Panoramica:

giovedì 31 dicembre 2009

BUON ANNO 2010!

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:50, under | No comments



L’augurio di un Sereno 2010



ricco di pace e di gioia per tutti.


Dalla Redazione di GUARDIAMO A 370°

Astronomia: la notte di Capodanno ci sara' la 'Luna blu'


LOS ANGELES - Nella notte di Capodanno sara' visibile il famoso fenomeno della 'Luna blu'. Non accade, quindi, solo nelle canzoni, ma si tratta di una vera e propria manifestazione astronomica che non si verificava da vent'anni, secondo gli astronomi dell'Universita' olandese di Groningen. Tuttavia, non si tratta di un fenomeno che abbia a che fare con il colore del nostro satellite: per 'Luna blu' si intende, infatti, l'avere due lune piene nello stesso mese, evento in effetti raro. L'ultima luna piena risale allo scorso 2 dicembre e lo sara' di nuovo la notte di San Silvestro, almeno per chi osserva il cielo da Europa, Africa e America. (RCD)


tratto da: http://www.corriere.it/

Natale in Orbita per gli astronauti della Soyuz !

Un nuovo equipaggio di tre persone è arrivato il giorno 22 dicembre sulla Stazione spaziale internazionale, in sostegno ai due astronauti che da soli mantenevano operativo l'avamposto dal primo dicembre.





Una capsula russa Soyuz con a bordo il cosmonauta Oleg Kotov, l'astronauta giapponese Soichi Noguchi e il novellino della Nasa Tomthy Creamer ha ormeggiato alla stazione spaziale, mentre navigava a 350 chilometri di altezza su Rio de Janeiro.



I tre uomini erano stati lanciati nello spazio lunedì 21 dicembre dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e dovrebbero rimanere sulla stazione fino a maggio.



Ad accogliere i tre sono stati il comandante della stazione, Jeff Williams, e l'ingegnere di volo, Maxim Suraec, entrambi in orbita dal 30 settembre.



La Nasa ha deciso di non trasportare più astronauti, finalizzando le ultime cinque missioni dello shuttle alla costruzione e all'assemblaggio di altri pezzi della stazione. In meno di un anno dovrebbe mandare in pensione la sua flotta di tre shuttle.



L'agenzia sta lavorando allo sviluppo di una navicella in stile capsula spaziale chiamata Orion, ma che non sarà pronta per il volo prima del 2015. Sulle spalle della russa Soyuz rimarrà dunque l'intero peso del trasporto degli astronauti, anche se diverse compagnie private stanno rivaleggiando per ottenere i fondi della Nasa allo scopo di sviluppare dei taxi spaziali.

tratto da: http://mysterium.blogosfere.it/

Un nuovo tipo di stelle


Una volta che una stella ha esaurito le possibili fonti di energia costituite dalle reazioni di fusione non è più in grado di sostenere il peso della materia e si avvia verso il collasso. Lo stadio finale di una stella con massa inferiore al limite di Chandrasekhar (circa 1,44 masse solari) è quello di nana bianca, mentre se tale limite viene superato si genera una stella di neutroni. In questi oggetti la gravità viene controbilanciata dalla pressione di degenerazione dovuta al principio di esclusione di Pauli, ma tale pressione è in grado di reggere al massimo strutture fino a 2,1 masse solari (questo valore viene chiamato limite di Tolman-Oppenheimer-Volkoff) dopo di che il collasso sfocia inevitabilmente nella formazione di un buco nero. Quattro astrofisici, però, hanno recentemente suggerito che possa esistere un'ulteriore fermata prima di questo capolinea.




De-Chang Dai, Arthur Lue, Glenn Starkman e Dejan Stojkovic hanno infatti proposto per la pubblicazione su Physical Review Letters uno studio in cui ipotizzano l'esistenza di stelle elettrodeboli. In questi oggetti celesti il collasso verrebbe impedito dalla completa trasformazione dei quark (le particelle elementari che costituiscono protoni e neutroni) in leptoni, una famiglia di particelle più leggere alle quali appartengono elettroni e neutrini.



Benché il processo sia previsto dal cosiddetto Modello Standard della fisica delle particelle, è talmente raro che probabilmente in condizioni ordinarie non si è mai verificato nel nostro universo. Ma le condizioni delle regioni centrali delle stelle di neutroni prossime al collasso non sono affatto ordinarie e secondo i quattro teorici la conversione dei quark in leptoni potrebbe avvenire a tassi elevatissimi. L'enorme energia rilasciata da queste trasformazioni sarebbe in grado di contrastare il collasso gravitazionale per una decina di milioni di anni, rendendo di fatto questa fase di stella elettrodebole una vera e propria tappa del cammino evolutivo di una stella.



Il grosso problema sarà quello di riuscire a individuare in cielo questa tipologia di stelle. Gran parte dell'energia, infatti, viene emessa sotto forma di neutrini, particelle incredibilmente ostiche da osservare, mentre solo una minima parte si presenta come radiazione elettromagnetica. Ed è proprio in tale radiazione che si dovranno individuare le tracce della provenienza da una stella elettrodebole. In che modo? Fino ad ora non se ne ha la minima idea...

tratto da: coelum

Shen Kuo, il primo rapporto UFO dettagliato della Storia

Ben lontano storicamente dalla popolazione di macchine volanti che sorvolano le nostre teste quotidianamente, Shen Kuo fu forse il primo uomo a stilare un rapporto dettagliato su un avvistamento di un oggetto volante non identificato.





Shen Kuo è probabilmente una delle figure più importanti e sottovalutate della scienza antica e moderna. Persona poliedrica, dal multiforme ingegno, si dedicò alla matematica come all’astronomia, alla botanica ed all’archeologia, spaziando da una disciplina all’altra come pochi uomini nella storia del genere umano furono in grado di fare.

Vissuto nel XI° secolo dopo Cristo, fu anche persona influente all’ interno della corte della Dinastia Song, è rimasto famoso ai più per la sua opera “Meng Xi Bi Tan”, un insieme di 507 sperimentazioni che vanno dalla geografia al magnetismo, fino all’ astronomia ed al calcolo matematico complesso.



Giusto per rendere i dovuti onori ad un personaggio di questo calibro, ecco alcune delle intuizioni e scoperte di quest’uomo:



Fu il primo a distinguere tra Nord magnetico e Nord geografico, e ad applicare questi concetti alla navigazione. Fino ad allora, rudimentali bussole venivano utilizzate per i viaggi via terra, e puntavano verso Sud.

Cambiò la “rosa dei venti” delle bussole, da 8 punti a 24.

Formulò per primo il concetto di geomorfologia, teorizzando i processi di formazione della terraferma basandosi sull’ osservazione di fossili marini ritrovati in diversi strati di terreno

Libri: oltre alla sua opera più famosa, completò due atlanti geografici, scrisse trattati di musica legati alle armoniche matematiche, trattati politici e poesie

Descrisse centinaia di piante e le loro proprietà curative, oltre che trattati di botanica, zootecnica e mineralogia

Costruì la prima chiusa mai utilizzata in Cina; costruì una pagoda interamente in legno, poi rimpiazzata da una in mattoni (realizzata sempre da lui) dopo un incendio che distrusse completamente la prima pagoda.

Distinse per primo le funzioni dell’ esofago e della trachea, fornendo una bozza del sistema respiratorio e digestivo.

Creò formule matematiche, lavorò con la trigonometria e con i grandi numeri.

Fu il primo ad esaminare la camera oscura in maniera analitica e geometrica, formulando il primo concetto di punti focali e studiando le immagini prodotte da specchi concavi

Essendo a capo di quello che potremmo chiamare “Dipartimento di Astronomia imperiale”, Shen ebbe modo di compiere accurate osservazioni del cielo. Fu uno dei primi ad opporsi al concetto di “Terra piatta”, spiegando anche il perchè gli oggetti cosmici avessero forme sferiche. Ipotizzò che la Luna riflettesse i raggi solari e non emanasse luce propria. Studiò le orbite planetarie, studio che lo vide impegnato ogni notte per cinque anni.

Shen Kuo si ricorda anche per il primo dettagliato rapporto ufologico della storia. Nella sua opera più famosa, Meng Xi Bi Tan, Shen Kuo riporta quello che sembra un avvistamento UFO in piena regola: un oggetto “brillante come una perla” che volava sopra un lago, nella provincia di Jiangtsu, in grado di comparire improvvisamente e di sparire nella volta celeste a velocità impensabili. L’oggetto fu avvistato da decine di persone, e Shen Kuo si preoccupò, da ricercatore qual’era, di raccogliere testimonianze e di far luce sul fenomeno misterioso.



L’osservazione di fenomeni celesti inusuali, o di oggetti volanti non identificati, non è solo materia della storia dell’ Occidente. In Cina e Giappone ad esempio sono testimoniati numerosi fenomeni curiosi, che spaziano dall’avvistamento di sfere nel cielo fino addirittura ad alcuni atterraggi di quelle che furono considerate a volte macchine volanti, altre volte dei del cielo.



Secondo quanto afferma Shen Kuo, l’oggetto fu avvistato a scadenze quasi regolari per un periodo di 10 anni. L’oggetto aveva, oltre che una luminosità tale da illuminare un’area del raggio di diversi chilometri, anche la particolarità di dividersi in due sfere distinte.

Le testimonianze raccolte da Shen Kuo provengono dalle province di Anhui e di Jiangsu, in particolare dalla città di Yangzhou. L’oggetto viene descritto come dotato di porte, alla cui apertura sarebbe stato possibile ammirare una luce potente.



Per quanto le cronache cinesi siano ricche di avvenimenti relativi a comparizioni di divinità o ad avvenimenti strani e curiosi, Shen Kuo si distinse per la sua relativa “scientificità” nelle sue osservazioni compiute sul mondo naturale. Oltre al fatto che il rapporto stilato sugli avvistamenti di questo misterioso oggetto è ricco di particolari e può contare su numerosi testimoni. Il fenomeno si è manifestato per anni, diventando addirittura un’attrattiva per la regione. Fino ad ora, non si è stati in grado di smentire o di provare nulla, se non che molti abitanti della regione furono testimoni di un fenomeno luminoso in cielo non direttamente riconducibile ad eventi astronomici.

tratto da: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

Un UFO a forma piramidale filmato sopra il Cremlino?


MOSCA – «È come l’Imperial Cruiser di Guerre Stellari», urla un testimone oculare. Solo che non siamo nella saga cinematografica di George Lucas. Anzi il dito dell’uomo indica la punta del Cremlino, situato nel centro di Mosca, sulla riva sinistra del fiume Moscova. Si tratta di una gigantesca piramide che vola sulla sede delle istituzioni governative nazionali della Russia quella immortalata in due videoclip mandati continuamente in onda dalle televisioni del Paese. È un’astronave aliena? Oppure la solita sonda, il solito pallone meteorologico oppure un veicolo segreto scambiato per un Ufo? È quanto si chiedono i cittadini moscoviti, e ora i media di tutto il mondo.

I VIDEO – Le immagini sono state riprese da due amatori e poi caricate su Youtube dove stanno raccogliendo un clamoroso successo di clic. Un filmato mostra la piramide di notte e l’altro alla luce del sole. Ovviamente, come accade sempre in questi casi, la polizia si rifiuta di fare commenti. Come riporta il Telegraph, Nick Pope consulente del ministro della Difesa della Gran Bretagna, esperto di Ufo, afferma che si tratta del video «più straordinario sugli avvistamenti di Ufo» che lui abbia mai visto: «All’inizio pensavo si trattasse di un riflesso di luce ma poi ho notato che l’oggetto si muoveva in un modo tale da poter scartare questa ipotesi».

IL PRECEDENTE – Lo scorso anno il Komsomolskaya, come scrive Ivan Ceci, blogger appassionato di ufologia, ha pubblicato un documento segreto che racconta del volo di un gigantesco Ufo sopra il Cremino risalente al 1808. L’avvistamento è così descritto: «Il Primo settembre 1808, alle 20,07 precise, nel cielo terso e seminato di stelle, ha avuto luogo un fenomeno di incomparabile bellezza e rigore, il fenomeno era talmente grande che niente di simile si era mai visto prima. Il tutto era accompagnato da un suono sempre più forte, mentre l’arco luminoso nel cielo stava aumentando all’orizzonte, passando da 55 a quasi 90 gradi. Lentamente si è arrestato fra le nubi, disponendosi in lungo sopra il Cremlino come una piastra diritta e compatta lunga circa 6,35 metri e spessa 0,35 metri, formata a strati». Che quella di oggi sia una replica?

Sotto il video (filmato di sera)




e quello filmato di giorno


tratto da: cut

lunedì 21 dicembre 2009

Uno spettacolare video dell'Universo conosciuto, 'The Known Universe'

Correte a vedere questo merviglioso video pubblicato dall'American Museum of Natural History e basato su precisi dati scientifici.


Partendo dal Monte Everest si viene trascinati nello spazio fino a raggiungere le oscurità del cosmo passando dal nostro sistema solare alla Via Lattea e via via fino alle misteriose quasar e supernovae raggiungendo i limiti dell'Universo conosciuto per poi ritornare nella nostra "casa".




Maggiori informazioni al seguente link

http://www.amnh.org/news/2009/12/the-known-universe/




tratto da: http://newsspazio.blogspot.com/

Due segnali molto strani captati dal Fermilab di Chicago. Sono la 'firma' della Materia Oscura?



Due segnali molto strani, che potrebbero probabilmente essere "firme" della misteriosa materia oscura che costituisce il 25% dell'universo, sono stati visti dai fisici del Fermilab di Chicago.




I ricercatori sono molto prudenti: potrebbe trattarsi di particelle di tipo diverso che mimano i segnali della materia oscura, dicono. Tuttavia il risultato, in via di pubblicazione, ha gia' messo in agitazione la comunita' scientifica.



La sorpresa e' arrivata "aprendo la scatola" dell'esperimento Cdms (Cryogenic Dark Matter Search): entrambi gli eventi osservati "hanno caratteristiche consistenti con le particelle che i fisici ritengono possano costituire la materia oscura", rileva il Fermilab in una nota. Per Lauren Hsu, che oggi ha presentato il risultato in una conferenza al Fermilab, "si tratta di dati davvero affascinanti".



Non si e' sbilanciato il direttore del Fermilab, Pier Oddone, per il quale "mentre il risultato fa pensare alla materia oscura, fa pensare anche a particelle di tipo diverso". Avere la risposta definitiva richiedera' un po' di pazienza: "nel 2010 - ha detto Oddone - e' prevista l'installazione di un apparato piu' avanzato, chiamato Super-Cdms", in grado di fornire misure molto piu' precise rispetto a quelle del rivelatore attuale.



"Il nuovo rivelatore - ha concluso - sarà in grado di dare la risposta definitiva, stabilendo se i due eventi appena osservati sono o no segnali della materia oscura".



TRATTO DA: http://www.ansa.it/

sabato 19 dicembre 2009

Si avvicina la decisone del presidente Obama sul futuro dell°esplorazione spaziale americana

Un po' tutto il pianeta è in attesa della decisione finale del presidente Barak Obama su quali direzioni dovrà prendere il programma di esplorazione spaziale umana americana.


Il presidente Obama aveva istituito una apposita commissione per valutare i possibili scenari futuri, la commissione Augustine, la quale al termine dei lavori aveva presentato il proprio rapporto finale lo scorso ottobre.




Mercoledì scorso si è tenuto un incontro alla Casa Bianca tra Presidente Obama ed il capo della NASA Charlie Bolden. Poche notizie erano trapelate su eventuali esiti. Il giornale americano Florida Today citava quanto dichiarato dal portavoce della Casa Bianca Nicholas Shapiro: "The President confirmed his commitment to human space exploration, and the goal of ensuring that the nation is on a sustainable path to achieving our aspirations in space".

[Traduzione: "Il Presidente ha confermato il suo impegno verso l'esplorazione spaziale umana e l'obiettivo di assicurare che la nazione è in un cammino sostenibile per raggiungere le nostre aspirazioni nello spazio"].



La notizia è che adesso pare ci siano delle novità, che se confermate significheranno cose grosse.

In un lungo articolo apparso sul sito web Sciencemag.org pare che il Presidente Obama si esprimerà prossimamente per finanziare lo sviluppo di un nuovo razzo lanciatore per grossi carichi per rilanciare l'esplorazione umana nello spazio, sulla Luna, sugli asteroidi e sulle lune di Marte. Il nuovo razzo potrebbe essere pronto per il 2018. Il tutto con un aumento di 1 miliardo di dollari al budget NASA del 2011.



Nel frattempo gli Stati Uniti chiederanno all'Europa, al Giappone ed al Canada di lavorare per un lander lunare e per i moduli necessari per una base lunare, risparmiando così molti miliardi di dollari.



Inoltre le aziende privare si prenderanno l'incarico di assicurare rifornimenti alla Stazione Spaziale Internazionale.



Questo nuovo programma significherebbe cancellare definitivamente Ares 1, il primo lanciatore previsto dal programma Constellation. Non è tuttavia ancora chiaro quando questa nuova politica verrà annunciata. Potrebbe essere la prossima settimana oppure durante il discorso di Obama dello Stato dell'Unione il prossimo gennaio, oppure essere semplicemente parte della richiesta di budegt al Congresso il prossimo 1 febbraio 2010.



Come sempre, restiamo in attesa di novità.
 
 
 
 
 
tratto da: http://newsspazio.blogspot.com/

venerdì 18 dicembre 2009

INCONTRI RAVVICINATI DEL TERZO TIPO: ATTERRAGGIO UFO IN TEXAS


Un oggetto discoidale atterra nello stato americano del Texas e i testimoni raccontano di aver visto degli esseri molto simili ai "Grigi" intorno allo scafo alieno. L'oggetto misurava un diametro di circa 12 metri e i grigi avevano occhi grandi, quasi come gli occhi della mantide religiosa ad eccezione che questi erano neri lucidi e avvolti intorno alle loro teste.

IL RACCONTO DI UNO DEI TESTIMONI PERVENUTO AL MUFON:


Monahans - Texas 11 Dicembre 2009

"Stavamo festeggiando un compleanno in casa in compagnia di amici quando dei miei nipoti sono accorsi in casa urlando a squarciagola dicendo che un aereo si era schiantato al suolo, in uno dei pascoli delle vicinanze. A questo punto assieme a mio fratello e altre tre persone siamo usciti per andare a vedere che cosa era successo. Non c'era nulla di sospetto, tranne uno strano odore di bruciato che puzzava come il legno Mesquite. La cosa non ci ha stupito più di tanto in quanto abbiamo pensato che qualcuno dei vicini avrà bruciato della legna nel suo camino, vista la temperatura rigida. Abbiamo chiesto ai nipoti dove hanno visto cadere l'aereo e ci siamo diretti verso quella zona. I cani abbaiavano come matti, come se avessero avvertito o visto la stessa cosa.

La zona in cui viviamo è una graziosa comunità rurale, a meno che non si viva nella città di Monahans, e molte delle case qui hanno ognuna un grande appezzamento di terreno, di circa 4-5 ettari. Anche se vediamo le case dei nostri vicini e abbiamo il traffico sulla strada, si ha la sensazione di essere isolati qui. Una parte del terreno della nostra casa è invasa da alberi selvatici Mesquite. Solo una piccola parte del terreno è coltivata e pulita. Al di là del gruppo di alberi vi è un piccolo recinto di filo spinato che ci separa dai nostri vicini e ho potuto vedere dalle luci accese, il che significava che erano in casa.

Abbiamo camminato attorno all'appezzamento di alberi non volendo inoltrarci dentro la boscaglia di notte perché anche se è quasi inverno potrebbero esserci comunque dei serpenti a sonagli, per non parlare delle spine dei Mesquite che sporgono dai rami e come dei rasoi acuminati perforano completamente i vestiti e le scarpe oltre che a fare un male dell'inferno.

Come ci siamo guardati intorno, abbiamo iniziato a sentire un sorta di carica elettrica nell'aria intorno a noi. Quasi come la sensazione che si prova quando ci si avvicina a una sottostazione elettrica di grandi dimensioni o a una attiva e carica antenna radio. Come abbiamo fatto un giro attorno agli alberi, uno dei miei fratelli vede una luce fare capolino attraverso le piante. Gli ho detto che probabilmente era uno dei vicini che tornava a casa con l'auto ma prontamente ha ribattuto che quelle luci non erano dei fanali d'auto perché non si erano comportate come tali.

Ci siamo avviati e come abbiamo oltrepassato l'appezzamento di alberi siamo rimasti scioccati nel vedere un oggetto di forma ovale sospeso a circa un metro e mezzo da terra. Siamo rimasti lì in stato di ammirazione e shock totale. Posso immaginare che le nostre mascelle dovevano essere a terra. Mentre stavamo lì a guardare quell'oggetto che non emetteva alcun suono, ho preso atto che doveva misurare dalla parte anteriore a quella posteriore di circa 9-12 metri ed era, forse, delle stesse dimensioni tutt'intorno.

La sua superficie sembrava fatta di un materiale estremamente lucido tanto da riflettere l'area circostante e le luci lontane della proprietà dei vicini. C'era anche una luce, che proveniva dall'oggetto, una luminosità sbiadita appena visibile tranne quando la si guardava direttamente, ed era come una sorta di iridescente aura blu. Ancora in stato di shock totale e mentre mio fratello accanto a me esprimeva la sua incredulità due strani "uomini" abbiamo visto apparire da attorno all'oggetto. Inizialmente non si accorsero di noi: erano impegnanti a perlustrare e a raccogliere materiale dal terreno e dagli alberi. Sembravano delle dimensioni di mio nipote più grande ovvero circa 1 metro e venti di altezza, ma erano molto magri, come non avessero la carne sulle ossa, le teste erano grandi, le braccia lunghe e magre che pendevano attorno le loro ginocchia. Frattanto arrivarono i miei due nipoti che ci avevano seguito, e perdi più spaventato per la loro improvvisa presenza, videro anche loro l'oggetto e gli strani "uomini" e con le loro voci di bambini si sono messi a gridare "CHE COSA SONO QUELLE COSE?"

Le creature si voltarono e si accorsero di noi. La vista di quelle creature è un qualcosa che mi perseguiterà fino al giorno della mia morte. Ci guardarono dritto verso di noi. I loro occhi erano grandi, quasi come gli occhi della mantide religiosa ad eccezione che questi erano neri lucidi e avvolti intorno alle loro teste. Le due creature ci guardarono per circa 7 secondi, senza fare alcun movimento; poi si misero a camminare prima l'uno e poi l'altro e con calma attorno al ricognitore. Sono scomparsi dietro il velivolo e non li abbiamo più visti.

Dopo pochi secondi l'oggetto si è alzato, senza far rumore, non vi era nessuna corrente di vento, nemmeno l'ondeggiare degli alberi vicini. Si è sollevato in silenzio aleggiando a circa 12 metri da terra per poi schizzare via come un fulmine. Come è zoomato via è iniziato a diventare incandescente, e la cosa ha reso più facile seguire la traccia della scia dell'oggetto che si allontanava velocissimo e fino quando non è spenta.

Restammo in completo silenzio, poi mio fratello finalmente ha iniziato a parlare e ha detto se era il caso di chiamare la polizia. Io sono scoppiato a ridere e gli ho replicato "E per dirgli cosa?". Mio nipote sembrava avesse visto il diavolo in persona, e non potevo dargli torto, considerando quello che avevamo appena visto. Non voleva parlare nemmeno dopo che eravamo ritornati a casa. Ho provato a interpellarlo a riguardo e mi ha risposto che non voleva ancora pensarci: doveva ancora elaborare l'accaduto.

Fin'ora non ho mai creduto davvero a cose in materia di UFO o alieni, ma dopo gli eventi di questa notte, ho seriamente intenzione di rivalutare questa mia convinzione. So che ho in progetto di mantenere la mente aperta e di iniziare a guardare verso il cielo un po' di più ora."





tratto da: http://www.segnidalcielo.it/atterraggio_ufo_texas.html

Da Ardi all'acqua sulla Luna

I dieci passi della scienza nel 2009

La palma d'oro delle scoperte alla nostra antenata vecchia 4,4 milioni di anni

MILANO — Ardi è la vincitrice della top ten scientifica del 2009. È una vittoria ipotecata dal momento in cui è stata annunciata la sua scoperta all'inizio di ottobre dopo quindici anni di ardue ricerche. La rivista americana Science l'ha giustamente scelta come la più importante tra le dieci che hanno segnato l'annata. Ardi (Ardipithecus ramidus) è il nostro più antico antenato e ha spodestato la famosa Lucy che deteneva da oltre trent'anni il primato, spostando più lontano nel tempo le origini: da 3,2 milioni di anni a 4,4 milioni. Sono due ominidi femmine trovati nello stesso luogo, la depressione di Afar in Etiopia, e per questo Tim White dell'Università di California, alla guida del progetto, ipotizzava che dalla prima arrivasse la seconda e quindi l'uomo aggiungendo: «Questo non è un comune fossile. Non è uno scimpanzé. Non è un essere umano. Però ci mostra come eravamo». Ardi, pesava un cinquantina di chilogrammi, aveva mani grandi, viveva sugli alberi, e quando scendeva camminava eretta sui due piedi. I suoi tratti erano un miscuglio tra gli esseri più primitivi e i suoi progrediti successori. Usava foglie, rametti ma non pietre. Capirlo, identificarla e costruirne l'identikit non è stato facile per i 47 ricercatori di diverse discipline e di nove nazioni impegnati nel decifrare 150 mila reperti di animali e piante. Alla fine ci sono riusciti avvicinandoci un po' di più al momento dell'evoluzione quando i due rami dell'uomo e dello scimpanzé si sono separati presumibilmente tra cinque e 10 milioni di anni fa.




PULSAR - L'annata scientifica che ora si chiude tra le discussioni sul cambiamento climatico è stata particolarmente ricca in tutti i campi e non solo nella paleoantropologia. Dal cielo sono arrivate altre conquiste come un nuovo tipo di stelle Pulsar scoperte dal satellite «Fermi» della Nasa, ma con strumenti anche italiani forniti dall'Asi e dall'Inaf. Sono stelle di neutroni che ruotano veloci lanciando potenti lampi di raggi gamma. Assieme c'è la rinascita del telescopio spaziale Hubble dopo la riparazione effettuata dagli astronauti. Appena ha riaperto gli occhi è stato capace di fotografare le più antiche galassie mai viste e formatesi addirittura 600 milioni dopo il Big Bang.



ACQUA SULLA LUNA - Per lo spazio vicino, invece, la scoperta più elettrizzante è stata l'acqua sulla Luna scovata nella nube sollevata dalla sonda Lcross fatta apposta precipitare dalla Nasa in un cratere del polo Sud. Qui si ipotizzava la presenza del ghiaccio portato da antiche comete e conservatosi perché coperto da ombre perenni. La sua esistenza oltre ad arricchire la conoscenza del nostro satellite naturale apre nuove possibilità nella futura colonizzazione intorno al 2020.



MEDICINA E AGRICOLTURA - Ma altrettanto affascinanti sono i risultati ottenuti nell'allungare la vita dei topi, cioè dei mammiferi, con una sostanza, il Rapamicin, e nella terapia genetica. Una tecnica messa a punto da scienziati europei ed americani si dimostra efficace nell'affrontare terribili malattie cerebrali e alcuni disordini del sistema immunitario. Guardando alle necessità alimentari ed energetiche importante è la comprensione di una molecola (recettori Aba) che aiuta le piante a difendersi dalla siccità. Ciò consentirà di proteggere meglio le coltivazioni in climi aridi incrementando produzione e qualità e di favorire l'insediamento di nuove piantagioni in suoli marginali da cui ricavare carburanti biologici.



NUOVI MATERIALI - Ulteriori passi significativi hanno riguardato la chimica individuando rilevanti proprietà del «grafene» formato da atomi di carbonio, le cui alte proprietà conduttive promettono interessanti applicazioni nell'elettronica e nei materiali legati alle nuove energie. In questa direzione si muove pure l'entrata in funzione al National Accelerator Laboratory di Menlo Park in California, del primo laser a raggi X. È una sorta di supermicroscopio il cui impiego sarà prezioso — e per questo è entrato nelle «top ten» — per guardare all'interno della materia su scala atomica. Ma per il 2010 la rivista Science che cosa immagina? Rilevanti progressi nella comprensione del cancro, nell'applicazione delle cellule staminali nelle malattie neuropsichiatriche, nella ricerca dell'antimateria dell'universo e nel volo spaziale. Aspettiamo e vedremo.

Sistemi planetari in formazione nelle meravigliose immagini di Hubble

Ecco nuove ed emozionanti immagini provenienti dalla Nebulosa di Orione (Messier 42) catturate dal telescopio spaziale Hubble.





Scoperta dall'astronomo francese Nicolas-Claude Fabri de Peiresc nel 17° secolo, la nebulosa di Orione dista 1500 anni luce da noi ed è visibile anche ad occhio nudo. Si tratta della regione di spazio più vicina alla Terra in cui vi siano processi di formazione stellare. Sono 30 le nuove immagini pubblicate - mai viste proma d'ora - che si riferiscono a processi di formazione di nuovi sistemi planetari.



Vengono chiamati "Proplyds" dall'inglese Protoplanetary Discs (dischi proto-planetari) e si formano intorno alle stelle-appena-nate. Ammassi di gas e polvere in rotazione formano dischi, il cui centro si riscalda fino a diventare una nuova stella. Nella periferia di questi dischi "bit" di polvere si attraggono e si fondono insieme: diventeranno pianeti.



Hubble, grazie alla sua Advanced Camera for Surveys (ACS), ha consentito ai ricercatori di scoprire ben 42 sistemi planetari in formazione all'interno della Nebulosa di Orione. Questi sono stati divisi in due grandi tipi: quelli che si trovano vicini alla stella più luminosa del cluster (Theta 1 Orionis C) e quelli invece che sono lontani da essa.

Questa stella riscalda il gas nei Proplyds vicini rendendoli in grado di brillare e di essere quindi visibili. I dischi che invece sono più lontani non ricevono sufficiente radiazione dalla stella per riscaldare il gas, perciò possono essere individuati solamente come silhouette scure sullo sfondo luminoso della Nebulosa.

Le particolari forme sono dovute al vento stellare che investe i gas della nebulosa creando forme a boomerang, a freccia... insomma tra le più strane.



E' estremamente raro riuscire a vedere immagini dei proplyds nella banda della radiazione visibile. Occorre ringraziare l'alta risoluzione e la sensibilità di Hubble nonché la vicinanza della Nebulosa di Orione alla Terra.


Tutte le 30 foto a questo link (da non perdere)
http://www.spacetelescope.org/news/html/heic0917.html



tratto da: http://newsspazio.blogspot.com/

Scoperta una “Super Terra” a circa 40 anni luce da noi

A 40 anni luce dal nostro pianeta c’é una “superterra”: è un pianeta più grande della Terra, ma anche molto più piccolo rispetto ai numerosi pianeti giganti finora scoperti all’esterno del Sistema Solare, ha una debole atmosfera ed è ricco di ghiaccio. Lo descrive su Nature il gruppo di astronomi guidati dall’americano David Charbonneau, dell’università di Harvard, ed è stato scoperto con un telescopio simile a quelli amatoriali. Il nuovo pianeta, chiamato GJ 1214b, è circondato da una debole atmosfera e probabilmente è ricco di ghiaccio d’acqua, anche se allo stato cristallino.





Per le sue dimensioni rientra nella categoria delle “superterre”, che hanno una massa compresa fra 1,9 e 10 volte quella della Terra. Con una massa che è circa sei volte quella del nostro pianeta e il raggio di 2,7 volte quello terrestre, GJ1214b impiega solo 38 ore per orbitare intorno alla sua stella: una nana rossa dalla quale dista due milioni di chilometri, 70 volte in meno della distanza Terra-Sole. La temperatura della superficie, secondo i calcoli, è di circa 200 gradi centigradi, infernale dunque per la vita. Sono molti gli elementi che rendono interessante la scoperta, a partire dagli strumenti che l’hanno resa possibile: un sistema di telescopi ottici basati a terra con lenti dal diametro di 40,6 centimetri del tutto simili a molti strumenti amatoriali. Un elemento che, secondo gli esperti, apre nuove prospettive nella caccia di eventuali gemelli della Terra perché anche queste tecnologie hanno dimostrato di poter scoprire pianeti grandi più o meno quanto la Terra in orbite calde e ospitali per la vita. Si tratta, inoltre, di uno dei pochi pianeti extrasolari scoperti con la tecnica dei transiti. Il precedente più noto è Corot-7b, che ha la stessa massa di GJ 1214b, ma il raggio più piccolo, a indicare che la composizione dei due pianeti è diversa. Mentre Corot-7b ha un cuore roccioso e potrebbe essere ricoperto di lava, gli astronomi ritengono che per tre quarti GJ 1214b sia composto di ghiaccio d’acqua allo stato cristallino e che il resto sia silicio e ferro. I modelli teorici indicano infine che il pianeta dovrebbe essere circondato da un’atmosfera spessa 200 chilometri che, data la vicinanza alla Terra, potrà essere studiata con una certa facilità.

tratto da: http://www.ansa.it/

Per le feste di Natale, da Hubble un’immagine piena di colori…!

Si direbbe… proprio in tempo per le feste: una stupenda e coloratissima “cartolina” dal Telescopio Spaziale Hubble, che comprende al suo interno centinaia di stelline color blu brillante, circondate da “nuvole” calde e protettrici. L’immagine (che ci piace definire natalizia) è anche la visione più dettagliata mai ottenuta della più grande zona di formazione stellare negli intorni della nostra Galassia.





Il raggruppamento di stelle giovani e di grande massa, chiamato R136, è vecchio “appena” pochi milioni di anni e si trova nella regione della nebulosa 30 Doradus, una zona di turbolenta formazione stellare, a sua volta contenuta nella Grande Nube di Magellano (LMC, da Large Magellanic Cloud), una galassia satellite della nostra Via Lattea.



Bisogna dire che non si trova nella nostra galassia una regione di formazione stellare così estesa e prolifica come 30 Doradus: basti pensare che molti dei “piccoli diamanti blu” nell’immagine risultano essere tra le più grandi stelle conosciute, ed alcune sono pesanti più di cento volte il nostro Sole! Tali stelle così grosse sono destinate però a vita breve, dunque ci si attende che si trasformino – in una sorta di fuochi di artificio cosmici – in supernovae entro pochi milioni di anni.


L’immagine, acquisita in banda ultravioletta, visibile e in rosso dalla nuova Wide Field Camera 3, – uno degli strumenti montati di recente su Hubble dall’ultima missione astronautica, avvenuta quest’anno – copre una estensione di circa 100 anni luce. La nebulosa è abbastanza vicino alla Terra perché Hubble riesca a rilevare stelle singole al suo interno, fornendo agli astronomi importanti informazioni sulla nascita e sull’evoluzione delle stelle nell’Universo. Il colore blu deriva dalla luce delle stelle più calde e massive; il verde dall’inviluppo ricco di ossigeno; il rosso dall’idrogeno interessato da fenomeni di fluorescenza. …

martedì 15 dicembre 2009

SCOPERTI FORSE DEI MICROORGANISMI DALLA NASA SULLA LUNA

Due giorni fa precisamente sabato 12 dicembre 2009 il sito web DNAIndia.com ha pubblicato il seguente articolo







http://www.dnaindia.com/scitech/report_indian-scientists-detect-signs-of-life-on-moon_1322785





dai toni molto colorati e pieni di sensazione. Vorrei riassumerne il succo portando alla luce i fatti.



Dunque, l'argomento è la Luna e la sonda Chandrayaan-1, la prima missione spaziale indiana ad aver orbitato intorno al nostro satellite.



La notizia è che gli strumenti scientifici a bordo di Chandrayaan-1 avrebbero registrato la presenza di composti organici sulla superficie lunare. Questi composti sono molecole in cui vi è presente il Carbonio, mattone fondamentale della vita sulla Terra.



Surendra Pal, direttore associato del Satellite Satellite Centre dell'Agenzai Spaziale Indiana (ISRO), ha dichiaro che le firme di tali composti sono stati rilevati dallo spettrometro di massa a bordo del Moon Impact Probe (MIP), il piccolo payload a bordo di Chandrayaan-1 e fatto impattare sulla superficie lunare il 14 novembre 2008, vicino al polo sud lunare. I dati ottenuti sono stati inviati a Terra nei momenti precedenti alla distruzione del payload stesso.



Il direttore dello space physics laboratory dell'ISRO R. Sridharan il quale dirige il team di scienziati che analizzano i dati di MIP ha dichiarato: "E' troppo presto per dire qualunque cosa".



L'articolo di DNAIndia dice poi genericamente di aver avuto conferma dei rilevamenti intervistando altri "non precisati" scienziati della missione Chandrayaan-1, i quali avrebbero dichiarato: "Sono stati osservati certi numeri atomiche che indicano la presenza di componenti a base carbonio. Questo suggerisce la possibilità della presenza di materia organica sulla Luna".



Gli scienziati della missione Chandrayaan-1 stanno analizzando i dati ed uno di questi (anch'esso non precisato) avrebbe detto: "Potrebbe trattarsi di comete o meteoriti che hanno depositato la materia [i composti organici rilevati] sulla superficie lunare [...] ma la presenza di larghe falde di ghiaccio nelle regioni polari della Luna e la scoperta di molecole d'acqua in tali regioni dà credito alla possibilità della presenza di materia organica laggiù".



Ipotesi quindi affascinanti, ma per adesso solamente ipotesi. Curiosamente tracce di aminoacidi e/o loro precursori furono scoperti anche dalle missioni lunari Apollo, ad esempio nei campioni di roccia lunare portati a Terra da Apollo 11.



Questi i fatti presentati. Aspettiamo eventuali nuove notizie e/o ulteriori conferme.

tratto da: http://www.newsspazio.blogspot.com/

La danza magnetica di Titano e Saturno

Durante il suo ultimo fly by con Titano, la più grande luna di Saturno, la sonda Cassini della NASA ha studiato l’interazione tra il campo magnetico del pianeta e quello del satellite. Il fly by si è avuto nella serata dell’11 dicembre, ora californiana, poco dopo la mezzanotte del 12 dicembre di tempo universale.





Man mano che Titano si fa strada nella magnetosfera che circonda Saturno, e che possiamo pensarla come un’enorme “bolla” magnetica, esso crea una scia nelle linee del campo magnetico che fuoriescono dal pianeta.

Il fly by permetterà agli strumenti a bordo della sonda Cassini di studiare il campo e le particelle che si allontanano fino a circa 5.200 chilometri dal satellite, una regione ancora del tutto sconosciuta. Altri strumenti prenderanno in esame le nubi di Titano.

Ad un incontro più ravvicinato, Cassini si verrà a trovare a circa 4.900 chilometri dalla superficie di Titano.

L’ultimo fly by di Cassini con Titano, Cassini si è avuto circa due mesi fa: questo è il sessantaquattresimo dall’inizio della missione.



Titano viene visto come una sorta di “mondo fratello” della Terra, in quanto ha una superficie coperta di materiale organico e un’atmosfera la cui composizione chimica ricorda quella primordiale del nostro pianeta.

tratto da: http://www.gruppolocale.it/

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Posted by GUARDIAMO A 370° 16:41, under | No comments

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lunedì 14 dicembre 2009

Ci sono voluti solo 2 anni per riempire il Mar Mediterraneo

Posted by GUARDIAMO A 370° 15:15, under | No comments

A pensarci fa una certa impressione: a quanto pare ci sono voluti appena due anni per riempire il Mediterraneo. Grazie ad un canale di circa 200 chilometri scavato dall'Oceano Atlantico in corrispondenza dello Stretto di Gibilterra, un'alluvione che sarebbe durata da qualche mese fino a un massimo di due anni avrebbe riempito del 90% il mare che oggi circonda l'Italia.





A dimostrarlo e' stato uno studio condotto da ricercatori spagnoli guidati da Daniel Garcia-Castellanos dell'istituto di ricerca spagnolo Csic di Barcellona. La ricerca e' stata pubblicata su Nature e ripresa sul sito della Bbc.



Secondo gli scienziati, il mare Mediterraneo si separò dall'Oceano Atlantico, prosciugandosi, circa 5 milioni di anni fa. I ricercatori spagnoli, studiando i dati sismici e il comportamento dei laghi tettonici, quelli che si formano per sprofondamento del terreno, sono riusciti a creare un modello computerizzato in grado di ricostruire la portata dell'erosione provocata dalle acque dell'Oceano Atlantico e i tempi in cui questo processo avvenne.



Secondo lo studio, all'inizio il flusso sarebbe stato lento con l'acqua che passava attraverso un piccolo canale. Successivamente, pero', l'acqua avrebbe eroso un canale piu' grande causando una repentina e catastrofica alluvione.



Precedenti stime avevano suggerito che l'alluvione si fosse protratta per ben 10mila anni, un periodo molto piu' lungo rispetto ai due anni ipotizzati dai ricercatori spagnoli.



"Questa improvvisa alluvione - hanno spiegato su Nature Garcia-Castellanos e i suoi colleghi - potrebbe aver provocato dei picchi di innalzamento del livello del Mediterraneo di piu' di 10 metri al giorno".



Secondo lo studio spagnolo, nell'area dell'attuale Stretto iniziarono a prodursi 'fessure' e l'acqua inizio' a fluire dall'Atlantico al Mediterraneo con un flusso equivalente a mille volte quello del Rio delle Amazzoni, il fiume piu' impetuoso della terra. L'acqua circolava a oltre 100 chilometri all'ora, ha spiegato a El Periodico Garcia Castellanos, e cadeva nel Mediterraneo da un dislivello di almeno un chilometro, su un fronte di quasi 200 chilometri.



Secondo Rob Govers, geologo dell'universita' di Utrecht, Olanda, per confermare questo dato si dovrebbe ora misurare il volume dei sedimenti che sono stati portati via dall'oceano durante l'erosione per verificare che effettivamente corrispondano al materiale che avrebbe costituito in passato il passaggio aperto dall'Atlantico

tratto da: http://mysterium.blogosfere.it/

Svelato il segreto della spirale di luce in Norvegia - era il missile russo Bulava.

Anche stavolta il web è stato messo a rumore per nulla. Nei giorni scorsi molti siti - anche italiani - hanno riportato la notizia di una 'misteriosa' striscia o spirale di luce in Norvegia, che aveva fatto subito pensare a qualche strana prova di una visita extraterrestre.





Noi qui a Mysterium abbiamo evitato di riportarla, proprio perché ci era sembrata da subito alquanto dubbia.



Ora ecco che arriva la spiegazione, e non ci voleva nemmeno molto a trovarla: Mosca ha fallito per la nona volta il lancio di un nuovo missile Bulava, ma ha divertito i norvegesi con una striscia di luce nella notte stellata. Il test e' avvenuto il giorno 9 dicembre. "Le prime due fasi del lancio si sono svolte senza problemi, ma nella terza e ultima fase c'e' stato un errore tecnico", ha spiegato una nota del ministero riferita da agenzie di stampa russe.



Il lancio, partito dal sottomarino Dmitri Donskoy, avrebbe dovuto fornire un segnale di rassicurazione per le forze armate russe dopo che il Bulava si era rivelato un flop per altre otto volte, tanto che a luglio Yuri Solomonov, capo dell'Istituto di tecnologia termica, responsabile delle sviluppo del missile, fu obbligato a dimettersi dalla carica.



I risultati del test non gioveranno certamente all'orgoglio di Mosca, impegnata con Washington in una trattativa che porti alla sostituzione dello Start, scaduto il 5 dicembre, con un nuovo accordo per la riduzione degli armamenti. Tutto cio' che il Bulava della scorsa notte e' riuscito a fare e' stato di colorare la notte norvegese con una luce bianca. Qualcuno vi ha visto un segnale della presenza di un Ufo, altri vi hanno letto un segnale divino alla vigilia della visita di Obama e sicuramente vi sara' stato chi ha accennato alla stella cometa o, viste le latitudini, alle renne di Babbo Natale.



"La luce e' apparsa per due-tre minuti, non credevo ai miei occhi", ha raccontato il fotografo dilettante Jan Petter Jorgensen, che l'ha catturata con il proprio obiettivo. Mosca nega collegamenti tra il fallimento del lancio e la luce apparsa nella notte sul cielo di Tromso, ma Pavel Felgenhuaer, analista di sistema di difesa, ha assicurato che "quando i test falliscono fenomeni di luce come questo possono accadere e sono gia' accaduti". Per i norvegesi, e i loro bambini, e' stato uno spettacolo innocuo e, anzi, affascinante. Per i russi, un po' meno. Descrivendo l'ultimo fallimento "imbarazzante", Felgenahuer mette in dubbio la capacita' russa di possedere un deterrente nucleare. "Se i problemi non verranno risolti -avverte- entro il 2030 la Russia potrebbe perdere la posizione di terza potenza nucleare mondiale".

Una stella in più nell'Orsa Maggiore. Sono, in tutto, nove.

Un gruppo di scienziati americani che mette insieme astronomi della Nasa, del Museo Americano di Storia Naturale, dell'Universita' di Cambridge e del California Institute of Technology ha scoperto una nuova stella nell'Orsa Maggiore, tradizionalmente ritenuta composta di sette stelle visibili, più una.





Finora gli astrofisici erano convinti che la piu' celebre costellazione del cielo boreale avesse otto stelle, anche se soltanto sette sono visibili ad occhio nudo: Alcor, una piccola stella che sovrasta Mizar, la mediana del timone del Grande Carro, e' infatti praticamente invisibile a occhio nudo (ed è anzi usata a volte in un test della vista). Ora pero' ad Alcor e' stata aggiunta una compagna ancor piu' piccola: una nana rossa che le orbita attorno a 80 anni luce dalla Terra e che è stata chiamata Alcor B.



Alcor B ha la massa di un quarto di quella del Sole e di un ottavo di Alcor A.



'Abbiamo usato una nuovissima tecnica per determinare che un oggetto orbita accanto a una stella vicina ed e' una tecnica che rende omaggio a Galileo Galilei", ha detto al New York Times Ben Oppenheimer, un astrofisico del Museum of Natural History.



"400 anni fa Galileo aveva capito che se Copernico aveva ragione, che la Terra orbita attorno al Sole, avrebbe potuto mostrarlo osservando il movimento in parallasse delle stelle piu' vicine", ha detto Oppenheimer.



Il movimento in parallasse si riferisce al modo con cui le stelle sembrano muoversi nell'arco di un anno perche' dalla Terra le osserviamo da punti di vista lievemente diversi via via che il nostro pianeta ruota attorno al Sole. Mappando le posizioni di Alcor A e Alcor B in differenti momenti dell'anno gli scienziati sono riusciti a dimostrare che le due stelle sono compagne che si muovono assieme in uno schema diverso dalle stelle piu' distanti sullo sfondo.

tratto da: http://mysterium.blogosfere.it/

Norvegia: misteriosa luce nel cielo. Buco nero, missile, UFO o cosa?


UFO, fenomeno atmosferico o apparizione messianica? Non si può ancora dire ma per ora l’ipotesi che si può escludere più di tutte è un lavoro fatto con Photoshop o in postproduzione video. Insomma sembra proprio che il fatto sia avvenuto davvero. Ma cos’è successo nei cieli norvegesi stamattina? E’ successo che la zona più nord ha potuto assistere a un peculiare spettacolo in cielo per ora incatalogabile, che gli stessi testimoni norvegesi derubricano dalla fenomenologia delle aurore che si possono ammirare in quelle terre. La formazione di una sorta di “buco nero” a spirale, molto simile a come li immaginano i film di fantascienza. L’apertura di un buco in cielo, iniziato con l’apparazione di un globo luminoso che irradiava anelli di luce. In poco tempo, gli anelli hanno preso la forma di spirale, colorandosi di bianco verso l’esterno e di blu verso il nucleo di origine. Fino a diventare in breve tempo la cosa più grande in cielo in quel momento, più della luna. Stando alle testimonianze, la spirale ha percorso un tratto di cielo, lasciando dietro di sé una scia bluastra.


Il fenomeno è durato meno di un minuto, fino al collasso della spirale luminosa. Che però ha lasciato in cielo un buco vuoto, senza luce. L’avvenimento è stato ripreso da vari giornali norvegesi e documentato con foto e video. Al momento, spiegazioni sulle possibili origini non ce ne sono. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che il fenomeno possa essere stato generato da un missile russo, ma sia le autorità norvegesi che l’ambasciata di Mosca a Oslo hanno smentito. E se si tratta di una “bufala”, è costruita davvero bene.


Saturno e il mistero dell’abnorme esagono

Ritorna in auge il grande mistero “geometrico” di Saturno, uno dei pianeti più affascinanti del Sistema Solare. La sonda Cassino che lo sta studiando da vicino ha inviato nuove immagini del gigantesco esagono situato nell’area del polo nord del pianeta. Un’immensa figura perfetta grande due volte la Terra.





L’esagono orbita intorno alla zona polare del pianeta e si mantiene stabile in quella posizione. Era già stato osservato ai tempi dalla navetta Voyager negli anni ‘80. Ma per la prima volta Cassini ne ha documentato la natura in modo ancora più definito e suggestivo.



La situazione era ideale visto che è finalmente tornata la Primavera (l’inverno era durato 15 anni) e Cassini per la prima volta in cinque anni ha inviato immagini nuove di pacca dell’esagono. La figura ruota su se stessa, a 77 gradi nord di Saturno, ma è ancora in vasta parte misterioso, il più interessante fenomeno meterologico del sistema solare finora scoperto.




E’ proprio la sua longevità estrema il punto di interesse maggiore visto che ad esempio sulla Terra i fenomeni meteo durano massimo una settimana. L’esagono diventa così importante come le macchie rosse di Giove anche se qui ci troviamo di fronte a una sorprendente perfezione delle linee, merito di una strana corrente regolare.

tratto da: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

martedì 8 dicembre 2009

La città segreta dei Maya

Posted by GUARDIAMO A 370° 14:43, under ,, | 2 comments


Dopo anni di ricerche e studi alcuni archeologi hanno ritrovato nella giugla del Guatemala la città Maya di El Mirador, capitale nel 600 a.C. del leggendario regno di Kan che i Maya tramandarono nei loro miti. La città era quasi una metropoli per l'epoca: 100 mila abitanti e una superficie di 39 chilometri quadrati. Per i ricercatori le tracce di questa città sono importanti perché testimoniano che l'origine della civiltà Maya deve essere anticipata di un millennio rispetto a quanto pensato finora.


Nel disegno sopra  una ricostruzione di El Mirador.
 
 
Questi sono i sotterranei di una delle tante piramidi che componevano la città. Precisamente ci troviamo nella cosiddetta "Struttura 34". La sua struttura interna e esterna, dove si trovano fregi e mascheroni, dimostra quanto i Maya fossero abili architetti.
 

 
Un piatto di terracotta con il simbolo della dinastia Kan (Serpente) che, secondo la mitologia di El Mirador, regnò sui Maya molto tempo prima dell'epoca cristiana.
 



 
tratto da: http://www.focus.it/

Una supernova molto strana


Era il 2002 quando KAIT (Katzman Automatic Imaging Telescope), il sistema automatico di osservazione installato presso il Lick Observatory, individuò l'accensione di una supernova nella galassia NGC 1821. L'esplosione stellare, battezzata SN 2002bj, venne sbrigativamente catalogata come una supernova di Tipo II e subito archiviata.

Lo scorso giugno, mentre cercavano dati relativi alle supernovae per un loro impiego quali candele campione, Dovi Poznanski e il suo team si imbatterono in SN 2002bj e immediatamente si resero conto dell'errore di classificazione. Nello spettro, infatti, era completamente assente l'idrogeno, inoltre sembrara fare la sua comparsa il vanadio, un elemento mai riscontrato in uno spettro di supernova. Ma non era questa l'unica particolarità di SN 2002bj.
Ricostruendo la curva di luce dell'evento, gli astronomi notavano anche l'incredibile rapidità con la quale la supernova aveva perso luminosità ed era scomparsa dal campo visivo. Di solito una supernova resta visibile per tre o quattro mesi, ma nel caso di SN 2002bj il tempo trascorso dall'accensione fino al suo ritorno nel buio del cosmo era stato solamente di 27 giorni. C'era dunque il sospetto fondato che si potesse trattare di un nuovo tipo di supernova.
L'idea del possibile scenario cui ricondurre SN 2002bj è venuta a Poznanski andando a rileggere uno studio pubblicato su Astrophysical Journal Letters nel 2007 relativo ad AM Canum Venaticorum, un sistema stellare composto da due nane bianche. In tale sistema, quando la componente primaria accumula una quantità sufficiente di elio, si innesca un'esplosione termonucleare che coinvolge il suo strato più esterno. Si tratta di un fenomeno piuttosto comune (si parla di accensione di una nova), ma di solito il materiale accumulato dalla stella a spese della compagna è idrogeno.
Se lo scenario è applicabile a SN 2002bj, l'esplosione osservata sarebbe quella di una nova particolarmente energetica, in grado di sintetizzare un elemento pesante quale il cromo. Dato che il cromo è destinato a decadere prima in vanadio e poi in titanio, la presenza del vanadio nello spettro di SN 2002bj non è poi così sorprendente.
Il termine più adatto per l'esplosione avvenuta nella galassia NGC 1821, dunque, non sembra essere quello di supernova, bensì quello di "super nova" o, come scherzosamente ha suggerito Cristopher Stubbs (Harvard University) giocando sul fatto che la sua luminosità è stata un decimo di una supernova di tipo Ia, siamo in presenza di una "supernova .Ia".

tratto da: http://www.coelum.com/

I segreti del buco nero Crazy Diamond - il più brillante oggetto cosmico mai osservato.

Chissà se nella denominazione di 'Crazy Diamond' avrà avuto un ruolo la celebre meravigliosa suite scritta dai Pink Floyd nell'album Wish you were here. Penso di sì. Certo che comunque è interessantissimo quello che sta venendo fuori dalla ricerca intorno al buco nero chiamato con questo nome.





"Sono laboratori di fisica strepitosi" e per questo i buchi neri riserveranno ancora moltissime sorprese in futuro: ne e' convinta Patrizia Caraveo, dell'Istituto nazionale di Astrofisica (Inaf).



La ricercatrice coordina la squadra italiana impegnata nel satellite Fermi alla quale si devono le osservazioni del buco nero "Crazy Diamond", attualmente l'oggetto cosmico piu' brillante mai osservato.



Da questo oggetto, osserva Caraveo, "c'e' da aspettarsi un altro giro di ottovolante, con una serie di saliscendi nel flusso di energia che emette". Acrobazie che avvengono in condizioni nelle quali la fisica e' spinta a condizioni estreme: "i buchi neri - spiega l'astrofisica - riescono ad accelerare particelle ad energie che i piu' potenti acceleratori non sognano nemmeno lontanamente".



Questi straordinari laboratori cosmici potrebbero permettere di studiare alcuni effetti della teoria della relativita' generale di Einstein, o l'interazione delle particelle con campi elettrici e magnetici altrimenti irraggiungibili". E' percio' una fortuna che in questo momento ben due telescopi spaziali siano puntati su un oggetto come Crazy Diamond: Agile, dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), e Fermi, lanciato dalla Nasa con la partecipazione di Asi, Inaf e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).



Ipotizzati all'inizio degli anni '70 dall'astrofisico Steven Hawking, i buchi neri sono ancora tra gli oggetti piu' misteriosi e affascinanti del cosmo. In quasi 40 anni le conoscenze sono aumentate. Si sa, per esempio, che i giganteschi buchi neri che si trovano al centro di alcune galassie possono ingurgitare materia in quantita' cosi' abbondanti che alla fine non riescono ad assorbirla e alla fine sono costretti a ributtarla fuori con getti spettacolari e ad altissima energia e su diverse lunghezze d'onda, le piu' potenti delle quali sono raggi gamma.



"Il primo passo per capire la fisica che genera la formazione dei getti e l'emissione di energia - spiega Caraveo - e' poter osservare le emissioni a tutte le lunghezze d'onda".



Per questo, su iniziativa delle squadre responsabili di Agile e Fermi, e' nata una sorta di "orchestra" spaziale che riunisce tutti i satelliti specializzati nell'osservazione delle emissioni ad altissima energia, come l'americano Swift, l'europeo Integral e il giapponese Suzaku. Il programma che li accomuna si chiama Target of Opportunity (ToO) e l'obiettivo ambizioso e' realizzare il sogno di Hawking: capire la fisica che permette la formazione dei getti di materia ed energia.

tratto da: http://mysterium.blogosfere.it/

Nel Sud della Germania, 7000 anni fa, le prove di un cannibalismo di massa ?


Giornali e siti nel mondo ne stanno parlando e forse è difficile trarre conclusioni definitive. Quando si parla di cannibalismo, in fatto di paleontologia, infatti la tentazione del lancio della notizia clamorosa, è sempre in agguato. Però certo lo studio è serio, e merita attenzione.

Un ritrovamento di resti umani nel sud-est della Germania mostrerebbe che in Europa settemila anni fa si praticava il cannibalismo di massa. E' quanto scrive la rivista Antiquity, citata dalla Bbc.
Un gruppo di archeologi guidati da Bruno Boulestin dell'Universita' di Bordeaux ha analizzato i resti di oltre 500 corpi del Neolitico ritrovati nel villaggio di Herxheim, tra il 1996 e il 2008. In base a quanto rivelato dall'archeologo, le ricerche effettuate dal gruppo mostrano che le ossa sono state tagliate e spaccate deliberatamente, un atto che indica il cannibalismo.
''Abbiamo trovato gli stessi metodi utilizzati per cucinare allo spiedo gli animali anche sui resti umani'', ha detto Boulestin che ha parlato anche di segni lasciati dai denti sulla carne. Lo stesso archeologo ha però precisato che è piuttosto difficile dimostrare che le ossa siano state cucinate deliberatamente.
Tra i resti figurano anche quelli di bambini e di feti.
Tuttavia, alcuni scienziati respingono la teoria del cannibalismo suggerendo che il taglio di parti del corpo potesse invece far parte di un rito per la sepoltura.

 
tratto da: http://mysterium.blogosfere.it/

Bulgaria: il Santo Graal? Un programma per salvare l’umanità


Ormai su miti e leggende si sente di tutto. L’ultima, in ordine di apparizione, è una voce non controllata che arriva dalla Bulgaria. Il mitico “Santo Graal”, il calice che Gesù Cristo utilizzò nell’ultima cena, si troverebbe in questa nazione. Ma non si tratterebbe di una semplice coppa o di un qualcosa di metaforico, ma di un vero e proprio programma per salvare l’umanità. Questa reliquia insegnerebbe alla gente su come proteggersi dalle calamità imminenti. Lo sostiene un ex ufficiale militare in pensione ed esperto in codici segreti, l’ingegnere colonnello Peycho Todorov, originario della città di Veliko Tarnovo. Nel corso degli anni il mito-ricercatore ha avuto accesso a informazioni segrete sugli UFOs sul territorio della Bulgaria e della Russia e su tutte le operazioni segrete per la ricerca di antichi tesori, organizzate dalle autorità in quel periodo. Grazie alle sue capacità di decifrazione, Peycho Todorov ha determinato il luogo in cui si troverebbe la reliquia, che sarebbe stata anche menzionata da una chiaroveggente bulgara. “2300 anni fa quando Alessandro il Grande conquistò l’Egitto, una delle ricchezze più grandi dei faraoni fu provata essere nascosta nelle terre bulgare. In qualche parte delle Strandzha Mountain esiste ancora un enorme sarcofago in pietra, che ha portato in questi luoghi carovane di cammelli. Tuttavia, le persone cresciute spiritualmente non hanno ancora trovato il sarcofago e vedere cosa c’è all’interno“, sostiene l’ingegnere Todorov. Secondo sempre Peycho Todorov, la lastra di pietra si troverebbe ancora in qualche parte delle Strandzha Mountain. La storia dell’umanità con antiche lettere, insieme anche al modo in cui proteggerci dal prossimo Armageddon. Che sia per davvero il Santo Graal o qualcos’altro non verrà mai scoperto da nessun archeologo noto. Verrà individuato solo da una persona benedetta e pura. Todorov avrebbe inviato una lettera al presidente degli USA, Barack Obama, per informalo che un asteroide si starebbe avvicinando alla Terra.


tratto da: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

Cina: declassificato “X-Files” di avvistamento UFO di un pilota d’aereo


Si tratta di una dettagliata relazione, riguardante l’incontro tra il pilota di un volo commerciale con un oggetto volante non identificato, che comprende anche le immagini radar e le registrazioni dei colloqui tra il pilota e la torre di controllo del locale aeroporto. L’evento si è verificato il 18 marzo scorso nei cieli di Shanghai. Quel giorno centinaia di lettori tempestarono di chiamate il giornale locale “Xinmin Evening Times”, per segnalare la presenza nel cielo di uno strano oggetto: tra le telefonate giunte alla redazione, una fu fatta da un certo Jin Xin, direttore della Torre di controllo del vicino aeroporto di Hongqiao. Egli raccontò al suo interlocutore che il personale in servizio alla torre di controllo aveva registrato sui propri radar la presenza di un UFO.


In quella circostanza, fu chiesto ad un pilota di linea commerciale, decollato proprio in quei minuti, di provare ad intercettare l’oggetto. Il pilota accettò ed avvicinatosi all’UFO riferì che lo strano oggetto appariva composto di due parti e girava costantemente intorno al suo aereo. Si trattava di una palla infuocata che possedeva straordinarie caratteristiche di volo e di accelerazione e variava il proprio colore dal rosso al nero. Ad un certo punto, l’oggetto decelerò bruscamente e si separò in due tronconi, uno di forma sferica e l’altro di forma rettangolare continuando a viaggiare in direzione nord-est in volo livellato fino al momento in cui salì bruscamente nel cielo per poi scomparire. Il testimone, Zhu Zhaoyuan, era un pilota di provata esperienza che volava per la Jinan Airlines.


Questo caso, fu indagato da alcune organizzazioni specializzate nel campo ufologico e da alcuni scienziati che ipotizzarono, in questo caso, l’incontro con un vero e proprio oggetto non terrestre. Nel processo di rilascio di questo stupefacente file, un ricercatore del Purple Mountain Observatory, Liu Yan, ha rivelato che l’Ente per il quale lavora ha spesso indagato sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati segnalati dal pubblico e che solo al 90% di essi si è giunti a dare una spiegazione plausibile.


tratto da:  http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

domenica 6 dicembre 2009

Kbat746432 Clamoroso FALSO di un'autopsia di un alieno

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:00, under ,,,,,, | No comments


Secondo quanto riportato da William Matchen,nell’Ottobre del 2005 sarebbe stato messo on line un filmato misterioso della durata di pochi secondi,accompagnato da una lettera ,in lingua russa sul sito www.kbat746432.info. Il mittente si presenta come uno scienziato russo anonimo, facente parte del progetto Kbat746432,desideroso di rendere pubbliche delle prove di fondamentale importanza per la vita sulla Terra. Secondo tale scienziato,nel 2000,un velivolo alieno si sarebbe schiantato nel Mare di Kara, in Siberia. Dall’incidente sarebbe stato recuperato un microchip, le cui immagini,decodificate e mostrate in parte nel filmato,rivelerebbero l’esistenza di sperimentazioni da parte di alieni su esseri umani. Poco dopo,il sito originale sarebbe stato chiuso e il mittente si è reso irrintracciabile. Il microchip sarebbe stato recuperato in una lenta situata nell’occhio dell’alieno e con speciali macchinari decodificato. Il contenuto mostra una donna che giace su una specie di tavolo, con una mano artigliata che rimuove un lungo ago,dalla parte bassa dello stomaco.

Qualche tempo dopo nel 2007 si è scoperto che il filmato non era altro che uno spezzone del trailer del film "THE BEINGS"


sabato 5 dicembre 2009

Addestramento SpaceX ad astronauti NASA


Torniamo a parlare di Space Exploration Technologies (SpaceX), una delle due società private a cui la NASA ha assegnato un contratto per i rifornimenti cargo alla Stazione Spaziale Internazionale.

Recentemente SpaceX ha condotto per la prima volta una sessione di addestramento preliminare ad un gruppo di astronauti NASA, incentrata sulle procedure che l'equipaggio della Stazione Spaziale Internazionale dovrà adottare per interfacciarsi ed utilizzare la capsula Dragon durante l'avvicinamento alla Stazione ed anche dopo, durante il periodo di aggancio alla Stazione.

Tre degli astronauti partecipanti, Tracy Caldwell Dyson, Shannon Walker e Douglas Wheelock saranno a bordo della ISS il prossimo maggio 2010 e faranno parte dell'equipaggio che per primo accoglierà la capsula Dragon. Gli astronauti sono quindi stati aggiornati sulle procedure di accesso alla capsula, sua abitabilità, gestione dei payload e controllo del veicolo per mezzo della Commercial Orbital Transportation Services (COTS) Ultra High Frequency (UHF) Communication Unit.

Si è trattato di uno step importante per la SpaceX e per tutta l'industria spaziale privata. Le parole del presidente Elon Musk: "SpaceX è onorata di opsitare gli equipaggi della ISS per queste sessioni preliminari di addestramento e non vediamo l'ora di offrire alla NASA i nostri servizi nell'ambito dei programmi COTS e dei contratti CRS".
All'interno del programma COTS SpaceX effettuerà tre voli con la navetta Dragon, la quale arriverà in prossimità della Stazione per poi agganciarsi con essa (nei voli due e tre)

Dopo il completamento di questi primi voli dimostrativi SpaceX inizierà i servizi di rifornimento della Stazione (Commercial Resupply Services, CRS) per 12 voli tra il 2010 ed il 2015.
A questo indirizzo una simulazione della missione SpaceX





Cassini: risolto mistero dei laghi di Titano

Immaginiamo che l’acqua dei Grandi Laghi del Nord America evapori e si riversi nell’emisfero Sud a riempire nuove conche d’acqua. E che migliaia di anni dopo il processo si ripeta all’inverso. È proprio quello che un gruppo di ricercatori afferma accadere sulla più grande luna di Saturno, Titano.


Grazie ai dati raccolti dalla sonda Cassini-Huygens, missione NASA-ESA-ASI partita 12 anni or sono, gli scienziati sono riusciti a trovare una plausibile spiegazione dell’asimmetria nella distribuzione dei laghi di Titano. L’intrigante teoria, annunciata sulla rivista Nature Geoscience, può aiutare a far luce sui cicli climatici di altri pianeti, come le periodiche glaciazioni della Terra.




I laghi di Titano sono diversi dai nostri. Contengono principalmente metano, un gas che diventa liquido a temperature inferiori ai -180 °C sotto zero. La cosa strana è che la maggior parte dei bacini individuati finora su Titano è concentrata nell’emisfero settentrionale, mentre a latitudini meridionali la luna di Saturno appare una landa semidesertica. Al Nord la concentrazione di laghi è 20 volte superiore. Perché questa disparità? Inizialmente si era pensato a una diversa configurazione topografica. Ma le immagini del Synthetic Aperture Radar di Cassini lo hanno escluso, rivelando che la morfologia del terreno è simile, sia a Nord che a Sud. Un’altra ipotesi prendeva in considerazioni le variazioni stagionali di temperatura. Un anno su Titano corrisponde a 29 anni e mezzo sulla Terra. L’estate dura 15 anni (altrettanti l’inverno), un tempo troppo breve per svuotare bacini di metano profondi centinaia di metri.



Sarebbero in gioco, invece, processi molto più lunghi che chiamano in causa l’eccentricità dell’orbita di Saturno . Proprio come le variazioni dell’asse terrestre contribuiscono a glaciazioni ogni 100 mila anni, così su Titano avvengono cicli climatici di circa 45 mila anni. Questi cicli non provocano glaciazioni, ma la migrazione dei laghi di idrocarburi. L’orbita oblunga di Saturno intorno al sole espone alcune parti di Titano a quantità maggiori di luce solare, che incidono sui cicli di precipitazione ed evaporazione del metano. Durante l’estate australe, Titano si trova il 12% più vicino al Sole rispetto all’estate boreale. Come risultato le estati al Nord sono più lunghe e miti, quelle a Sud più brevi e intense.



“In questa configurazione orbitale, la differenza tra evaporazione precipitazioni non è uguale nelle diverse stagioni. Questo significa che vi è un trasporto netto di metano da Sud a Nord", ha detto Oded Aharonson del California Institute of Technology, principale autore dell’articolo. “Questo squilibrio provocherebbe un accumulo di metano, e quindi la formazione di numerosi laghi in più nell'emisfero settentrionale”.



Questa è la situazione che fotografiamo oggi, grazie alle performance della sonda Cassini che anche recentemente ci ha regalato spettacolari immagini delle aurore di Saturno. Ma su scala temporale di decine di migliaia di anni, i parametri orbitali di Saturno cambiano, portando Titano più vicino al Sole durante la sua estate a nord e più lontano nelle estati del Sud. Il processo quindi si inverte, con il trasporto di metano verso i laghi del sud. Il metano dei laghi nordici evapora, le circolazioni atmosferiche trasportano idrocarburi gassosi verso il polo opposto, dove si condensano, cadono come pioggia, e formano nuovi laghi. “Forse abbiamo trovato un esempio di cambiamento climatico a lungo termine su un altro oggetto del sistema solare, in analogia ai cicli climatici di Milankovitch della Terra", ha concluso Aharonson.
 
tratto da: http://www.asi.it/

Esplorando la galassia con “Cromoscopio”

Alcuni astronomi dell’Università di Manchester e di Cardiff hanno appena reso disponibile un nuovo affascinante modo di esplorare la galassia. Il nuovo strumento è raggiungibile online, è stato chiamato Cromoscopio (Chromoscope, in inglese) e permette a chiunque di esplorare la Via Lattea o le zone più remote dell’Universo, in maniera più facile e divertente di quanto fosse possibile finora.





Il sito può mostrare il cielo in un ampio intervallo di lunghezze d’onda, dai raggi gamma di alta energia fino alle lunghezze d’onda più lunghe tipiche delle onde radio.



Il principale sviluppatore del progetto, Stuart Lowe (Università di Manchester) ribadisce che Cromoscopio è un progetto di natura collaborativa.



“Cromoscopio usa dati da un insieme di osservatori, che includono il radio telescopio gigante a Jodrell Bank” ha detto “questo permette alle persone di esplorare le connessioni tra il cielo notturno che vediamo con i nostri occhi e il cielo che gli astronomi esplorano a diverse lunghezze d’onda, come il radio e l’infrarosso”.



Robert Simpson, membro del progetto (da Cardiff) aggiunge:

Cromoscopio getta nuova luce sugli oggetti a noi familiari, come la Nebulosa di Orione, la più vicina zona ove nascono nuove stelle. Questa visione dell’Universo è stata familiare agli astronomi professionisti per lungo tempo, ma Cromoscopio la rende accessibile a chiunque”.



Il sito di Cromoscopio è stato presentato alla dotAstronomy Conference a Leiden, in Olanda. dotAstronomy è la più grande conferenza annuale al mondo dedicata ai lavori che combinano la ricerca astronomica di punta con le ultime tendenze nelle tecnologie web.



Senza dubbio uno strumento interessante, che si va ad aggiungere ai diversi modi in cui – grazie alle tecnologie più recenti – è diventato davvero possibile farsi una idea abbastanza precisa del lavoro degli astronomi “di professione”, mediante soltanto un computer connesso a Internet, e (soprattutto) tanta curiosità e desiderio di conoscenza…!

TRATTO DA: http://www.gruppolocale.it/

FIERA DELL'ASTRONOMIA: DOMANI E DOMENICA A FORLI'


Domani e domenica si terrà  lo stent Coelum alla Fiera dell'Astronomia di Forlì.


Se volete andarci ecco l'orario
Orario dalle 9 alle 18.

Io non potrò andarci ma se vedete qualcosa di interessante non esitate a scrivermi...

UFO Equador: rivelazioni importanti sulla censura dei dischi volanti

Il 5 aprile 2005 in Ecuador si è riunita una commissione mista,composta da 6 civili e 6 militari,per discutere sulla declassificazione del fenomeno OVNI nel paese. Da suddetto incontro è emerso che la CIA pagava denaro ai militari Ecuadoregni affinché occultassero la verità sul fenomeno OVNI



Il 5 aprile 2005 in Ecuador si è riunita una commissione mista,composta da 6 civili e 6 militari,per discutere sulla declassificazione del fenomeno OVNI nel paese. Da suddetto incontro è emerso che la CIA pagava denaro ai militari Ecuadoregni affinché occultassero la verità sul fenomeno UFO. Potrete ascoltare ulteriori rivelazioni in questo video direttamente dalla testimonianza dell’investigatore del CEIFO (Commissione Ecuadoriana per l’Investigazione del Fenomeno Ovni) Jaime Rodriguez. Nell'’ambito della declassificazione ufologica Ecuadoregna questo documento è di estrema importanza.




tratto da: http://www.segnidalcielo.it/Ecuador_UFO_CoverUp.html

venerdì 4 dicembre 2009

La sonda NASA Mars Odyssey nuovamente On-Line

Piccolo post per aggiornare sulla situazione della sonda NASA Mars Odyssey che avevamo lasciato nello stato di Safe-Mode dallo scorso 28 novembre 2009.





La notizia di ieri è che la navicella è uscita dallo stato di Safe-Mode ed ha ripreso le operazioni. Il primo compito assunto è stato quello di ponte radio (Communications Relay) per le comunicazioni tra la Terra ed i Mars Esploration Rover Spirit ed Opportunity.



Odyssey riprenderà le proprie osservazioni scientifiche nella giornata di oggi.

 
tratto da: http://newsspazio.blogspot.com/

UK: MoD chiude segretamente ufficio sugli UFOs. Nick Pope “è scandaloso”


Il Dipartimento del MoD (Ministero della Difesa), che ha investigato sulla minaccia UFOs in Gran Bretagna per 50 anni, è stato segretamente soppresso. La “hotline” a cui si segnalavano gli avvistamenti di UFOs, in stile X-Files, ha avuto la sua ritirata e non sarà più attivata. Gli esperti UFO britannici sono sconvolti da ciò che è accaduto. Nick Pope, che ha lavorato 21 anni al MoD britannico per indagare sul fenomeno, ha semplicemente dichiarato, in modo deciso: “questo è scandaloso“. “Gli avvistamenti di UFOs sono, in questo periodo e dovunque, ad un livello alto. Non c’è stato nessuno annuncio del Parlamento e nessuna consultazione pubblica“. Dal primo dicembre 2009 il MoD ha chiuso il dipartimento, che costava all’anno 50.000 sterline, per “inappropriato uso delle risorse della Difesa“. Il Ministero della Difesa britannico ha inoltre dichiarato che “in oltre 50 anni, nessun rapporto UFO ha rivelato una evidenza di potenziale minaccia alla Gran Bretagna“. La mossa è arrivata un anno dopo il trasferimento del team da MoD’s Whitehall HQ a RAF Air Command a High Wycombe, Bucks. Dal 1950 il MoD ha catalogato oltre 12000 casi. L’anno scorso ce ne sono stati 135. Nick Pope ha avvertito che gli oggetti misteriosi nei nostri cieli non sono solo il risultato di qualcosa di extraterrestre. E conclude che “ora tutti noi siamo più vulnerabili ad attacchi terroristici“.

tratto da: http://centroufologicotaranto.wordpress.com/

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