Panoramica:

mercoledì 30 giugno 2010

News dalla nostra Galassia

Per la prima volta un gruppo di ricercatori ha osservato le primissime fasi della storia evolutiva della nostra Galassia. Ricercatori dell’ Argelander Institute for Astronomy dell’Università di Bonn e del Max-Planck Institute for Radioastronomy di Bonn, hanno dedotto che la nostra Galassia si sia formata in alcune centinaia di milioni di anni. Il gruppo di ricercatori ha pubblicato i risultati sulla prestigiosa rivista “Monthly Notices of the Royal Astronomical Society” (MNRAS).


Guidati dal Prof. Pavel Kroupa, il team ha osservato gli ammassi di stelle, di forma pressoché sferica, denominati ammassi globulari che si trovano nell’alone della nostra Galassia, al di fuori dei familiari bracci di spirale, in uno dei quali in posizione periferica si trova anche il nostro Sole. Ciascuno di essi può contenere centinaia di migliaia di stelle; si pensa si siano formati insieme alla proto-galassia che, successivamente, è evoluta in quella attuale.

Gli ammassi globulari, quasi dei fossili delle prime epoche storiche della nostra Galassia, hanno lasciato un piccolo indizio sulla loro fase evolutiva. Le stelle degli ammassi globulari si sono formate dalla condensazione di nubi molecolari di idrogeno relativamente freddo; non tutto è stato utilizzato durante la loro formazione. Il gas rimanente è stato espulso dalla radiazione e dai venti della nuova popolazione stellare.

“A causa di questa espulsione di gas, gli ammassi globulari si sono espansi e hanno perduto le stelle della loro periferia. Questo significa che l’attuale forma degli ammassi è stata influenzata in modo diretto da quanto è successo nei primissimi giorni della loro esistenza” ha spiegato Michael Marks, studente di dottorato del Professor Kroupa e primo autore dell’articolo.

Gli ammassi sono stati pure modificati nella loro forma dalla Galassia in formazione e gli scienziati tedeschi hanno calcolato in modo molto preciso come la proto-Galassia abbia influenzato gli ammassi globulari. I risultati mostrano che le forze gravitazionali esercitati sugli ammassi stellari dalla proto-Galassia sembrano aumentare con il contenuto di metalli delle stelle che li compongono (in astronomia con il termine “metalli” si indicano tutti gli elementi che sono più pesanti dell’idrogeno e dell’elio).

“La quantità di ferro in una stella è perciò un indicatore dell’età dell’ammasso. Tanto più giovane è l’ammasso, tanto più alta è la proporzione di elementi pesanti che esso contiene” ha aggiunto Marks. Ma poiché gli ammasso globulari hanno all’incirca la stessa età, le differenze in età non possono essere grandi e significative. Allo scopo di spiegare la variazione delle forze esercitate su diversi ammassi globulari, la struttura della nostra Galassia deve essere cambiata rapidamente in poco tempo.
In particolare, la gigantesca nube di gas da cui si è formata la Via Lattea deve essersi evoluta velocemente in meno di qualche centinaio di milione di anni fino a diventare una struttura compatta tanto da far aumentare le forze gravitazionali in modo significativo. Inizialmente la nube di gas delle dimensioni della proto-galassia deve essere collassata sotto la propria gravità, mentre gli ammassi globulari si sono formati successivamente entro la nube che stava collassando. Il materiale da cui i giovani ammassi globulari sono nati si è arricchito inizialmente degli elementi pesanti grazie alle stelle molto massicce evolutesi rapidamente negli ammassi più vecchi.

Il Prof. Kroupa ha riassunto i risultati: “In questo quadro possiamo combinare in modo elegante i risultati osservativi e teorici e capire perché più tardi si siano formati ammassi più ricchi di metalli che hanno sperimentato campi di forza più grandi. Da questo lavoro, per la prima volta, abbiamo un’analisi dettagliata della primissima storia evolutiva della nostra Galassia“.

La ricerca intitolata “Initial conditions for globular clusters and assembly of the old globular cluster population of the Milky Way“, di Marks M., Kroupa P. è apparsa sul Monthly Notices of the Royal Astronomical Society, che al momento è in stampa. Il preprint di questo articolo è disponibile in formato elettronico su: http://arxiv.org/abs/1004.2255

Tratto da: http://www.physorg.com/

Tra pochi giorni l'Incontro Ravvicinato tra la sonda Rosetta e l'asteroide Lutetia

Conto alla rovescia per l'appuntamento fra Rosetta, il cacciatore di comete dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), e l'asteroide Lutetia. L'incontro e' previsto il 10 luglio prossimo, quando Rosetta si avvicinera' a circa 3.200 chilometri dal 'sasso' cosmico.

Rosetta, spiega l'Esa in una nota, ha iniziato le manovre di avvicinamento dalla fine del mese di maggio scorso tramite i sistemi di controllo da terra.

Il passaggio ravvicinato all'asteroide permettera' di eseguire due ore di riprese. La sonda comincera' istantaneamente a inviare i dati a terra.
Per 36 ore dal momento del massimo avvicinamento, Rosetta sara' in continuo contatto con gli strumenti di controllo a terra. Questo contatto costante, sottolinea la nota, e' essenziale perche' la posizione incerta dell'asteroide potrebbe richiedere sottili operazioni per regolare gli strumenti della sonda durante il volo.

''Possiamo aggiornare i nostri programmi tempestivamente in ogni momento'', ha osservato Andrea Accomazzo dell'Esa, che gestisce le operazioni della sonda Rosetta.
Non e' la prima volta che Rosetta si avvicina a un asteroide: e' gia' accaduto nel 2008 con l'asteroide Stein, del quale Rosetta ha fornito immagini spettacolari. Compito di Rosetta sara' ora sciogliere il mistero sulle dimensioni e la composizione di Lutetia, un asteroide che orbita nella fascia principale di asteroidi, compresa fra Marte e Giove.

Inizialmente si riteneva che il diametro di Lutetia fosse di 95 chilometri e la sua forma solo leggermente ellittica, ma recenti stime suggeriscono un diametro maggiore, di circa 134 chilometri e una pronunciata elongazione.

Secondo molti scienziati, Lutetia e' un asteroide primitivo, di tipo C che contiene primitivi composti di carbonio, ipotesi confermata anche da alcune osservazioni. Altre misure, al contrario, sembrano suggerire che Lutetia potrebbe contenere metalli in superficie. Se i dati di Rosetta confermeranno tale ipotesi, allora Lutetia potrebbe essere un frammento di un piu' grande asteroide dal nucleo metallico.
 
tratto da: http://www.ansa.it/

Gli astronauti dello Shuttle in Italia

Quattro mesi fa orbitavano a circa 340 km di distanza dalla superficie terrestre per istallare sulla Stazione Spaziale Internazionale il Nodo3 (Tranquillity) e la Cupola, gli ultimi due ‘gioielli’ del Made in Italy per lo Spazio. Adesso sono qui, invitati proprio dall'Agenzia Spaziale Italiana. Nicholas Patrick, Kay Hire e Terry Virtis, tre dei sei membri della missione STS-130 (nella foto a sinistra, la crew al completo) conclusasi lo scorso 22 febbraio, sono atterrerati in Italia il 28 giugno , accolti da Salvatore Pignataro che ha dato loro il benvenuto a nome dell'ASI. E nel nostro paese resteranno fino al 2 luglio. Prima destinazione Torino, per incontrare il team di tecnici di Thales Alenia Space che ha materialmente realizzato gli ultimi due elementi della ISS per conto dell’ESA. Per i tre astronauti statunitensi, che hanno avuto modo di visitare i luoghi e i laboratori dove la Cupola e Tranquillity sono diventati realtà, l’appuntamento ha rappresentato un fondamentale momento di confronto.


Entrambi i moduli (qui a destra la Cupola) sono stati infatti progettati, sviluppati e integrati negli stabilimenti torinesi di Thales Alenia Space, che ha inoltre avuto la responsabilità delle attività di preparazione al lancio e di supporto alla Nasa attraverso il centro ALTEC, società costituita da Thales Alenia Space, Agenzia Spaziale ed Enti pubblici piemontesi.

Proprio per questo, la missione Shuttle STS 130 lanciata dalla NASA il 7 febbraio scorso, ha rappresentato un passaggio importante non solo per la messa a punto della Stazione spaziale, ma anche per l’Italia. La ISS, infatti, il più grande e ambizioso progetto spaziale concepito dopo la conquista della Luna, volge verso il suo completamento con l’arrivo a bordo di un altro pezzo significativo del nostro paese: sarà italiano anche PMM, l’ultimo modulo permanente abitativo.

Al termine della visita nel capoluogo piemontese, Patrick, Hire e Virtis incontreranno il Primo cittadino della città, Sergio Chiamparino. A seguire - nel pomeriggio del 30 giugno - partiranno alla volta di Roma dove saranno accolti dal presidente dell'ASI Enrico Saggese e, in serata, riceveranno il benvenuto da parte del Ministro dell’Istruzione, Università e della Ricerca, Maristella Gelmini. Per il giorno successivo, vigilia del volo di ritorno negli Stati Uniti, è in programma il saluto del sindaco della Capitale, Gianni Alemanno.

tratto da: http://www.asi.it/it

Il tuo segno zodiacale è (astronomicamente) sbagliato

Non sono io a dirlo, o qualche oppositore dell'astrologia, ma le stelle parlano chiaro. Nell'antichità, lo zodiaco composto da 12 segni che oggi conosciamo è nato dall'osservazione delle stelle e del moto apparente del Sole. Il moto apparente del Sole infatti portava il nostro astro in congiunzione con le dodici costellazioni associate ai segni zodiacali.


Gli antichi calcolarono che il Sole attraversava le costellazioni dello zodiaco nel corso dell'anno, impiegando circa un mese per passare da una all'altra. Calcolarono inoltre che ogni costellazione si estende di circa 30 gradi lungo l'eclittica, la posizione del Sole percepita da un osservatore sulla Terra.

Tuttavia, nel corso dei millenni le cose sono cambiate. Se volete dare la colpa a qualcosa, datela alla precessione. La precessione è un fenomeno che vede il cambiamento di direzione dell'asse di rotazione della Terra. Questo cambiamento dell'orientamento dell'asse terrestre ha cambiato notevolmente la posizione delle costellazioni che si potevano osservare qualche migliaio di anni fa.

Nel 600 a.C. il punto zero dello zodiaco, il primo giorno di primavera dell'Emisfero Nord, era segnato dall'Ariete, che occupava i primi 30 gradi dell'eclittica. Poi c'era il Toro, che occupava lo spazio compreso tra 30 e 60 gradi dell'eclittica; a seguire, tutte le altre costellazioni che compongono lo zodiaco.

Ma la Terra ha la caratteristica di oscillare sul proprio asse, oscillazione definita precessione, in un ciclo di 25.800 anni. La precessione ha causato uno spostamento del punto di intersezione tra l'equatore celeste e l'eclittica di circa 36 gradi verso Ovest. Questo punto è il "punto zero" dal quale cominciava il calcolo del percorso zodiacale.
Tradotto in termini comprensibili, le costellazioni che marcavano lo zodiaco oltre 2000 anni fa si sono "spostate" di circa un mese sulla linea temporale.

Per esempio: chi è nato tra il 21 Marzo ed il 19 aprile si considera un Ariete. Questo sarebbe stato vero qualche millennio fa, ma oggi come oggi il Sole non si trova più nella costellazione di Ariete durante quel periodo: dall' 11 Marzo al 18 Aprile il sole si trova in Pesci.

Noto questo fenomeno di precessione, possiamo determinare lo zodiaco reale ed astronomico per i segni dello zodiaco (ai quali se ne aggiunge uno, Ofiuco, che dagli astrologi non viene considerato un segno zodiacale) attraverso il programma online Starry Night Birthday Sky (http://www.livescience.com/widgets/birthday.html )


Capricorno - Gennaio 20 to Febbraio 16
Aquario - Febbraio 16 to Marzo 11
Pesci - Marzo 11 to Aprile 18
Ariete - Aprile 18 to Maggio 13
Toro - Maggio 13 to Giugno 21
Gemelli - Giugno 21 to Luglio 20
Cancro - Luglio 20 to Agosto 10
Leone - Agosto 10 to Settembre 16
Vergine - Settembre 16 to Ottobre 30
Bilancia - Ottobre 30 to Novembre 23
Scorpione - Novembre 23 to Novembre 29
Ofiuco - Novembre 29 to Dicembre 17
Sagittario - Dicembre 17 to Gennaio 20

tratto da: http://www.livescience.com/

Canada,giugno e... un alieno ripreso in giardino?

Ci sono storie che fanno sobbalzare dalle sedie. Oggi diamo conto di un'episodio avvenuto in Canada nella zona rurale di Alberta il 7 giugno 2010. Un agricoltore sente dei rumori insoliti provenienti dal giardino della sua casa. Uscito in gran fretta riesce a riprendere con una videocamera uno strano essere, un Alieno, preumibilmente un Grigio. Il filmato è stato caricato su YouTube ed è ora è al vaglio degli esperti. La testimonianza dell'agricoltore che si fa chiamare 'Signor Beehat' è stata allegata al video girato intorno alle 23 circa. L'agricoltore racconta "Pochi giorni prima, io e mio fratello avevamo sentito dei rumori nel giardino di notte e avevamo visto qualcosa di strano alla finestra. Così abbiamo deciso di tenere a portata di mano una videocamera dotata di Night Shot, nel in caso avremo risentito i rumori e visto cose strane di nuovo. Come potete vedere, il filmato che abbiamo catturato mostra una creatura alta, esile con un modo strano di camminare". 


tratto da: http://www.ufoonline.it/

Apophis non fa più paura, ma resta la cautela


E' un dato di fatto ogni 100 milioni di anni la Terra viene colpita da un grosso meteorite in grado di causare terremoti, onde gigantesche e distruggere l'intera vita animale e vegetale su vaste lande di territorio. Così si sono estinti i dinosauri e così il ciclo biologico ed evolutivo si rinnova. E' pacifico infatti che senza le estinzioni di massa il genere umano oggi non dominerebbe la Terra. Da qualche anno però gli stessi uomini mai così padroni del loro destino si interrogano sul futuro del nostro mondo. La paura dell'apocalisse, del diluvio universale è un ricordo genetico che l'uomo porta dentro di sè in ricordo di avvenimenti simili vissuti nel passato. Due date ricorrono nella mente dei catastrofisti 2012, la fine del calendario Maya e il 2036 la data d'impatto dell'asteroide Apophis. Tuttavia ci sono della novità sull'asteroide che la Russia vuole deviare, come annunciato in pompa magna qualche tempo fa.


Sul sito della NASA NEO PROGRAM sono elencati i diversi oggetti classificati in base al rischio di impatto con la terra. Ed ecco che scorrendo i vari Object l'occhio cade subito sulk'asteroide prima menzionato, in dettaglio: 99942 Apophis (2004 MN4). L'ultimo allarme come ricordato prima è stato lanciato a inizio anno da Anatoly Perminov dell'Agenzia spaziale Russa. Il nome dato all'asteroide è inquietante, deriva dal dio egizio Apopi divinità del buio contrapposta al dio-sole Ra. Sembra addirittura che si stia organizzando un vertice tra gli enti spaziali dei paesi più avanzati per valutare i rischi di impatto e le possibili soluzioni.

Esisterebbe anche una prima data ipotetica in cui l'asteroide potrebbe colpire il nostro pianeta, il 2036. Ma l'asteroide ciclicamente anche dopo quella data potrebbe ritornare a minacciare la terra (2056/ 2068 /2076 / 2103). Certo guardando le probabilità di impatto siamo su livelli molto bassi 1 su 233.000 (lo 0,00043%).

Con l'approssimarsi del 2036 i dati sulle orbite, traiettorie e quindi sulle probabilitià saranno certamente più precisi perciò un'occhiata ogni tanto ci aiuterà a esorcizzare le nostre paure. Ecco il sito Apophis sul database Nasa.
Insomma il declassamente di Apophis non fa notizia, come il pericolo d'impatto che qualche anno fa ha paralizzato i media di mezzo mondo, ma resta il sostanziale scampato pericolo.

Se i Maya avranno visto lungo per il 2012, Apophis nella remota possibilità d'impatto troverà solo polvere e desolazione.

Tratto da: http://www.ufoonline.it/

Fu davvero una cometa ad estinguere i mammut?

Piccole sfere di funghi e feci potrebbero smentire la teoria che vede l'inizio di una morsa glaciale 12.900 anni fa dovuta ad un oggetto roccioso proveniente dallo spazio, esploso sopra il Nord America.


Che la temperatura sia calata circa 12 mila anni fa pare essere ormai stato accertato. Campioni di suolo, ritrovamenti geologici e lo studio del ghiaccio hanno confermato un drastico calo delle temperature. Ma fino ad ora, nulla forniva una risposta conclusiva a cosa avesse provocato questo raffreddamento della Terra.

Il raffreddamento inoltre ha coinciso temporalmente con la scomparta di mammiferi come i mammut, e con la nascita dell'agricoltura in Medio Oriente. La teoria più considerata per spiegare questo evento è quella di un bombardamento di frammenti di cometa o di asteroide, che avrebbe innescato incendi e sciolto parte del ghiaccio nordamericano, dando inizio ad un drastico calo delle temperature.

Ma la teoria dell'esplosione di una cometa o di un asteroide pare essere errata, stando a quanto sostiene Andrew C. Scott, paleobotanico della Royal Holloway University di Londra.

La prova principale alla teoria dell'esplosione di un corpo roccioso è costituita da sfere di carbonio ritrovate in strati di sedimenti carbonizzati nel Nord America, e datate proprio al periodo del raffreddamento globale. Queste sfere sarebbero materiale organico soggetto ad intenso calore, dopo che i frammenti del corpo roccioso sono esplosi e precipitati sulla Terra, innescando incendi nel continente nordamericano.

Scott tuttavia ha rilevato sfere di carbonio simili in strati di terreno precedenti al periodo ipotizzato per l'esplosione, mettendo in discussione il fatto che questi reperti possano essersi formati a causa dell'evento cosmico.

In aggiunta, il team di Scott ha rilevato che le sfere sono simili a palline di funghi ritrovate in era moderna ed esposte a temperature e pressioni inferiori a quelle di un'esplosione dovuta ad un asteroide, ma a temperature medio-basse dovute ad incendi.

Funghi e piante sono noti per creare formazioni simili per sopravvivere a condizioni avverse. Senza contare che queste sfere sembrano somigliare parecchio alle feci di insetti moderni. "Tutte quese particelle sono di origine biologica, e non legate ad intensi incendi o a impatti cosmici" spiega Scott. "La stampa ed il pubblico sono molto interessati a spiegazioni di natura catastrofica. Ma è importante che, quando le prove mostrano che non funzionano, le teorie precedenti vengano abbandonate".

La teoria di Scott sembra essere convincente, ma presenta qualche problema. Ad esempio, quello dei nanodiamanti, diamanti microscopici spesso trovati assieme alle sfere di carbonio e che generalmente si formano a seguito di un impatto extraterrestre.

Nel suo studio, Scott non parla di nanodiamanti, ed anche se il suo team sembra aver raccolto prove su queste formazioni, non sono ancora pronti per la discussione. Il ricercatore suggerisce però che questi nanodiamanti potrebbero non essere nanodiamanti, visto che ci sarebbero somiglianze tra i presunti diamanti e le spore di alcuni funghi.

Questo è valido per alcuni nanodiamanti, che non mostrano una struttura cristallina coerente con quella di un impatto celeste. Ma quelli ritrovati sull' Isola di Santa Rosa in California, risalenti a circa 13.000 anni fa, hanno una struttura coerente alla teoria dell'impatto, e già osservata in località della Terra in cui si da per certo un impatto distruttivo di origine extraterrestre.

Lo studio quindi non pare essere conclusivo, non escludendo definitivamente la teoria dell'asteroide. E la questione rimane ancora aperta, anche perchè Scott non sembra fornire una spiegazione al raffreddamento ed all'estinzione nel Nord America. Ma a mio parere è un buon esempio di come la scienza debba sempre mettersi in discussione, ed abbracciare nuove ipotesi e teorie man mano che si continua nella ricerca.

tratto da: http://www.ditadifulmine.com/

martedì 29 giugno 2010

La Luna potrebbe diventare proprietà privata?

La luna è proprietà privata? Sì, a quanto riferirebbe l'astronauta miliardario americano Richard Garriott. Il magnate, che nel 2008 entrò a far parte del ristretto club degli "astronauti miliardari" per 30 milioni di dollari, ha acquistato dall'ex Unione Sovietica il lander 21 e il rover Lunokhod 2 per la modica cifra di 68 mila dollari. Ebbene, la scorsa settimana, il Lunar Reconnaissance Orbiter della Nasa ha trovato sul suolo lunare il Lunokhod 2. Allunato nel gennaio del 1973, si pensava che si fosse schiantato per poi rimanere coperto dalla polvere. Ma le immagini della Nasa sembrano averlo stanato.
Grande la gioia da parte di Garriott:"E' fantastico avere di fatto una fotografia contemporanea di una mia proprietà sulla luna, penso di poter essere davvero l'unico privato a rivendicare legittimamente il territorio, almeno intorno al mio Rover".

Figlio delle scienziato-astronauta Owen Garriott, già da tempo Richard sembra volersi impadronire dello spazio. Nel 2008, finanziò una missione per la Stazione Spaziale Internazionale. Al momento sta aiutando a finanziare il Google Lunar X Prize, un concorso di 30 milioni dollari per il primo team privato finanziato per inviare un robot sulla Luna.

Tra le sue speranze, vi è quella di allunare personalmente, e auspica maggiori possibilità per i privati. Sarà sicuramente contento delle scelte di Obama.

Ma torniamo a noi. La proprietà della luna avanzata da Garriott non è solo frutto della sua fantasia. A quanto pare, vi è un quadro internazionale per sostenere la sua rivendicazione territoriale. Ma la questione non è così semplice. Secondo il Trattato sullo Spazio del 1966, il semplice sbarco sulla luna non ne garantisce la proprietà. Non la pensa allo stesso modo Garriot, quasi sicuro del suo possesso. Ma se avete pianificato le prossime vacanze estive sulla luna, potete starae tranquilli. Il magnate è un uomo di grande generosità e si è dichiarato disposto a permettere l'accesso ai viaggiatori spaziali, previa tassa di parcheggio.

tratto da: http://www.nextme.it/

Scoperte nuove nane brune. La NASA ora cerca Nemesis e Tyche

Gli astronomi hanno scoperto quelle che sembrano essere le 14 stelle più fredde mai conosciute nel nostro universo.


Queste stelle mancate, chiamate nane brune, sono così fredde e deboli che sarebbero impossibili da vedere con gli attuali telescopi nella luce visibile. La visione ad infrarossi di Spitzer è stata in grado di scorgere il loro debole bagliore.

I nuovi oggetti sono hanno temperature comprese tra circa 450 Kelvin e 600 Kelvin (350-620 gradi Fahrenheit), una temperatura che si avvicina più ai pianeti che alle stelle.

Queste sfere sono rimaste da sempre nascoste ma grazie ai nuovi metodi di indagine agli infrarossi stanno iniziando a venire fuori dal loro gelido buio.

Il NASA Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) sta scansionando il cielo alle lunghezze d'onda infrarosse e dovrebbe trovare centinaia di oggetti simili in un volume di spazio 40 volte superiore a quello esaminato dallo Spitzer telescope, che si è concentrato su una regione nella costellazione di Boote. La missione di Spitzer è stata progettata per guardare parti mirate di cielo in dettaglio, mentre WISE sta osservando tutto il cielo.

Finalmente il team di WISE lascia trapelare alcune importanti dichiarazioni sulla ricerca di vicine nane brune attorno al nostro Sistema Solare:
"WISE sta cercando ovunque e in particolare le nane brune che potrebbero essere intorno a noi", ha dichiarato Peter Eisenhardt, lo scienziato del progetto WISE alla NASA's Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California e autore di un recente documento sulle scoperte di Spitzer. "Potremmo anche trovare una nana bruna fredda che è più vicina a noi di quanto lo sia Proxima Centauri, la stella nota più vicina".

Le nane brune si formano come le stelle, dal collasso di globuli di gas e polvere, ma sono poca cosa al confronto, perché non hanno raggiunto una massa sufficiente per innescare la fusione nucleare per brillare come le stelle.

Le più piccole nane brune note sono circa da 5 a 10 volte la massa del nostro pianeta Giove, che è il più massiccio dei pianeti del Sistema Solare. Le nane brune producono un pò di calore nella loro fase iniziale ma poi con l'età, si raffreddano. La prima nana bruna scoperta, è stata annunciata nel 1995.

"Le nane brune sono come pianeti in qualche modo, ma sono in isolamento", ha detto l'astronomo Daniel Stern, co-autore della carta Spitzer al JPL.

"Questo li rende interessanti per gli astronomi, sono i laboratori perfetti per studiare corpi con masse planetarie".

La maggior parte delle nuove nane brune trovate da Spitzer si pensa che appartengano alla classe più fredda di nane brune note, chiamata T nani, con meno di 1500 Kelvin (2.240 gradi Fahrenheit). Uno degli oggetti sembra essere così freddo che può anche essere definito di classe Y, una nuova proposta classe di stelle ancora più fredda.

"I modelli indicano ci può essere una nuova classe di stelle là fuori, la Y nani, che non abbiamo ancora trovato", ha detto il co-autore Davy Kirkpatrick, co-autore dello studio e un membro del team scientifico WISE presso il California Institute of Technology di Pasadena, in California: "Se questi oggetti sfuggenti esistono, WISE li troverà".

Kirkpatrick è un esperto mondiale in nane brune, propose le classi L, T e Y per le stelle più fresche.

Lo stesso Kirkpatrick, ha affermato che è possibile che WISE scopra un gelido pianeta oltre Nettuno di dimensioni più grandi rispetto ad esso o in posti remoti del nostro sistema solare.

Vi è una certa speculazione tra gli scienziati che un tale corpo fresco, se esiste, potrebbe essere una nana bruna compagna per il nostro Sole. Questo oggetto è stato ipotetico soprannominato "Nemesis".

Fa un certo effetto che un membro di grande spessore del team NASA rilasci dichiarazioni del genere.

Da quando è iniziata la missione WISE è la prima volta che il team ammette pubblicamente che c'è la possibilità che Nemesis esista e che lo stesso telescopio ad infrarossi WISE la stia cercando. Ma Kirkpatrick va oltre, dando credito alla più probabile ipotesi dell'esistenza di Tyche, la nana bruna proposta dagli astrofisici John J. Matese e Whitmire dell'University of Louisiana, che Nemesis Project Research ha proposto alla stampa italiana e internazionale, in anteprima "quasi mondiale":



"Stiamo chiamando l'ipotetica nana bruna, Tyche, piuttosto che Nemesis", ha affermato Kirkpatrick. "Anche se vi è solo una limitata evidenza per suggerire un grande corpo in un ampia un'orbita stabile intorno al Sole, WISE dovrebbe essere in grado di trovarlo, o escluderlo del tutto".

I 14 oggetti trovati dai Spitzer sono a centinaia di anni luce di distanza, troppo lontani e deboli per essere visti dai telescopi a terra. Ma la loro presenza implica che ci sono un centinaio o più di nane brune nel giro di soli 25 anni luce dal nostro Sole. È possibile che WISE sarà anche in grado di trovare ulteriori nane brune entro 25 anni luce del Sole rispetto al numero di stelle conosciute.

"WISE sta per trasformare la nostra visione del vicino spazio extra solare" ha detto Eisenhardt. "Saremo in grado di studiare questi nuovi vicini oggetti nei minimi dettagli, che potrebbero contenere il sistema planetario più vicino al nostro".


Nota:
Dunque ormai la caccia è aperta, Nemesis e/o Tyche sono oggetto di profonda ricerca da parte di WISE e non c'è più alcun dubbio né segreto.
Seguendo la linea spesso vincente del "complotto", che da mesi voleva la NASA impegnata in questa ricerca, pur non avendolo mai dichiarato in precedenza, è lecito supporre che questo articolo oltre che annunciare le nuove scoperte di Spitzer, sia un test di verifica per la stampa, per l'opinione pubblica e per il mondo accademico, in attesa di diramare nei prossimi mesi la grande notizia!

tratto da: http://nemsisprojectresearch.blogspot.com/

La cintura di Giove si nasconde dietro nubi di ammoniaca

Una meteora gigante infastidisce Giove. Lo scorso 3 giungo, alcuni scienziati avevano localizzato una palla di fuoco di ingenti dimensioni all'interno dell'atmosfera del gigante gassoso.


Le immagini fornite dal telescopio spaziale Hubble, hanno mostrato che questo intruso cosmico non si è immerso però molto in profondità nell'atmosfera di Giove, bruciandosi in alto. Ciò spiegherebbe la mancanza di nubi cariche di detriti, come invece è avvenuto durante precedenti collisioni.

"Avevamo il dubbio per questo impatto del 2010, che poteva esserci una grossa esplosione e di conseguenza un campo di detriti in grado di essere ripreso", ha spiegato Heidi Hammel, un osservatore Space Science Institute di Boulder, in Colorado. "Ma c'era solo la meteora, e anche Hubble lo ha confermato". Un po' di delusione, quindi, per chi si aspettava una pioggia di detriti.

La meteora è stata enorme, ma di certo non la più grande entrata in collusione con Giove, che nel 1994 era stato colpito dai grandissimi frammenti di una cometa.

Dalle ultime osservazioni di Hubble, inoltre, gli scienziati sono riusciti ad osservare i cambiamenti nell'atmosfera di Giove, anche in seguito alla scomparsa della cintura equatoriale meridionale (SEB) alcuni mesi fa.

"Le previsioni del tempo per la SEB di Giove prevedono tempo nuvoloso con possibilità di ammoniaca", ha ironizzato Hammel. I ricercatori prevedono infatti che queste nubi di ammoniaca potrebbero sparire nei prossimi mesi, così come è già successo un passato.

Ma chi ha visto per primo il grande meteorite abbattutosi su Giove lo scorso 3 giuno? Un astrofilo australiano, Anthony Wesley che ha scorto un lampo alle 16.30, mentre osservava Giove dal suo telescopio. Nel frattempo, nelle Filippine, un altro astronomo, Chris Go ha confermato l'evento.

Gli astronomi di tutto il mondo hanno così stabilito che un oggetto per essere visibile e scatenare un lampo di energia tale da essere visto a 400 milioni di miglia di distanza, ossia a 643.700 km, deve essere stato sicuramente di grossa portata. Ma, senza alcuna cicatrice visibile o ancora senza una nube di detriti è difficile stimarlo.

Il telescopio spaziale Hubble è stato messo in azione per cercare eventuali tracce in seguito alla collisione cosmica. Ha spiegato Hammel. "Non vediamo alcuna caratteristica di quelle solitamente provocate da un impatto". Chissà se Hubble presto potrà dirci di più.

tratto da: http://www.nextme.it/

Il telescopio Spitzer osserva una stella allo 'stato embrionale'

Anche le stelle nascono e, se vogliamo, hanno il loro 'stato embrionale', come hanno potuto osservare alcuni ricercatori dell’Università di Yale, del Centro di Astrofisica di Harvard-Smithsonian e del Max Planck Institute for Astronomy, in Germania. Sotto la lente dunque, le dinamiche di una stella in formazione, riportate in uno studio pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal.

Sebbene non del tutto formata, la 'neo-stella' appare essere nei primi stadi di sviluppo ed ha iniziato ad attirare verso di sé le polveri e i gas circostanti che parteciperanno alla sua crescita.

Corot avvista nuovi pianeti extrasolari: uno di questi è perfino 60 volte più grande di Giove

Nuovi pianeti extrasolari sono stati avvistati dal satellite CoRot. Le dimensioni sono varie, si va da quello più grosso (CoRoT-15b), le cui dimensioni sono raddoppiate rispetto a quelle di Giove, al più piccolo che per massa e dimensioni è il 70% di Saturno.

Nuovi mondi, che rendono sempre più viva la curiosità di scienziati e astronomi. La nuova collezione di pianeti comprende i seguenti: CoRoT-10B, CoRoT-11b, CoRoT-12B, CoRoT-13b-14b e Corot. Essi sono stati classificati come “pianeti gioviani caldi”.

Alla ricerca degli alieni: ecco la cellula combustibile che rileva la loro presenza

Esiste una qualsiasi altra forma di vita sugli altri pianeti? La risposta arriva da uno nuovo strumento messo a punto da un team di ricercatori argentini, coordinato dal professor Ximena Abreyava, il quale, in un'intervista a Technology Review, ha annunciato la realizzazione di una cella combustibile capace di rilevare la presenza di vita aliena.

Il dispositivo a caccia di extraterrestri, non richiede altro che la forma di vita in questione possegga un processo metabolico, di qualsiasi tipo, che riceva energia chimica dall’esterno e la riusi per produrre energia all’interno di se stessa. Costituita da un anodo e da un catodo, la cella scopre le reazioni del metabolismo che, a loro volta, generano elettroni e protoni.

lunedì 28 giugno 2010

Scoperti i misteri dietro le spirali di ghiaccio marziane

Tutto ha avuto inizio circa 40 anni fa, quando lo shuttle della NASA, Mariner 9, consegnò alla Terra il primo video con le immagini del Polo Nord di Marte. L’entusiasmo crebbe quando si poterono osservare delle spirali sulla sua superficie che, da allora, hanno incuriosito gli scienziati. Usando i nuovi dati giunti dal Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), i ricercatori hanno potuto scoprire i segreti finora celati di queste spirali di ghiaccio.


Jack Holt, dell’Università del Texas, ed il suo assistente Isaac Smith, grazie al radar della MRO’S Shallow Subsurface Radar, hanno individuato una struttura interna che rivela delle depressioni di ghiaccio nel pianeta rosso. Apparentemente, secondo gli esperti, sarebbe stato il vento a formarle.

Straordinari fenomeni eruttivi sul satellite di Giove “Io”.

Osservazioni della luna di Giove “Io” effettuate al telescopio Keck nel febbraio del 2001, hanno rivelato una straordinaria attivita’ eruttiva…


Si potrebbe qualificare come il fenomeno eruttivo piu’ rilevante mai osservato finora in tutto il sistema solare, quello che riguarda la luna di Giove Io, osservato dal telescopio Keck (a lato, le immagini sono state acquisite l’anno scorso, ma la loro riduzione ed elaborazione e’ stata portata a termine solo di recente).

Tempeste in atto su altri pianeti

Per la prima volta un gruppo di astronomi ha registrato un’enorme tempesta nell’atmosfera di un esopianeta, che in sigla è chiamato HD209458b e che in modo più familiare viene definito come”caldo Giove”. L’articolo “The orbital motion, absolute mass, and high-altitude winds of exoplanet HD209458b” è stato pubblicato su “Nature” qualche giorno fa da un team di ricercatori compostao da Ignas A. G. Snellen e Ernst J. W. de Mooij (Osservatorio di Leiden, Olanda), Remco J. de Kok (SRON, Utrecht, Olanda) e Simon Albrecht (Massachusetts Institute of Technology, USA).


Il pianeta, che ha una massa di poco superiore a quella di Giove, si trova a circa 150 anni luce dalla Terra e ruota intorno alla sua stella ad una distanza di circa un ventesimo della distanza Sole-Terra, definita come Unità Astronomica (U.A.).

3 - 4 luglio: giornata astronomica a Caldarola (MC)

La giornata astronomica voluta in onore del centenario della morte di cinque astronomi europei 1910-2010 è il punto di partenza del progetto Scienza & Turismo.

clicca sull'immagine per ingrandire

Divulgare le scienze matematiche e fisiche sono l’obbiettivo principale, visto il sempre maggiore calo d’interesse dei giovani nei confronti di queste materie.

C’era una volta su Marte...

Nel passato di Marte possono esserci state condizioni favorevoli alla vita. Sono le conclusioni degli ultimi studi su minerali presenti all’interno di alcuni crateri del Pianeta Rosso, condotti da sonde europee e statunitensi. I risultati, apparsi sulla rivista Science, mostrano come l’acqua allo stato liquido fosse presente su ampie aree della superficie del pianeta, non solo nelle regioni meridionali, ma anche al di sotto delle pianure dell’emisfero settentrionale. Mars Express e Mars Reconnaissance Orbiter, rispettivamente dell’ Agenzia Spaziale Europea e della NASA e con importanti strumenti italiani a bordo (MARSIS e PFS sul primo e SHARAD sul secondo sono stati promossi dall’ASI e costruiti in Italia), hanno scoperto la presenza di minerali composti da silicati idrati nelle pianure settentrionali di Marte, un segnale inequivocabile che un tempo in quelle zone scorreva acqua.

domenica 27 giugno 2010

Anche le stelle di grande massa possono fare le binarie…

Gran parte delle stelle nell’Universo si trovano in sistemi binari, od anche multipli, dove diverse stelle orbitano intorno ad un comune centro di gravità. Ora gli astronomi hanno scoperto un sistema binario peculiare, dove due stelle di massa molto grande stanno orbitando l’una attorno all’altra…
7+La scoperta è stata fatta tramite il satellite della NASA chiamato Far Ultraviolet Spectroscopic Explorer (FUSE, in breve). FUSE si è rivolto ad un sistema chiamato LS54-425 nella Grande Nube di Magellano, una galassia satellite della nostra Via Lattea.
Il sistema contiene due stelle: una la cui massa è circa 37 volte quella del Sole, e l’altra la cui massa è invece 62 volte quella della nostra stella.

FINISCE NEL SOLE UNA COMETA KAMIKAZE

Le due sonde gemelle STEREO (A e B) della NASA hanno catturato l’impatto di una cometa sul Sole. Ricercatori del’UC Berkeley’s Space Sciences Laboratory hanno seguito la cometa per due giorni prima dell’impatto spettacolare sulla superficie solare.
video tratto dal nostro canale you-tube

Il 4 luglio arrivano gli alieni? In rete si parla di contatto

Gli alieni stanno arrivando, gli alieni stanno arrivando! Stop. A quanto pare c'è un pò di fermento su Internet per un potenziale contatto ufo per il 4 luglio 2010. I blogger americani rilanciano la notizia tra il serio e il divertito. Siamo tuttavia abituati al giro di notizie, che arrivano puntuali ogni estate a sancire un contatto palese, che purtroppo si rivelano sempre infondate.

Ma veniamo all'ultima data del destino, incentrata sulla celebrazione del prossimo anniversario (234 candeline ) dell'Indipendenza degli Stati Uniti. Per capire le tensioni di alcuni ufologi ed esperti americani, basta dare un'occhiata ad alcune fonti, che prevedono un incontro ostile con gli extraterrestri.

Si spinge affinchè il G20 affronti la problematica UFO

Non sono sulla lista degli invitati, ma forse è giunto il tempo che gli UFO facciano la loro comparsa in un vertice del G20, sostengono i ricercatori dei misteriosi oggetti volanti. E un autorità canadese specula sul fatto che i potenti della Terra possono avere un assaggio su cosa succede nei cieli del Canada, qualcosa di molto strano. Coloro che cercano risposte a uno degli enigmi più difficili del pianeta, sono Stati membri del G20, coloro che hanno cominciato a declassificare documenti sugli UFO. Il Canada si è unito alla declassificazione con Australia, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Brasile, Svezia e Nuova Zelanda. Mentre la cronaca di episodi bizzarri è presente nei files desecretati, come ad esempio quello dei comandanti della Royal Air Force che ordinarono ad un pilota di abbattere un UFO (senza esito), i documenti non pare abbiano avuto ancora quell’interesse che meriterebbero.

sabato 26 giugno 2010

ECCO IL SUONO DELLA PARTICELLA DI DIO (BOSONE DI HIGGS)

ROMA - La particella di Dio, l'inafferrabile bosone di Higgs, non e' stata ancora scoperta ma la sua ''voce'' e' stata ricostruita grazie alla simulazione fatta da un gruppo di fisici e musicisti, basata sull'esperimento Atlas, uno dei quattro grandi esperimenti in corso nel piu' grande acceleratore di particelle del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra.

Nasa, strane anomalie fotografate nella missione STS-103

Succede spesso che i fotogrammi della NASA facciano il giro del mondo. Altre volte passano inosservati alcuni fenomeni che meritano un approfondimento. Vi segnialiamo due fotogrammi particolari tratti dal database della NASA.

I frames in oggetto sono il STS103-734-58 e il STS103-734-59. Osservandoli bene in alta risoluzione, si può notare rispettivamente a destra e al centro delle immagini, uno strano alone bluastro, con un nucleo molto più lumionoso, quasi una piccola "galassia". Che cosa sia tale fenomeno non è noto, si va dall'ipotesi ufo a quella del portale dimensionale, a quella di un semplice riflesso.
Noi vi mostriamo le foto. A seguire il video.

Il mistero del cimitero dei bimbi nella villa romana scoperta in Inghilterra.

Una villa romana ad Hambleden, nel Buckinghamshire, sarebbe stata all'epoca un bordello.


Lo sostiene un'equipe di archeologi che sta tentando di spiegare perche' nei pressi del sito archeologico si trova una sorta di fossa comune in cui sono stati sepolti i corpi di 97 bambini, tutti morti dopo il parto.

''L'unica spiegazione che continua a presentarcisi e' che doveva trattarsi di una casa di tolleranza'', ha dichiarato l'archeologa Jill Eyers, che ha spiegato alla Bbc come all'epoca dei romani l'infanticidio non fosse un fatto cosi' scioccante.

Intervista ad una delle vere e ultime Amazzoni

Sono realmente esistite le donne guerriere? Sì, nel regno del Dahomey, oggi Benin (Africa), dove abbiamo incontrato una delle ultime Amazzoni viventi.

Ecco l'intervista all'ultima Amazzone di un esercito di sole donne che si occupavano della sicurezza del Re, nato migliaia di anni fa e rimasto in servizio fino al 1933.

venerdì 25 giugno 2010

Esseri umani estinti entro cento anni?

La catastrofica previsione del biologo Frank Fenner.
Cause: esplosione demografica e consumi fuori controllo

MILANO - La razza umana si estinguerà nel giro dei prossimi cento anni e così pure un sacco di specie animali. A dirlo è nientemeno che Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell'Australian National University, ma soprattutto lo scienziato che ha contribuito a debellare il vaiolo. Stando all’eminente cattedratico, a far precipitare gli eventi saranno l’esplosione demografica e i consumi fuori controllo, due fattori ai quali gli uomini non riusciranno a sopravvivere, mentre a dare inizio alla caduta sarebbero stati i cambiamenti climatici.

Crop Circle da record a Poirino (Torino)


Poirino, paese in provincia di Torino ha regalato meno di una settimana fa, (precisamente il 13 Giugno 2010) un cerchio nel grano di rara bellezza. Nel fine settimana, infatti, nelle campagne di questo ridente paesino ha fatto la propria comparsa un enorme cerchio nel grano, il più grande mai comparso in tutta Italia. E definirlo semplicemente cerchio è davvero riduttivo: siamo infatti davanti a una specie di enorme fiore a sei petali, composto da ellissi e più di un centinaio di cerchi dai diametri più disparati. Complessivamente, l’area occupata è di circa 150 per 150 metri. Dall'alto la formazione risulta perfetta e da del filo da torcere ai crop circles inglesi, regalando un'opera d'arte veramente maestosa. Non è la prima volta che in questo paesino si fanno vivi i cerchi nel grano, già nel 2006 e nel 2007 si erano registrati altri crop. Dettagli e foto a seguire.

I Sumeri arrivarono in Sud America?

Uno dei reperti archeologici più controversi dell’intera America è la Fuente Magna, detta anche Vaso Fuente (immagine sopra), un grande vaso di pietra, simile ad un recipiente per effettuare libagioni, battesimi o cerimonie purificatorie.


Secondo la versione ufficiale il vaso fu scoperto in Bolivia nel 1960, da un contadino, in un terreno privato che si dice sia appartenuto alla famiglia Manjon, situato a Chua, circa 80 chilometri da La Paz, nelle vicinanze del lago Titicaca.
Nella parte esterna il vaso riporta alcuni bassorilievi zoomorfi (di origine Tihuanacoide), mentre nell’interno, oltre a una figura zoomorfa o antropomorfa (a seconda dell’interpretazione), vi sono incisi due tipi di differenti scritture, un alfabeto antico, proto-sumerico, e il quellca, idioma dell’antica Pukara, civiltà antesignana di Tiwanacu.

giovedì 24 giugno 2010

Il primo cannibalismo tra una "stella-pianeta"


Il pianeta più caldo individuato nella nostra Galassia è, molto probabilmente, anche quello che vivrà meno di tutti. Questo pianeta sfortunato sta per essere “inghiottito” dalla sua stella, secondo quando è emerso dalle osservazioni compiute dal nuovo strumento a bordo dell’Hubble Space Telescope della NASA, il Cosmic Origins Spectrograph (COS). Si stima che il pianeta abbia ancora altri 10 milioni di anni di vita prima di finire sulla sua stella. Chiamato WASP-12b, il pianeta è così vicino al suo sole (molto simile al nostro), che raggiunge temperature altissime di circa 1540 °C e viene allo stesso tempo “allungato” dalle enormi forze mareali in gioco, assumendo una forma simile a quella di una palla da football. L’atmosfera, espandendosi, raggiunge dimensioni pari a circa tre volte il raggio di Giove, mentre il materiale spiraleggia sulla stella. Questo effetto di trasferimento di materia da un corpo ad un altro si osserva frequentemente tra due stelle che formano un sistema binario stretto. Per la prima volta è stato osservato chiaramente per una stella e il suo pianeta che è circa 40% più massiccio di Giove.

Neanderthal ritrovato con un foro di proiettile nel cranio

Nel museo di Storia Naturale di Londra si trova un teschio datato circa 38.000 anni fa, periodo Paleolitico, rinvenuto in Zambia nel 1921. Sulla parete sinistra del teschio c’è un foro perfettamente rotondo. Stranamente non ci sono linee radiali attorno al foro o altri segni che indichino sia stato prodotto da un’arma, una freccia o una lancia.

Nella parete opposta al foro, il teschio è spaccato e la ricostruzione dei frammenti mostra che il reperto è stato rotto dall’interno verso l’esterno, come si fosse trattato di un colpo di fucile. Esperti forensi dichiarano che non può essere stato nulla di diverso da un colpo esploso ad alta velocità con l’intenzione di uccidere.
Chi possedeva un fucile 38.000 anni fa? Certamente non l’uomo delle caverne, ma forse una razza più avanzata e civilizzata.

Il Sidney's Nessie - Un mostro marino 'anche' in Australia.

Sembra perfino folkloristico, eppure c'è ancora chi, in pieno sviluppo tecnologico del pianeta, e in piena emergenza di abbattimento di ogni biodiversità, si dice pienamente convinto che se ne vadano in giro per il mondo, indisturbati, degli allegri parenti di Nessie (il mostro di Loch Ness).
Uno di questi è il criptozoologo Rex Gilroy, che è convinto insieme alla moglie che un misterioso mostro marino abbia realizzato il suo nascondiglio proprio nella baia di Sidney e di queste originali teorie ha parlato al quotidiano australiano " Daily Telegraph".
Per lo studioso, la presenza della creatura è sicura ed è sostenuta da numerose prove, tra le quali i miti aborigeni; testimonianze di numerosi 'testimoni oculari' e il racconto della stessa Rosemary Turner, la quale, durante un escursione sul fiume Hawkesbury, nella riserva naturale di Muogamarra, si sarebbe imbattuta in un animale sconosciuto.

L'Italia ha un nuovo vulcano! E' sommerso, e non ha ancora un nome.

L'Italia ha un nuovo vulcano: non ha ancora un nome, è spento da un periodo ormai lunghissimo, compreso fra 670.000 e un milione di anni, e si trova nel Tirreno meridionale, al largo della Calabria, di fronte a Capo Vaticano.

La scoperta, dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) in collaborazione con l'università della Calabria, è in via di pubblicazione sul Journal of Geophysical Research.
Il nuovo vulcano è di medie dimensioni, la sua sommità si trova a 120 metri sotto il livello del mare, si estende per circa 15 chilometri e si trova sulla stessa faglia che ha dato origine al terremoto in Calabria del 1905.
"E' un vulcano che ormai non desta più alcuna preoccupazione", ha detto Massimo Chiappini, che fa parte del gruppo di ricerca composta da Riccardo De Ritis, Guido Ventura, Iacopo Nicolosi e Fabio Speranza.
"La sua scoperta - aggiunge - rimette però in discussione i modelli geodinamici della zona", per esempio quelli che spiegano la formazione delle Eolie.

martedì 22 giugno 2010

New Horizons, a metà strada per Plutone

"La nostra sonda è in territorio esotico, nel mezzo del niente" spiega Hal Weaver, scienziato della Johns Hopkins University e coinvolto nel progetto New Horizons. "E abbiamo molto da fare".

La sonda New Horizons fa parte di un progetto che mira ad arrivare lontano: sorvolare Plutone, raggiungendo i limiti del Sistema Solare tradizonalmente noto, per poi superarli. L'arrivo è previsto per il 2015, e proprio in questi giorni si stanno svolgendo i test sulle diverse strumentazioni di bordo.
"Non vogliamo perderci nemmeno un momento durante l'incontro con Plutone" continua weaver. "Per cui stiamo controllando tutto per essere sicuri che la sonda sia in forma e pronta al lavoro". Il team di New Horizons si trova ora nella fase di testing, iniziata il 25 maggio scorso e che durerà nove settimane.

Per prima cosa si controllerà lo status di LORRI, Long-Range Reconnaissance Imager, uno dei telescopi interplanetari più potenti mai utilizzati nella storia dell'esplorazione spaziale. "Il 14 luglio del 2015, data dell'avvicinamento massimo, saremo in grado di distinguere oggetti su Plutone più piccoli di un campo da football. E' circa 300 volte meglio della massima risoluzione che possiamo utilizzare ora".

lunedì 21 giugno 2010

Lo spettacolo McNaught!


E' questo, fino al 25 giugno, il periodo migliore per seguire il "volo" della C/2009 R1 (McNaught).

Nella notte tra il 15 e il 16 giugno, infatti, la cometa ha raggiunto il punto più vicino alla terra (1,13 Unità astronomiche, equivalente a 169 milioni di chilometri) e nei prossimi giorni si avvicinerà via via al Sole aumentando sempre piu' la sua luminosità, ad oggi di +4,5 magnitudini.
Le ultime stime dicono che potrebbe raggiungere addirittura una magnitudine vicina a +2 e quindi, in ottime condizioni di cielo buio e terso, si potrà tentare l'osservazione ad occhio nudo! A causa della sua ridotta elongazione dal Sole la cosa non risulterà però così facile, ma invitiamo chi non volesse perdersi lo spettacolo a tentare l'osservazione verso le 4 del mattino, con il Sole sotto l'orizzonte di almeno -12°.

Quanti universi ci sono, esattamente?

Il secolo scorso è stato dominato dalla tecnologia. Quello attuale lo sarà ancor di più. Tuttavia, è stupefacente constatare il disinteresse, e la conseguente ignoranza, per le scienze fisiche. Le quali hanno già oggi posto le premesse per modificare radicalmente la nostra concezione del mondo e dell’umanità in generale. Le religioni e le filosofie dovrebbero adeguarsi. Ma non lo fanno. Gli schemi mentali di ragionamento sono quelli di 2500 anni fa, appena modificati dalla dualità cartesiana, e da alcuni studiosi (Russell, Wittgenstein, Gödel) che hanno preteso, riuscendo solo marginalmente, di seppellire la metafisica per sostituirla con la fisica e la matematica. Ciò che segue non pretende di essere un trattato di fisica, ma un divertissment pensieroso… di fine settimana. Dunque. Tutti hanno sentito parlare di teoria della relatività. Di big bang. Di buchi neri. Molti di teoria quantistica. I più colti, di teoria delle stringhe. Ma manca, a livello generale, una diffusione capillare del significato di queste teorie. Prendiamo, ad esempio, lo studio dell’universo (che oggi si raggruppa all’interno della disciplina detta cosmologia).

I numeri nacquero in Africa 20.000 anni fa

Senza aver mai messo piede in Africa Darwin aveva gia’ capito tutto: era li’ che bisognava cercare l’origine dell’umanita’. Il nostro albero genealogico da Lucy, con i suoi tre milioni e mezzo di anni, a Roumai, vecchio di sette milioni di stagioni, continua a infrondarsi in quella terra delle meraviglie antropologiche che e’ l’Africa Orientale. Adesso si affaccia e si discute di un’altra ipotesi affascinante, sconvolgente: e se oltre che l’uomo anche la sua attivita’ piu’ astratta e insieme piu’ pratica ovvero la Matematica, fossero state inventate da un genio africano? Cinquemila anni fa ci avevano assicurato finora, nella terra dei due fiumi, i sumeri cominciarono a contare. Niente affatto! Ventimila anni fa nel cuore del continente nero pescatori pieni di immaginazione creativa gia’ utilizzavano ossa segnate con sistemi numerici. C’e’ di che sconbussolare perfino gli estremismi di Martin Bernal e della sua Atena nera. Raccontiamo questo giallo archeologico africano. Ventimila anni fa dunque, in Africa australe, ancor piu’ di oggi terra coperta di foreste spesse e di laghi grandi come il mare. Gli archeologi vi diranno che era l’eta’ della pietra tarda: la animavano tribu’ indaffarate di pastori e di allevatori.

venerdì 18 giugno 2010

Individuati buchi neri supermassivi in un processo di fusione galattica

Alcuni astronomi hanno individuato un processo di fusione galattica in atto. Ciò è avvenuto attraverso la determinazione della esatta posizione dei buchi neri di grande massa, presenti all’interno di ognuna della due galassie. Questa coppia di giganti stanno spiraleggiando uno intorno all’altro, e nel tempo di milioni di anni, alla fine si fonderanno insieme, rilasciando una gran quantità di onde gravitazionali…
Le due galassie sono note con il nome di insieme di NGC 6240, e si trovano a circa 300 milioni di anni luce dalla Terra.
Sono state oggetto di recente indagine da parte del telescopio dell’osservatorio del Keck nella Hawai. Grazie al suo efficacie sistema di ottiche adattive, il Keck ha potuto rilevare come queste galassie possiedano due dischi di stelle in rotazione, ognuno dei quali ospita al suo centro un buco nero supermassivo.

In caccia dei buchi neri… più veloci!

Alcuni astronomi si sono dedicati ad una indagine piuttosto difficile: la caccia ai buchi neri espulsi dal centro delle loro galassie!


In realtà, taluni dubitano perfino che la ricerca abbia un obiettivo “esistente”, visto che sappiamo che un buco nero deve “rubare” materia
da un disco di accrescimento, per emettere (sia pure indirettamente) radiazione luminosa, e dunque poter essere individuabile dai ricercatori.
Tuttavia…
…se il buco nero viene espulso dalla sua galassia e gettato negli “spazi aperti”, c’e’ da chiedersi se il disco di accrescimento
possa andar via con lui, o piuttosto se rimane indietro…

Chi consuma idrogeno ed acetilene su Titano?

Due nuovi articoli (vai all'articolo precedente) basati sui dati della sonda Cassini ci portano dritti nell’intricato regno della complessa attività chimica sulla luna di Saturno chiamata Titano. Sebbene altre ipotesi siano pienamente sostenibili, nondimeno alcuni scienziati ritengono che le abbondanze chimiche rilevate sulla superficie diano nuova linfa agli argomenti in favore dell’esistenza di una forma di vita primitiva – o di “precursore” di forme di vita – su Titano.

In sostanza, l’interesse degli scienziati si concentra su due questioni, riguardanti le basse abbondanze di idrogeno e dell‘acetilene. In particolare, la mancanza di acetilene è importante perché potrebbe interpretarsi come il segnale della presenza di una forma di vita basata sul metano, dicono gli astrobiologi della NASA. E’ infatti già dal 2005 che è stato proposto uno schema di “condizioni necessarie” per la vita in presenza di metano. Una interpretazione dei dati relativi all’acetilene è che tale idrocarburo sia consumato come.. “cibo” da questa ipotetica forma di vita. Ma l’astrobiologo Chris Mckay asserisce che la quantità di idrogeno è ancora più critica, semplicemente perché tutti i meccanismi proposti implicano di fatto il consumo di tale elemento.

Ron Noel, l'uomo controllato dagli alieni?

A giudicare da quanto accaduto a Ron Noel, un americano di 49 anni, gli alieni ci marchierebbero come animali e ci controllerebbero dalle più lontane galassie: dopo 40 anni da quando gli alieni lo avrebbero rapito, l’uomo ha infatti scoperto di avere nel proprio corpo un sofisticato e potentissimo trasmettitore composto da una sostanza metallica, che secondo il dott. Roger Leir che sta studiando il caso, sarebbe in grado di stimolare la generazione di cellule ossee e perciò non provocherebbe né rigetto né infiammazioni.

Un misterioso impatto su Giove. Cos'era? E cosa sarebbe successo se fosse caduto sulla Terra?

Il mistero del corpo caduto su Giove si infittisce nonostante il telescopio spaziale Hubble della Nasa cominci a fornire qualche ragionevole risposta. La storia inizia per caso il 3 giugno scorso quando l’astrofilo australiano Anthony Wesley scrutando il più grande pianeta del sistema solare vede per caso un bagliore, riprendendolo.


Nello stesso momento nelle Filippine un altro astrofilo, Chris Go, registra la stessa cosa. L’immagine fa il giro degli osservatori amatoriali e professionali per cercare di dare una risposta alla causa del fenomeno. I bagliori osservati si rivelano intanto due esaminando i video, complicando ancora di più le cose.

venerdì 11 giugno 2010

Allarme astronomico: tra 200 anni il nostro Sistema Solare finirà sull'orlo di una 'fornace galattica'

Fra 200 anni, ma secondo alcuni gia' fra un secolo, il Sistema Solare entrera' in pieno nella cosiddetta ''Bolla locale'', una zona della Via Lattea che e' una vera e propria ''fornace'' ad alto rischio per la pioggia di radiazioni cosmiche.


Lo prevede la ricerca pubblicata sulla rivista Astrophysical Journal Letters . Il Sistema Solare si troverebbe quindi sull'orlo di una gigantesca regione interstellare larga centinaia di anni luce, composta di gas rarefatto, turbolento e incandescente, dove le temperature raggiungono milioni di gradi, osservano si rileva nella ricerca, coordinata da Stan Grzedzielski, del Centro di ricerca spaziale dell'Accademia polacca delle Scienze di Varsavia e svolta in collaborazione con gli Stati Uniti, sulla base dei dati raccolti dal satellite della NASA Ibex (Interstellar Boundary Explorer) , che studia le regioni piu' lontane del Sistema Solare.

Tracce di vita su Titano! Chi o cosa "respira" l'idrogeno presente sul satellite di Saturno?

Gli astronomi della Nasa hanno trovato su Titano, la piu' grande luna di Saturno, le prime possibili tracce di vita al di fuori della Terra.
Due distinti studi, effettuati attraverso la sonda Cassini-Huygens, hanno individuato indizi della presenza sul pianeta di forme vita microscopica basate sul metano, che forma il 100% dell'atmosfera di Titano.

Rovine di una città trovate in Antartide?

Una troupe televisiva della California scomparsa dal novembre 2002, che si è lasciata un video alle spalle, e una missione di US Navy SEALs sono gli elementi chiave di una storia che indica la scoperta di ampie rovine antiche sotto il ghiaccio dell’Antartide. Un portavoce ha detto, tempo fa: “Il governo degli Stati Uniti ha detto che cercherà di bloccare la messa in onda di un video, trovato dai soccorritori della Marina in Antartide, che rivela presumibilmente che un imponente scavo archeologico è in corso due miglia (3.200 metri) al di sotto del ghiaccio“. “L’equipaggio di produzione della TV AtlantisTV, che ha girato il video, è scomparso“. Gli avvocati della AtlantisTV, che ha sede a Beverly Hills, hanno sottolineato il fatto che la preoccupazione principale della società è per la sicurezza e il benessere dei suoi uomini.

lunedì 7 giugno 2010

Comparsa della vita sulla Terra: spostare le lancette in avanti

L’origine dei primi organismi biologici sulla Terra sarebbe più recente di quanto ipotizzato finora. E’ il risultato della scoperta in Antartide di due micrometeoriti considerati veri e propri fossili spaziali.




Nomi semplici, quasi anonimi per delle scoperte che potrebbero rivoluzionare completamente le più avanzate teorie scientifiche sull’origine della vita sulla Terra. Si chiamano “particella 19” e “particella 119” e sono due micrometeoriti riemersi dai ghiacci dell’Antartide.

Ufo ieri notte a Civitavecchia e Santa Marinella

Numerosi automobilisti, che la scorsa notte percorrevano la statale Aurelia e l'autostrada A 12 nel tratto compreso tra Santa Marinella e Civitavecchia hanno osservato un oggetto di forma circolare e molto luminoso attraversare il cielo.

giovedì 3 giugno 2010

Una nuova era di raggi cosmici? Astronauti, fate attenzione!

Sappiamo ormai, e ne abbiamo già parlato in queste pagine, che il Sistema Solare sta catturando atomi neutri molto energetici da una specie di striscia ai suoi confini che potrebbe indicare il confine tra la Nube Locale e la cosiddetta Cavità Locale (Local Bubble). Una nuova teoria porrebbe quest’ultima molto più vicina di quanto si pensasse prima.


Sembra che il Sole insieme al suo corteo planetario stia per entrare in una nube molecolare molto più calda di quella in cui è immerso attualmente. Un gruppo di ricerca polacco ha infatti avanzato una nuova ipotesi sull’origine degli atomi neutri individuati dal satellite IBEX della NASA.

A settembre la NASA lancia nello spazio il primo 'Robonauta'

Un robot antropomorfo potrebbe diventare il primo ''robonauta'': la Nasa si prepara a mandarlo entro l'anno sulla Stazione Spaziale Internazionale, della quale e' destinato a diventare un membro permanente con il compito di aiutare l'equipaggio.

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