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sabato 28 gennaio 2012

Nuova Serie TV amatoriale su Youtube che richiama i miti Sumeri

Posted by GUARDIAMO A 370° 15:42, under | No comments

Su YouTube nasce una nuova serie TV amatoriale su che richiama i miti Sumeri.

venerdì 26 agosto 2011

Scoperto pianeta di diamante nella Via Lattea

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:13, under | No comments

E' composto da carbonio e ossigeno, si trova a 4 mila anni luce dalla Terra


Nella Via Lattea, a circa 4.000 anni luce dalla Terra, c'é un diamante immenso: è un pianeta dalla massa più grande di Giove, fatto interamente di questa gemma. La scoperta, preziosa, è proprio il caso di dirlo, è annunciata su Science da un gruppo internazionale al quale partecipa l'Italia con Osservatorio di Cagliari dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e università di Cagliari.

Il pianeta è circa 20 volte più denso di Giove e orbita intorno a una stella morta, della quale resta solo il nucleo densissimo: è una pulsar millisecondo che ruota a una velocità incredibile, compiendo circa 173 giri su se stessa ogni secondo. A differenza di Giove, il pianeta di diamante non è fatto di idrogeno ed elio ma di carbonio e ossigeno, allo stato cristallino.

Il pianeta è affascinante non solo per la sua composizione, ma per la sua storia: si pensa che in passato sia stato una stella massiccia, che si è trasformata in un pianeta. La materia gassosa della stella, secondo i ricercatori, sarebbe stata travasata per oltre il 99,9% verso la pulsar durante un processo, ormai concluso, che ha riaccelerato la pulsar fino all'elevatissimo ritmo di rotazione attuale. "In quella fase la pulsar doveva essere una potente sorgente di raggi X, con caratteristiche simili alle cosiddette Binarie a raggi-X Ultra Compatte di Piccola Massa, di cui PSR J1719-1438 e il pianeta compagno dovrebbero dunque rappresentare dei discendenti", ha spiegato Andrea Possenti, direttore dell'Osservatorio di Cagliari e fra gli autori della ricerca con Marta Burgay, Nichi D'Amico e Sabrina Milia (D'Amico e Milia insegnano anche all'università di Cagliari).

Secondo lo studio, coordinato dall'università australiana Swinburne University of Technology, il pianeta impiega solo 2 ore e 10 minuti per ruotare intorno alla pulsa. Ha una massa di poco superiore a quella di Giove, ma un raggio inferiore alla metà rispetto. Ciò fa supporre che la densità del pianeta sia molto più elevata di Giove. Sono state queste evidenze che hanno fatto concludere ai ricercatori che il pianeta dovrebbe essere composto in gran parte di carbonio e di ossigeno allo stato cristallino e che dovrebbe avere dunque una struttura simile a un diamante.

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Per scoprire il sesso del nascituro con un semplice esame del sangue

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:05, under | No comments

I test sul feto durante la gravidanza stanno per essere rivoluzionati dalla diffusione di un nuovo tipo di esame: un'analisi del sangue della madre consente di predire con un'accuratezza di oltre il 90 per cento il sesso del nascituro, già a 7 settimane di gravidanza. Il sesso del feto viene così determinato molto prima che con metodi come l'ecografia.
Inoltre la procedura non è invasiva, a differenza per esempio dell'amniocentesi, che comporta un rischio per quanto piccolo di aborto spontaneo. Finora non erano stati pubblicati dati attendibili sull'efficacia dei test, disponibili già da alcuni anni sia su Internet che in alcune farmacie.
Ora a garantirli è uno studio pubblicato dal Journal of the American Medical Association, la rivista scientifica dell'associazione dei medici Usa. Secondo l'analisi condotta su 57 studi che hanno preso in esame 6.500 diverse gravidanze, i test del sangue per determinare il Dna del feto hanno predetto il sesso accuratamente nel 95 per cento dei casi a 7 settimane e nel 99 per cento a 20 settimane. I test che si basano sul prelievo di alcune gocce di sangue dalla madre. In Europa sono più diffusi che in America, dove i medici generalmente non li prescrivono perché non sono regolati dalla Food and Drug Administration, l'autorità federale sui farmaci.
Che tuttavia sta cominciando a indagare sul settore che sembra avviato a un'esplosione commerciale. La diffusione dei test non è esente da dilemmi etici: il New York Times, che ha dato ampio spazio ai risultati dello studio, osserva che in alcune culture molte donne abortiscono volontariamente quando scoprono di avere feti di sesso femminile.
Alcune aziende produttrici dei test non li vendono, per questo motivo, in India e Cina: e secondo uno studio negli Usa, presso alcune gruppi di americani di origine asiatica il tasso di maschi sulle nascite totali fa pensare che i test vengano usati per selezionare il sesso dei figli.

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Le spettacolari aurore sugli esopianeti

Posted by GUARDIAMO A 370° 16:02, under | No comments

Le aurore sono indubbiamente dei fenomeni naturali molto spettacolari, e forse ancor di più quelle che avvengono sugli altri pianeti. Alcuni ricercatori dell’Harvard Smithsonian Centre for Astrophysics hanno effettuato una simulazione fondata su un modello che cerca di prevedere le possibili conseguenze su un pianeta gigante gassoso che orbita molto vicino alla sua stella, come molti dei pianeti extrasolari finora individuati.
Tra i vari risultati - come riporta Media Inaf - c’è stata anche la comparsa di aurore da 100 a 1.000 volte più intense delle nostre.
Sulla Terra si verifica un’aurora boreali quando, a causa delle eruzioni solari, dei flussi intensi di particelle cariche colpiscono il nostro campo magnetico, che le incanala verso i poli: qui le particelle si scontrano con le molecole dell’atmosfera, e ne scaturisce una luce simile a quella dei neon. Più le eruzioni solari sono intense, più nasceranno aurore luminose e spettacolari.

La vicinanza alla stella e la forza del fenomeno non provocherebbero alcun danno al pianeta, perché protetto dal suo campo magnetico, ed è proprio questo il risultato più interessante per i ricercatori, oltre naturalmente alla spettacolarità delle aurore. I ricercatori sono già al lavoro su una nuova simulazione, per scoprire se anche i pianeti rocciosi vicini alla propria stella - sui quali potrebbe anche svilupparsi la vita - potrebbero sopportare una forza d’urto del genere.

Marte: due brevetti italiani per colonizzarlo

Posted by GUARDIAMO A 370° 15:59, under | No comments

Colonizzare l'universo, portando l'uomo e la civiltà al di fuori del pianeta Terra sembra essere la prospettiva dell'esplorazione futura dello spazio. Lo sanno bene gli americani che dopo l'addio agli space shuttle stanno valutando, tra le tante possibilità, quella di portare l'uomo su Marte. Ma anche l'Italia crede in un progetto simile, che coinvolge il Pianeta Rosso. Dal Centro di ricerca del Parco tecnologico della Sardegna, infatti, è stata resa nota una nuova metodologia per la produzione di acqua, cibo e beni di prima necessità, per garantire in futuro la vita su Marte.
Partendo dagli elementi presenti nel suolo di Marte, ma anche sulla Luna o sugli asteroidi, il progetto del CRS4 intende ricerare le condizioni favorevoli alla vita, dall'atmosfera e al suolo. E proprio al nostro paese si devono due brevetti, nati dal progetto Cosmic, finanziato dall'Agenzia Spaziale Italiana, che consistono nella realizzazione di elementi strutturali sulla Luna, su Marte o su un asteroide, piccoli rifugi costruiti utilizzando il suolo lunare o quello marziano,tra cui l’ilmenite sulla Luna e gli ossidi di ferro su Marte.

Dopo l'approvazione dei brevetti, si spera che quanto realizzato dalla ricerca possa essere messo in atto nel corso dei prossimi viaggi nello spazio.
Spiega Cao: "L'umanità sarà sempre più spinta a trovare nuovi spazi fuori dalla Terra per ricercare su pianeti vicini, come Luna, Marte e asteroidi, punti di appoggio e soluzioni di sopravvivenza per la futura colonizzazione di queste nuove dimore per l'uomo. La ricerca si sta muovendo in questa direzione, noi abbiamo già messo a punto nuove tecnologie per affrontare questa sfida e oggi ne abbiamo depositato i brevetti".

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giovedì 25 agosto 2011

MISTERO SULLA COMPARSA DI UN CERCHIO NELLA SABBIA AL CONFINE TRA CINA E TIBET


La notizia era apparsa sul sito Awaker.net, dove testimoni raccontano di aver visto questo enorme cerchio sulla sabbia, del diametro di 1,5 -2 km, il 17 Agosto 2011. Si dice che l'enorme cerchio è composto da linee e cerchi pressati sulla sabbia e profonde circa 5 cm. Guardando la foto (sotto) della mappa, esso si trova in una posizione remota a circa tre ore da Xining verso il Tibet sulla strada per Qinghai. Il tipo di terreno, misto sabbia e sale, si trova a circa 200 km da Madoi (mezzo cerchio rosso) la città più vicina, a sud ovest di Xining. Quest'ultima potrebbe essere la regione dove è comparsa la formazione di sabbia.  Il confine del Tibet è di colore arancione - rossa è la linea di confine sud di Madoi. Lhasa, in Tibet, è il cerchio rosso in basso a sinistra.


LA MAPPA


Nella foto sopra, si può notare il solco profondo circa 5 cm

Ribadiamo che le ipotesi sono molteplici, ma secondo il Maestro Chow nessuno fino ad oggi ha rivendicato la formazione (man-made), il che fa pensare che sia di origine Extraterrestre. Nessuno essere umano sarebbe in grado di creare una cosa del genere. Sappiamo inoltre che tale formazione è comparsa il 17 Agosto 2011, giorno in cui è stato avvistato un disco volante sull'aeroporto Internazionale di Chongqing, bloccandone il traffico aereo. Prima del 17 Agosto, questa grandiosa formazione non c'era, dato che alcuni colleghi del maestro Chow erano passati per quella strada e non avevano visto nulla.

Il mistero del crostaceo artico ritrovato sulle Alpi. Come ha fatto ad arrivare fin lì?

La presenza della Daphnia middendorffiana nei laghi alpini del parco nazionale del Gran Paradiso rappresenta un enigma scientifico ancora da risolvere. Si tratta di una specie di crostaceo d'acqua dolce appartenente all'ecosistema della tundra artica.
Il mistero del suo lungo viaggio fino all'Italia sara' probabilmente risolto dalle analisi effettuate sul Dna degli esemplari raccolti.
E' stato Rocco Tiberi, dottorando dell'Universita' di Pavia, che dal 2006 collabora con il Centro Studi Fauna Alpina del Parco nell'ambito del programma di ricerca internazionale Acqwa, ad effettuare il ritrovamento, e a pubblicare un articolo sulla scoperta nell'ultimo volume della rivista scientifica internazionale "Journal of Limnologo".
Lunga appena tre millimetri e mezzo, la Daphnia middendorffiana puo' essere considerata una specie gigantesca, se confrontata con le altre forme di zooplancton presenti nel Parco.

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mercoledì 24 agosto 2011

Perché la polvere si riforma subito dopo essere stata rimossa?

Posted by GUARDIAMO A 370° 11:57, under ,, | No comments

Tutta colpa dell'elettricità.

 

Quando con lo straccio togliamo la polvere, con lo sfregamento generiamo anche un campo elettrico (come quello che si forma quando strofiniamo una penna di plastica su un maglione). Le particelle di polvere, elettricamente cariche, sono perciò nuovamente attratte sulla superficie dalle particelle con carica opposta.

Spruzza e separa. Per evitare questo inconveniente, può essere efficace l’utilizzo di uno spray antistatico: esso forma un sottile strato isolante tra le cariche opposte, riducendo la loro attrazione e il conseguente nuovo deposito della polvere.

Ma perché la polvere di casa è grigia?
Per quanto incredibile possa sembrare, la polvere che si produce nelle nostre case è composta in larga parte dalle cellule morte della pelle umana (oltre a sabbia, peli, acari morti e altro). La pelle secca è di colore grigio e, di conseguenza, lo è anche la polvere.
Altre forme di polvere, composte principalmente da sabbia o da terreno portato dal vento, possono naturalmente avere colori differenti.

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