso mese di novembre (2010), dopo aver ricevuto la telefonata, il dottor Cynthia Ebinger ha preso l’aereo e si è recato in Etiopia con alcuni colleghi ricercatori. «Il vulcano era traboccante; lava fiammeggiante veniva lanciata verso il cielo”, ha riferito il dottor Ebinger al corrispondente del periodico online ‘Spiegel’. Nell’area situata a nord-est del continente africano la terra è in fermento e questo sta cagionando una mutazione della morfologia dell’intera zona. Il deserto si scuote di continuo provocando un allargamento della frattura, i vulcani sono in piena attività eruttiva e le acque stanno risucchiando la terra.
Gli studiosi sostengono che la frattura africana determina una scissione a un tasso che si manifesta molto raramente in geologia. Il Mar Rosso e il Golfo di Aden furono creati milioni di anni fa dalla prima frattura. Dall’Etiopia al Mozambico si estende la seconda frattura, fiancheggiata da molti vulcani, chiamata Great Rift Valley che, secondo le teorie scientifiche, rischia di essere sommersa dal mare.
Secondo gli studiosi le acque del mare potrebbero inondare le terre molto prima a causa della depressione della Dancalia, situata a settentrione della valle. Il luogo è profondo circa 25 metri e le acque del Mar Rosso sono trattenute solo dalle colline. La zona dietro le colline ha già subito uno sprofondamento di alcune decine di metri rispetto i livelli precedenti e la presenza di sale sul deserto testimonia inequivocabilmente che il mare abbia già in passato inondato la zona. La lava ha successivamente poi fatto ritirare il mare.
Momentaneamente nessuno può azzardare alcuna ipotesi su quando il mare coprirà nuovamente il deserto. In un recente convegno organizzato dall’American Geophysical Union (AGU) a San Francisco, Tim Wright, dell’Università di Leeds School, sostiene che quando questo evento accadrà si manifesterà molto velocemente: l’affondamento delle colline potrebbe avvenire anche in pochi giorni. Il mutamento geologico del nord Africa, nell’ultimo quinquennio, ha subito un forte incremento e il decorso si sta velocizzando in maniera inaspettata, conclude Tim Wright.
In pochi anni i geologi – spiega Loraine Field, ricercatore presso l’Università di Bristol, partecipante alla conferenza – hanno appurato che il movimento annuale è passato dai pochi millimetri a quasi un metro. L’attività tellurica scava profonde fenditure nella piana desertica cagionando al territorio un aspetto simile a un vetro fratturato. Il Golfo di Tagiura, che si estende nel Gibuti dal Golfo di Aden, è stato interessato da una imponente attività sismica. Il dottor Cynthia Ebinger sostiene che l’attività sismica si protende lungo la dorsale medio-oceanica.
Nei fondali marini la lava fuoriesce di continuo dai vulcani creando sempre nuova crosta terrestre, una volta che si è indurita. I terremoti si sviluppano con lo spostamento delle placche tettoniche nel momento in cui il magma si estende verso l’alto per poi diffondersi in entrambi i lati sul fondale marino. Questa attività ha dato vita, negli ultimi mesi, ad un forte incremento di terremoti nel Golfo di Tagiura. Il dottor Cynthia Ebinger spiega che questo frazionamento del fondale oceanico si sta progressivamente estendendo verso il continente. Un recente articolo del Journal of Geophysical Research, redatto da Zhaohui Yang e Wang Chen-Ping, due geologi dell’Università dell’Illinois a Urbana-Champaign, teorizza che il deserto si sta pian piano trasformando in un fondale profondo. Modellato da una miriade di terremoti in profondità nel nord-Africa comparabili con i terremoti che si manifestano solamente su dorsali medio-oceaniche in mare aperto.
L’attività vulcanica è fortemente aumentata negli ultimi mesi, I geologi hanno registrato in 22 posti nel triangolo di Afar, nel nord Africa, eruzioni vulcaniche in prossimità alla superficie terrestre. Nei rapporti di Derek Keir, presso l’Università di Leeds, si legge che questa attività vulcanica ha permesso la creazioni nel terreno di fenditure anche di otto metri di larghezza. La maggior parte della struttura magmatica rimane sotto per poi eruttare altrove, come a Erta Ale.
Anche lo studio del magma ha permesso ai vulcanologi di scoprire che la sua tipologia, caratterizzata da una bassa percentuale di acido silicico, è la medesima di quella che caratterizza le eruzioni nei dorsali medio-oceanici posti nelle profondità marine. La lava che fuoriesce dal vulcano Erta Ale ha questa composizione chimica. In pratica, secondo i ricercatori, tutta la regione assomiglia paradossalmente a un fondo oceanico senza acqua.
L’imponente attività vulcanica ebbe inizio nel 2005. Allora si formò, lungo un tratto nella depressione di Afar, una crepa lunga 60 chilometri ed eruttarono ben 3,5 chilometri di magma. Il dottor Tim Wright sostiene che il volume del magma era sufficiente per sommergere l’intera città di Londra sotto una coltre di un metro e mezzo di materiale lavico.
Stando a un rapporto del ricercatore Eric Jacques, dell’Istituto di Fisica della Terra di Parigi, il magma si muove ad una velocità di 30 metri al minuto. Una velocità veramente inusuale da un punto di vista geologico. Derek Keir spiega che le immagini provenienti dai satelliti sono sorprendenti: emerge un allargamento della zona interessata alla formazione delle crepe. Inoltre fiumi sotterranei di magma sono localizzati nell’Egitto orientale.
Il ricercatore James Gaherty, della Columbia University, ha detto alla conferenza AGU che a nord del Malawi le eruzioni hanno causato uno squarcio di 17 chilometri nel deserto. Ciò ha procurato un innalzamento della terra circostante che, in alcuni punti, ha raggiunto fino a 50 centimetri.
Nel mese di maggio 2009 in Arabia Saudita è scoppiato un vulcano sotterraneo. Trentamila persone hanno dovuto abbandonare i luoghi di residenza a causa di un terremoto con una magnitudo di 5,7 e di decine di migliaia di scosse di assestamento. Il magma fuoriuscito ha ricoperto un’area di un diametro pari alle città di Berlino e Amburgo messe assieme. Secondo il dottor Cynthia Ebinger la cosa che ha sorpreso tutti è che il fenomeno eruttivo ha preso forma a circa 200 chilometri di distanza dalla linea di faglia in Nord Africa.
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giovedì 18 agosto 2011

L'uomo di Neanderthal si estinse per l'invasione dell'uomo moderno

La scomparsa piuttosto repentina dell'uomo di Neanderthal dal continente europeo, avvenuta 40.000 anni fa, potrebbe essere dovuta alla massiccia invasione di uomini 'moderni' dall'Africa: il loro numero sarebbe stato dieci volte superiore a quello degli abitanti del Vecchio Continente.
Lo rivela uno studio dell'università britannica di Cambridge pubblicato su Science.
La ragione della scomparsa dei Neanderthal dopo 300.000 anni di dominio incontrastato in Europa e' sempre stata un'incognita. Paul Mellars e Jennifer French, due ricercatori del dipartimento di archeologia di Cambridge, hanno provato a svelare il mistero facendo un'analisi statistica dei reperti archeologici ritrovati nell'area del Perigord, nel Sud-Ovest della Francia, che ha la piu' grande concentrazione di siti di Neanderthal e uomini moderni di tutta Europa.
Hanno cosi' scoperto che i nuovi arrivati dall'Africa sono penetrati nella regione in un numero almeno dieci volte superiore rispetto alle popolazioni locali di Neanderthal.

Questo si e' tradotto in un forte aumento del numero dei siti occupati, in una maggiore densita' delle tracce che segnalano la loro presenza (come gli strumenti di pietra e i resti degli animali cacciati), e infine nella maggiore estensione delle aree occupate.
A seguito di questa enorme ondata migratoria, si sono verificati diversi scontri tra Neanderthal e uomini moderni, perennemente in competizione per il controllo del territorio e l'approvigionamento del cibo.
I nuovi arrivati, pero', potevano contare su una maggiore capacita' di collaborazione, su strumenti per la caccia piu' avanzati e probabilmente su conoscenze maggiori per una piu' efficiente trasformazione e conservazione del cibo.
fonte ANSA

La Cina lancia in orbita il primo modulo da 8 tonnellate per la sua Stazione Spaziale

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La Cina super-potenza economica ormai emersa, militare in divenire, punta ora allo spazio, per fare concorrenza alla Stazione Spaziale Internazionale (Iss).
Entro agosto Pechino lancera' il primo modulo da 8,5 tonnellate della sua futura stazione spaziale, Tiangong - 1 ("Palazzo paradisiaco"), 10 volte piu' piccolo della prima stazione in orbita, la statunitense Skylab negli anni '70.
La stazione sara' completata secondo le previsione nel 2020. Dopo la messa in orbita del modulo i cinesi lanceranno prima una navetta Shenzhou-8, priva di equipaggio, per simulare l'attracco, e poi un'altra con due taikonauti a bordo.
FONTE AGI

mercoledì 17 agosto 2011

Crollo in borsa e tragedie, se la colpa fosse delle tempesta solari?

Il drammatico crollo delle Borse mondiali e le violenze di Londra, le più gravi degli ultimi decenni nel Paese, hanno riempito giornali e tv in queste prime due settimane di agosto, mese solitamente povero di notizie. Nel giro di quattordici giorni siamo stati testimoni di un default degli Stati Uniti evitato sul filo del rasoio, del panico che ha travolto i mercati azionari e dei violenti disordini e atti criminali che hanno sconvolto il Regno Unito. Ma di chi é la colpa? Di banchieri avidi, di speculatori senza scrupoli, dei giovani incappucciati e arrabbiati che hanno perso fiducia nel futuro, della polizia maldestra o di leader politici inetti? Nessuno è parso stupirsi davvero di quanto accaduto, ormai non era più questione di se, ma di quando, sostengono gli osservatori. Eppure, alcuni ricercatori si chiedono: esiste un legame con la stella al centro del nostro sistema solare?
Le enormi esplosioni sulla superficie del sole registrate ai primi di agosto stanno regalando alla Terra non solo un'estate di aurore polari. Secondo l'agenzia spaziale americana Nasa, all'inizio d'agosto il nostro pianeta è stato interessato da tre forti piogge di materiale solare. Fenomeni non particolarmente potenti, che hanno un ciclo di 11 anni, ma che sono in ogni caso preoccupanti. Il Sole attraversa infatti ciclicamente periodi di maggiore o minore attività che si esprime con la presenza sulla sua superficie di macchie solari oppure brillamenti o espulsioni di massa coronale (Emc), cioè ondate di plasma che interferiscono con il campo magnetico terrestre. È noto negli ambienti scientifici che queste tempeste geomagnetiche possono incidere anche sull'uomo, alterando, per esempio, l'umore o inducendo le persone a comportamenti negativi.
Una serie sempre più abbondante di ricerche mette in relazione i cicli solari e gli episodi di Emc con ogni sorta di eventi, dagli attacchi cardiaci ai crolli del mercato finanziario. Tanto è vero che alcuni studi hanno dimostrato negli anni un aumento dei ricoveri per depressione e un incremento del numero di suicidi durante i periodi caraterizzati da disturbi della magnetosfera terrestre rispetto ai periodi di calma, scrive la Reuters. Sulla relazione tra tempesta magnetica e investimento azionario esiste persino una ricerca della Federal Reserve di Atlanta del 2003 (qui tutto lo studio in formato Pdf). Gli autori Anna Krivelyova del Boston College e Cesare Robotti dell'Atlanta Federal Reserve avevano sostenuto nel documento che tempeste solari possono influenzare anche la Borsa. Lo studio suggerisce che gli investitori, disturbati involontariamente dall'attività di origine spaziale, sarebbero propensi all'ansia e alla depressione, che a loro volta li inducono ad assumere rischi non necessari. Inoltre: verrebbe favorita la tanto controversa vendita allo scoperto sui titoli del comparto finanziario, un'operazione vietata proprio qualche giorno fa dalle autorità di Francia, Spagna, Belgio e Italia. Tuttavia, l'angosciosa altalena vissuta dalle Borse di mezzo mondo e gli scontri nel Regno Unito, due episodi drammatici avvenuti però quasi in concomitanza, potrebbero essere semplice casualità. I trader, i gestori di hedge fund e gli operatori non potranno però dormire sogni tranquilli: altre tempeste sono difatti attese nei prossimi mesi. Gli esperti della National Oceanographic and Atmospheric Administration (la Noaa) prevedono per il futuro un'intensificazione delle tempeste solari, fino a un picco previsto per il 2013.

Jodie Foster finanzia la ricerca degli alieni

A settembre riprende il programma Seti per captare segnali extraterrestri


MILANO - Il film Contact le è rimasto dentro. Nel film di Robert Zemeckis del 1997, Jodie Foster interpretava una scienziata del progetto Seti (la ricerca di segnali extraterrestri tramite radiotelescopi) che riceve un messaggio misterioso. Interpretandolo, scopre che nasconde le istruzioni per costruire un veicolo interstellare e lei stessa si candida per il viaggio.
CALIFORNI A TAGLIA I FONDI - Quattordici anni dopo, l'attrice americana è una delle 2.557 persone che hanno offerto contributi per evitare la chiusura del progetto Seti, dopo che lo Stato della California, a causa della crisi, ha tagliato le sovvenzioni. In pratica servono 2 milioni di dollari all'anno per evitare lo stop definitivo alle ricerche, dopo che già lo scorso aprile erano finite le risorse. Seti aveva perciò organizzato una sottoscrizione pubblica sul proprio sito internet per reperire almeno i 200 mila dollari necessari per la ripresa delle operazioni. Il 16 agosto Seti ha annunciato di aver ricevuto più di 223 mila dollari, tra i quali anche quelli di Jodie Foster, che non si è dimenticata degli scienziati che nel 1997 l'avevano accolta per le riprese del film.
CONTRIBUTI - Ora «i telescopi sono di nuovo operativi e dobbiamo riprendere le ricerche di nuovi pianeti dai quali si potrebbero ricevere segnali di vita extraterrestre», ha dichiatato la Foster sul sito Seti per spiegare la decisione di offrire il proprio contributo. I telescopi Seti «potrebbero trasformare la fantascienza in scienza, ma solo se noi cerchiamo in modo sistematico nello spazio». Tra i donatori di Seti c'è anche l'astronauta Bill Anders, che volò su Apollo 8, la prima missione ad arrivare in orbita lunare. «È irresponsabile per l'umanità non ricercare le prove di intelligenza extraterrestre», ha aggiunto l'astronauta.
FUTURO - Le ricerche riprenderanno quindi in settembre, hanno spiegato i dirigenti di Seti, ma per assicurare un'attività a lungo termine serviranno nuove fonti di finanziamento. Ora si spera nella conferma da parte dell'Aviazione militare americana del contratto per rintracciare i detriti spaziali orbitanti intorno alla Terra che potrebbero danneggiare la Stazione spaziale internazionale. Però se anche gli alieni volessere mettere mano al portafoglio, il loro contributo sarebbe bene accetto.
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La galassia punto esclamativo

Grazie all'osservazione combinata dei satelliti Chandra, Hubble, Spitzer e Galex, oltre a immagini telescopiche da Terra, è stata realizzata la migliore riproduzione della galassia VV 340, conosciuta anche come Arp 302 o Ugc 9618 nella costallazione di Boote. In realtà si tratta di due galassie, di cui una vista di taglio (quella sopra). I due oggetti stellari, a circa 450 milioni di anni luce da noi, rappresentano l'esempio di migliore di galassie che entrerano in collisione nel giro di alcuni milioni di anni. Per rappresentare le due galassie in tutto il loro splendore, gli scienziati dell'agenzia spaziale americana hanno combinato le riprese a raggi X di Chandra con i dati ottici del telescopio Hubble. Gli intensi colori rossi nella parte superiore dell'immagine sono il risultato delle osservazioni di Chandra, mentre Hubble ha reso visibile il bluastro delle braccia spirali di VV 340 Sud (Elmar Burchia)

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sabato 6 agosto 2011

Il cervello e' pieno e non si evolverà più

Il cervello umano ha raggiunto i limiti dell'intelligenza: le
leggi della fisica impediscono alla razza umana di diventare
piu' intelligente. Lo sostiene uno scienziato di Cambridge,
secondo quanto riporta oggi il Sunday Times.
Secondo Simon Laughlin, professore di neurobiologia nell'ateneo
britannico e coautore del libro Work Meet Life, milioni di anni
di evoluzione umana avrebbero raggiunto il massimo livello e
nulla esclude che l'intelligenza potrebbe fare marcia indietro
''se le pressioni dell'evoluzione imponessero un tale declino''.
Secondo Laughlin l'espansione dell'intelligenza ha incontrato
due barriere. La prima e' che la miniaturizzazione delle cellule
del cervello - e la crescita nelle connessioni tra cellula e
cellula - e' ormai arrivata a un punto limite. L'altra e' che il
cervello umano, pur rappresentando il due per cento appena del
peso dell'organismo, consuma il 20 per cento di energia: anche
minimi aumenti nel potere di azione del cervello provocherebbero
un netto aumento dell'energia necessaria a sostenerli.
''Abbiamo dimostrato che il cervello deve consumare energia per
funzionare, tanta energia quanto il cuore, e che i requisiti
sono abbastanza alti da limitarne la performance'', ha detto
Laughlin al domenicale del gruppo Murdoch. E tuttavia non e'
solo l'energia consumata dal cervello, e' anche la sua struttura
che impone limiti allo sviluppo dell'intelligenza.
I neuroscienziati da tempo sanno che il cervello e' diviso in
circa dieci 'moduli'', ciascuno responsabile di diverse funzioni
come il movimento o la visione. Questi moduli sono connessi da
fasci di fibre nervose e una teoria e' che l'intelligenza e'
legata all'efficienza di queste connessioni.
Un collega di Laughlin a Cambridge, Ed Bullmore, ha misurato
l'efficienza con cui diverse parti del cervello comunicano l'una
con l'altra e scoperto che piu' una persona e' intelligente,
piu' velocemente viaggiano gli impulsi: ''L'alta integrazione
delle reti cerebrali sembra associata con un alto quoziente di
intelligenza''. Il problema e' che questa ''alta velocita''' e
come una macchina che ha bisogno grandi quantita' di energia:
''Si paga un prezzo per l'intelligenza'', ha detto Bullmore al
Sunday Times: ''Essere piu' intelligenti significa migliorare le
connessioni tra diverse aree del cervello e questo si scontra contro forti limiti in energia e spazio''.
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I LEGO sulla sonda Juno

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:21, under ,,,,, | No comments

La NASA ha deciso di omaggiare ancora una volta i LEGO durante una sua missione spaziale.
Questa volta ha deciso di mandare con la nuova sonda Juno diretta verso il pianeta più grande del sistema solare ben 3 personaggi chiaramente legati ad esso: il dio Giove (con i classici fulmini), sua moglie Giunone (con una lente di ingrandimento) e il nostro Galileo Galilei (con il telescopio e il pianeta in mano).
I personaggi non saranno ovviamente in plastica ma di una speciale lega di alluminio per resistere al viaggio nello spazio. Che comunque si concluderà con un bel botto…
Inoltre non saranno soli, visto che ci sarà anche una placca raffigurante un autoritratto di Galileo stesso, donata dall’Agenzia Spaziale Italiana.
Qui l’articolo su FoxNews e qui quello originale con altri dettagli dei personaggi e la placca di Galileo.
Gli altri articoli sull’operazione “Bricks In Space” li trovate qui e qua.
I dettagli sulla sonda Juno li trovate sulla pagina di Wikipedia.
Fonte

lunedì 25 luglio 2011

Space Shuttle Discovery: cabina di pilotaggio a 360°

Un interessantissimo e molto pratico simulatore che mostra la "semplice" cabina di pilotaggio di uno Space Shuttle Discovery a 360°. Cliccate qui in basso per accedere al sito e immergervi in questo spettacolo della scienza umana...
Clicca qui

sabato 9 luglio 2011

Ritrovata l'immagine più antica di un faraone

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:37, under ,,,, | No comments

San Elhagar 3.jpg
Una missione congiunta italo-americana ha scoperto la piu' antica immagine di un re sacerdote dell'antico Egitto, risalente probabilmente a 3200 avanti Cristo.
L'annuncio e' venuto dall'Aswan-Kom Ombo archeological project al quale lavorano l'universita' di Bologna e l'ateneo di Yale.
La scoperta e' avvenuta durante il lavoro per realizzare la prima documentazione digitale e grafica di Nag el Hamdulab, sito di arte rupestre scoperto a meta' del 900, sulla riva occidentale del Nilo a nord di Aswan.
L'immagine, dicono gli archeologi, e' straordinaria perche' rappresenta la prima raffigurazione di un corteo regale, che verra' poi ripreso nei periodi successivi, composto dal faraone con indosso la corona bianca dell'alto Egitto, accompagnato dal 'seguito di Horus' e cioe' la corte reale.
Il reperto si colloca fra la dinastia zero e la prima dinastia e a rendere ancora piu' rilevante la scoperta c'e' l'individuazione di una delle prime iscrizioni in geroglifico.
Il testo fa riferimento ad una barca della 'corte di Horus' e rappresenta la prima e piu' antica testimonianza della pratica di riscossione di tasse da parte del faraone e la prima e piu' antica forma di controllo economico sull'Egitto e probilmente anche sulla Nubia.
fonte ANSA

Trovata acqua ossigenata nello Spazio

Nessun problema se i futuri astronauti si causeranno piccolo ferite durante i viaggi interstellari: l’acqua ossigenata per disinfettarsi sarà a loro disposizione “in loco”! A parte gli scherzi, la scoperta di acqua ossigenata in una regione di formazione stellare vicina a Rho Ophiuchi apre interessanti scenari per il legame chimico tra due molecole fondamentali per la vita sulla Terra: acqua e ozono

La regione di spazio, prossima alla stella Rho Ophiuchi, dove è stata individuata l’acqua ossigenata.
La scoperta è stata fatta con l’APEX (Atacama Pathfinder Experiment telescope) situato a 5000 m nelle Ande cilene. La zona studiata è prossima alla stella Rho Ophiuchi, a circa 400 anni luce da noi. Essa contiene dense e fredde nubi interstellari dove si stanno formando stelle, composte essenzialmente di idrogeno. Tuttavia, si sono evidenziate tracce di altre molecole e proprio per questo è stata oggetto di dettagliate osservazioni con APEX, in grado di indagare a lunghezze d’onda del millimetro e anche più corte.
Immaginiamo lo stupore degli scienziati quando sono state notate, in modo chiaro e sicuro, le caratteristiche del perossido di idrogeno, ossia la ben nota acqua ossigenata (H2O2) in una percentuale di una molecola ogni 10 milioni di molecole di idrogeno. Non certo trascurabile.
Perché tanto interesse? Presto detto. H2O2 è una molecola chiave sia per gli astronomi che per I chimici. La sua formazione è strettamente collegata ad altre due, ben più importanti, molecole: l’acqua e l’ossigeno. Essa si formerebbe sulla superficie dei grani cosmici di polvere, dove l’idrogeno catturerebbe l’ossigeno, spiegando così anche la strana mancanza di ossigeno molecolare nello Spazio. Un ulteriore aggiunta di idrogeno darebbe luogo all’acqua. Forse le comete hanno avuto un ruolo meno fondamentale per portare acqua sulla Terra. La polvere cosmica potrebbe essere l’elemento base per il trasporto dell’acqua.
Ulteriori studi sono pianificati sia sulla stessa regione che in altre zone di formazione stellare.
Dovremmo magari guardare soltanto verso nubi “bionde”? Anche lo Spazio si tinge i “capelli”?

I Parassiti, forse l'origine del Sesso

Senza parassiti e agenti patogeni che popolano ospiti di innumerevoli specie, gli esseri viventi della Terra avrebbero probabilmente continuato a riprodursi per via asessuata. Niente sesso, quindi, senza il giusto mix di parassiti da abbattere.

Questa nuova ipotesi emerge da una ricerca condotta da Levi Morran, ricercatore dell'Indiana University, volta a comprendere perchè alcune specie possano contemporaneamente riprodursi sessualmente o per via asessuata.

Nonostante tutti i bei momenti che riusciamo a collegare al sesso in un sola manciata di secondi, questo metodo di continuazione della specie è estremamente dispendioso in termini di efficienza, e alcuni animali vi ricorrono solo in casi particolari. Fare sesso richiede la presenza di maschi inabili di riprodursi da soli, cosa che può ridurre le dimensioni di una popolazione a circa la metà rispetto a quelle di organismi che si riproducono per via asessuata.

Perchè, quindi, moltissime specie viventi sfruttano il sesso per riprodursi? La natura tende all'efficienza, e il prezzo da pagare per la riproduzione sessuata deve essere necessariamente bilanciato da qualche aspetto vantaggioso.

L' "ipotesi della Regina Rossa" tenta di dare una spiegazione, tra le altre cose, al perchè esista il sesso, formulando questa ipotesi: uno degli aspetti vantaggiosi della riproduzione sessuata è l'incremento della resistenza ad agenti patogeni e a parassiti. L'incrocio di genomi consentirebbe di sviluppare difese più efficaci, e più velocemente, rispetto alla riproduzione asessuata.

Morran ha tentato di svelare qualche dettaglio di questo meccanismo concentrandosi su alcuni animali noti per riprodursi sessualmente o per via asessuata, e cercando di comprendere per quale ragione scegliessero un metodo o un altro per il proseguimento della specie.

Il team si è concentrato sullo studio del verme Caenorhabditis elegans, un piccolo nematode considerato un organismo modello per la ricerca scientifica. Alcuni vermi sono stati modificati geneticamente per riprodursi esclusivamente per via asessuata, altri invece per utilizzare il sesso come forma di riproduzione. E' stato poi creato un gruppo di controllo costituito da C. elegans naturali, non geneticamente modificati e in grado di riprodursi sessualmente e asessualmente.

Tutte e tre le popolazioni di vermi sono state esposte al batterio Serratia marcescens, in grado di uccidere i C. elegans in circa 24 ore. Alcuni nematodi sono stati esposti al batterio morto, altri al batterio vivo ma incapace di evolversi, altri ancora a S. marcescens lasciati liberi di evolversi con il loro ospite.

I C. elegans in grado di riprodursi tramite il sesso hanno dato buoni risultati, in termini di sopravvivenza, di fronte a tutti e tre i tipi di batteri. La loro abilità di co-evolversi con il batterio ha consentito loro di sviluppare efficaci difese immunitarie nel corso di qualche generazione.

I C. elegans che si riproducevano esclusivamente per via asessuata, invece, sono sopravvissuti al batterio incapace di evolversi, ma sono stati massacrati dal Serratia marcescens in forma naturale.

"Quando abbiamo consentito al batterio di evolversi parallelamente al loro ospite, ha portato all'infezione dell'ospite in meno di 20 generazioni, molto rapidamente" dice Morran. "Ha superato le mie aspettative su cosa sarebbe successo".

I vermi del gruppo di controllo sono invece passati alla riproduzione sessuale in presenza dei batteri nel 70% dei casi. Se i batteri non dimostravano di poter evolversi e divenire sempre più pericolosi, i nematodi del gruppo di controllo preferivano tornare alla vecchia e collaudata riproduzione per via asessuata nel giro di poche generazioni.

Tutto questo suggerirebbe che il principio della riproduzione sessuale possa aver avuto origine per necessità, un metodo per sviluppare difese immunitarie sempre più efficaci contro i parassiti e gli agenti patogeni in grado di mettere in pericolo un'intera popolazione di individui pressochè identici. "Questo studio non prova che i parassiti siano la ragione principale. Quello che fa questa ricerca è impostare una spiegazione plausibile per l'evoluzione del sesso".

Fonte

lunedì 27 giugno 2011

Segni di attività vulcanica su Mercurio, anche se i vulcani non ci sono!

Sono a caccia della presenza d'acqua sul pianeta pui' vicino al Sole, Mercurio, i ricercatori che lavorano alla missione Messenger della Nasa.
La stanno cercando all'interno dei crateri piu' profondi di Mercurio, dove il Sole non batte mai e le pareti rimangono sempre in ombra, spiega Gabriele Cremonese dell'osservatorio di Padova dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), che collabora con la Nasa all'elaborazione dei dati di Messenger.
''Mercurio - spiega Cremonese - ha notevoli analogie con la Luna, dove c'e' ghiaccio d'acqua nelle regioni polari. Per questo la sonda sta cercando di capire se anche all'interno dei crateri piu' profondi di Mercurio, dove le pareti rimangono sempre in ombra, risiede del ghiaccio d'acqua''.
Prima sonda ad orbitare stabilmente attorno al primo pianeta del Sistema solare, la sonda Messenger (MErcury Surface Space ENvironment GEochemistry and Ranging spacecraft) e' entrata nell'orbita di Mercurio il 18 marzo scorso e sta fornendo migliaia di immagini ad alta risoluzione della superficie, nonche' dati sulla composizione chimica, topografia e campo magnetico.
Fra le strutture piu' affascinanti scoperte da Messenger, vi sono le macchie luminose nei crateri di Mercurio circondate da corone di materiali ancor piu' brillanti: le immagini ad altissima risoluzione inviate dalla sonda hanno dimostrato che si stratta di depositi di materiale altamente riflettente.
Le immagini attorno al Polo Nord mostrano anche strati di lava solidificata spessi diversi chilometri, segno che in passato l'attivita' vulcanica ha modellato la crosta del pianeta.
''Abbiamo la conferma di una passata e spiccata attivita' vulcanica, come dimostrano le immagini che evidenziano colate di lava e regioni dove sono avvenute esplosioni piroplastiche'', sottolinea Cremonese.
Quando queste eruzioni siano avvenute ''e' ancora da stabilire, ma da uno studio di un bacino di chiara origine vulcanica abbiamo dedotto un'eta' di 400 milioni di anni. In termini geologi e' un tempo molto breve, pper cui possiamo dire che questa attivita' e' avvenuta di recente''.
Ma c'e' un mistero: ''stiamo osservando - conclude Cremonese - gli effetti di eruzioni avvenute nel passato eppure non abbiamo ancora identificato alcun vulcano sul pianeta. Ci aspettiamo che la Messenger faccia presto chiarezza''.
fonte ANSA

Trovata una strana struttura su Marte, fotografata dai satelliti

Architettura marziana 2.0, potrebbe cominciare così la descrizione di una sorta di stazione sul pianeta rosso scoperta da un astronomo dilettante americano, David Martines. Seduto sul divano di casa sua spulciando Google Mars, software che permette di scoprire la superficie di marte attraverso la mappatura dei satelliti, Martines si è imbattuto in un'anomali che lo ha lasciato interdetto. Subito ha scritto una mail di chiarimento alla Nasa ma non avrebbe ricevuto risposta. Il caso è montato velocemente e come sempre le risposte non sono tardate ad arrivare. C'è chi sostiene che sia un difetto, una sorta di pixelizzazione irregolare, chi individua i palloni usati dal rover spirit per atterrare sul suolo marizano, chi è più lungimirante e vede una stazione aliena con vista. La notizia finisce anche sul Tgcom. Per ora nessuna spiegazione è convincente.
Prima di tutto le coordinate geografiche:71 49’ 19.73” N 29 33’ 06.53” W. Martines descrive la sua scoperta proprio accanto al video pubblicato su internet. «A un occhio distratto potrebbe sembrare una semplice protuberanza che interrompe il paesaggio», ha spiegato. «Ma invece si tratta di un edificio artificiale. Rocce o montagne non c’entrano niente».
È lui stesso ad ammettere che potrebbe trattarsi di una base spaziale segreta: «L’ho scoperta per puro caso navigando su Google Mars, l’ho chiamata Bio-stazione Alpha perché sono sicuro che sia abitata o che lo sia stata in passato». Intanto il video da lui postato su You Tube è stato rimosso e non è più raggiungibile, ognuno potrà interpretare come crede questo tipo di novità, forse una burla sfuggita di mano, forse un intervento più "istituzionale".


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domenica 19 giugno 2011

Filmato un Possibile unicorno?

La notizia non è molto recente, ma a parere nostro è degna di nota.
Un gruppo di persone in gira sembra filmare chiaramente un unicorno.



Esse affermano:
Le creature che noi conosciamo come le creature delle favole sono possibili da vedersi solamente quando si raggiunge un certo livello di coscenza cosmica. esseri di altre dimensioni vivono nel "palazzo" chiamato Terra, ospitando diversi livello di coscienza e diversi livelli o mondi sottili e superiori ai quali si accede solamente tramite l'apertura del 4 chackra del cuore.
il chakra del cuore permette salti dimensionali.


A voi il giudizio

domenica 8 maggio 2011

08 mag Il lancio di un missile Meridian in Russia crea panico nella popolazione

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:35, under ,,, | 1 comment

Una strana luce nei cieli russi avvistata mercoledi 4 maggio 2011 ha fatto gridare all'ufo tra la popolazione. Una spettacolare scia blu ha accompagnato lo strano oggetto lungo tutto il suo percorso. La spiegazione sarebbe nel lancio di un missile Meridian utile per comunicazioni militari via satellite, come confermato da un portavoce delle forze spaziali russe il giorno dopo. Un razzo Soyuz-2.1a è stato utilizzato per trasportare il Meridian 4, decollando dal centro spaziale di Plesetsk nel nord della Russia alle ore 09,41 di Mosca proprio mercoledi scorso. Dal dicembre 2009 quando in Norvegia fece scalpore una misteriosa luce a spirale, si susseguono i lanci di missili in orbita, con effetti spettacolari, che lasciano di sasso la popolazione e creano spesso un panico ingiustificato. Il servizio di sicurezza russo è stato tempestato di telefonate di chiarimenti da parte di cittadini preoccupati, al punto che il dipartimento della difesa ha amesso un comunicato per chiarire le circostanze.



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